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Terry Butcher
Foto da: fifa.com

Il calcio è uno sport le cui regole vengono cambiate nel corso degli anni e che si adattano a seconda dell’avanzare dei tempi. Una di queste riguarda l’incolumità dei giocatori in campo durante una partita. Oggi la sicurezza degli atleti in campo è sempre al primo posto. Se un giocatore subisce un duro contrasto o infortunio, il gioco è immediatamente interrotto e l’atleta soccorso. Nel caso in cui ci sia una ferita aperta, il giocatore lascia subito il campo e viene medicato dallo staff medico che deve ricucire la ferita e impedire ulteriore perdita di sangue prima di permettere al giocatore di tornare in campo. Nella storia del calcio però non è stato sempre così. L’episodio che raccontiamo è passato alla storia per essere particolarmente crudo.

Il protagonista di questa storia si chiama Terry Butcher. Ex giocatore inglese nato a Singapore il 28 dicembre 1958, ha giocato per diverse squadre inglesi oltre che per la sua nazionale. L’episodio che lo rende famoso è accaduto durante Svezia-Inghilterra, partita della nazionale inglese valida per la qualificazione ai mondiali di Italia ’90. Dopo un colpo di testa, Butcher perde sangue dalla testa ed è soccorso dai medici inglesi. Dopo una bella fasciatura alla testa torna in campo e prosegue a giocare. Poco tempo dopo, altro colpo di testa e la ferita alla testa si riapre questa volta in maniera più seria di prima. La fasciatura si tinge di rosso e il sangue cola sul bianchissimo completino della nazionale inglese. Qualcuno immortala quella scena e l’espressione a tratti alienata di Terry Butcher il quale nonostante la situazione da film splatter, prosegue a giocare fino alla fine dell’incontro.

Terry Butcher, una foto passata alla storia

Terry Butcher
L’espressione di Terry Butcher.

Questa foto è passata alla storia e a suo modo è un simbolo di un calcio che non c’è più: molto più ruvido di quello dei giorni nostri, fatto di contrasti molto duri e giocatori che in certi casi erano più fisici che tecnici. Terry Butcher durante quel famoso Svezia-Inghilterra non ha gettato la spugna, ha stretto i denti e giocato fino al novantesimo. Una situazione del genere avrebbe potuto capitare a chiunque, ma forse non è un caso che sia successa ad un giocatore il cui cognome in inglese significa “Macellaio”.

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