Home Editoriali & Approfondimenti AAA cercasi talento: dov’è finito Calhanoglu?

AAA cercasi talento: dov’è finito Calhanoglu?

Calhanoglu
Calhanoglu - FOTO: AC Milan

L’inizio di stagione del Milan rappresenta perfettamente un’altalena di emozioni da cui però molti tifosi avrebbero piacere di scendere: tra Europa League e campionato tante vittorie ma anche tre sconfitte in Serie A che fanno malissimo, di cui due subite in maniera abbastanza perentorie dalle squadre romane. Dopo un inizio così difficile anche la campagna acquisti apparentemente scintillante messa su dalla coppia Fassone-Mirabelli con i soldi della nuova proprietà sembra essere stata ridimensionata. E se, a livello mediatico, il principale “flop” è individuato in Leonardo Bonucci, giocatore d’esperienza che avrebbe dovuto registrare la difesa e dare personalità alla squadra intera, in pochi sottolineano l’incredibile – anche se parzialmente giustificabile – involuzione che sta coinvolgendo un talento assoluto come Hakan Calhanoglu.

Inizio difficilissimo per Calhanoglu al Milan: come ritrovare la retta via?

Il giocatore turco, acquistato in estate per 22 milioni di euro a titolo definitivo, rappresentava – e in fondo lo fa ancora oggi – uno dei più grandi colpi rossoneri degli ultimi anni. Giocatore fenomenale con la palla tra i piedi, bravissimo nel dribbling e nei calci piazzati, non poteva che prendere in eredità una maglia numero 10 che troppo spesso negli ultimi anni aveva trovato padroni non all’altezza. Nessuno attendeva ovviamente un’esplosione immediata da parte dell’ex Bayer Leverkusen, anche perché il calciatore era reduce da una squalifica di 4 mesi scontata in Bundesliga per una questione burocratica riguardante un pre-contratto firmato nel 2011 con il Trabzonspor. La parziale e inattesa inattività ha però generato frutti insperati, in senso negativo: nelle poche partite giocate in campionato il ragazzo non ha mai brillato, regalando bonus solo in Europa contro avversarie obiettivamente non livellate al valore dei rossoneri. Una situazione che ieri, nonostante una discreta partita contro la Roma, ha dimostrato di pesare moltissimo: Calhanoglu è stato espulso dopo lo 0-2 e salterà anche l’importantissimo Derby contro l’Inter che si svolgerà dopo la sosta. Le cause di questa momentanea involuzione possono essere molteplici, anche se in termini principali due sembrano spiccare sulle altre. Abbiamo già citato il lungo stop forzato e, dunque, una condizione migliore probabilmente ancora da inseguire. Ma bisognerebbe mettere l’accento anche su un’altra sottovalutata questione, quella tattica.

Il gioco dei ruoli

Da quando è arrivato al Milan Calhanoglu è stato impiegato praticamente ovunque: ha giocato da esterno d’attacco nel 4-3-3, da centrocampista interno nel 3-5-2 ma anche da seconda punta e da trequartista nello stesso ruolo. Il calciatore ha dimostrato più e più volte in carriera di poter giocare in svariate posizioni ma il compito di Montella sarà proprio quello di posizionare nella maniera corretta questo prezioso pezzo di mosaico nell’opera d’arte che il Milan del presente – e del futuro – dovrà essere. Tifosi e fantallenatori possono e devono continuare a credere in un giocatore che ha numeri e talento per emergere anche in Italia. Quest’ultimo però sembra essersi momentaneamente eclissato: il tempo farà il suo corso? Oppure Calhanoglu resterà solo l’ennesimo giocatore straniero non abbastanza bravo da mostrare la sua classe anche in Serie A?