Condò e Di Francesco, un talk a tutto campo

Condò e Di Francesco, un talk a tutto campo

Nell’ultima giornata del Festival del Calcio organizzato a Firenze la Rivista Undici, magazine bimestrale con sede a Milano, ha programmato una serie di incontri in cui spiccava il mattiniero “Paolo Condò conversa con Eusebio Di Francesco” nella splendida cornice di Piazza della Repubblica. Sui tavolini del Caffè Paszowski il giornalista di Sky ha dato vita a un vero e proprio talk con l’allenatore della Roma, in cui sono venuti fuori molti dettagli sia del metodo giornalistico che del modus operandi del tecnico abruzzese. Sotto la coordinazione del direttore di Undici Giuseppe De Bellis la coppia ha affrontato vari temi, a partire dall’impulso che ha spinto Di Francesco ad andare a Roma: “C’erano ovviamente altre opportunità ma sta volta ha prevalso il sentimento. C’è differenza fra allenare la squadra e giocarci, ma anche quando ero giocatore scelsi la Roma prima delle altre. Soprattutto fu grazie a Franco Sensi che fui convinto di venire a Roma, una figura molto importante per me”. Mentre Paolo Condò ha esaltato la capacità di avere un metodo personale per l’allenatore giallorosso: “Di Francesco è uno che fa scuola: fa aderire ai suoi giocatori un metodo particolare ed è protagonista del proprio lavoro. Questo certamente lo differenzia da molti altri colleghi”. Gli fa eco lo stesso mister: “Certo se subentri c’è bisogno di adattarsi a al modulo già in utilizzo e al massimo, come mi è personalmente successo, cerchi di inserire i tuoi concetti il più possibile negli schemi del vecchio modulo”. Procedendo, l’allenatore di Pescara ha ribadito come sia necessaria una comunicazione aperta: ” Giusto esprimere con educazione i propri pensieri. (riferendosi alle parole di Dzeko post Roma-Atletico,ndr) Edin ha detto garbatamente quello che pensava e poi negli spogliatoi con il resto della squadra ci siamo detti altro. Le persone parlano ma il tempo è fondamentale, come in azienda. Sarri ci ha messo diversi anni per perfezionare il suo gioco e in generale tutte le squadre necessitano di tempo, anche se la richiesta dei tifosi è spesso poco paziente”. Sempre Di Francesco parla del rapporto coni media: ” I media sono fondamentali per la comunicazione. Oggi li si trova in ogni ambito. Eppure io non sono un grandissimo loro estimatore: so che i calciatori lo usano molto e nello spogliatoio hanno il suo peso ma non per me. Loro (i calciatori, ndr) guardano anche tantissimo alle pagelle e spesso questo influenza addirittura i loro risultati in campo”. Il prossimo match per la Roma sarà contro il Napoli di Sarri e alla domanda sul divertimento calcistico di affrontare il tecnico toscano Di Francesco risponde: “Il mister ha avuto un’evoluzione, La forza del Napoli per me è la sua capacità di transitare il gioco da destra a sinistra, e non è cosa facile. Una transizione quasi perfetta a cui si unisce un perenne triangolo di centrocampo: Sarri non ha mai dei centrocampisti in linea e per il palleggio questo è molto importante”. Sul finale una battuta di Condò sull’importanza, in merito all’ambito giornalistico, di vedere gli allenamenti live: “E’ importantissimo vedere gli allenamenti delle squadre. Osservarli serve quasi a confutare le proprie tesi e soprattutto a capire gli allenatori. Mi ricordo di come con Sacchi questo fu alquanto fondamentale”. Di Francesco viene poi punzecchiato su Schick: “Mi piacerebbe molto vederlo anche a me. E’ potenzialmente molto forte e ha le caratteristiche per giocare come punta centrale. Alla Samp era più sul centro-destra ma per me può diventare un centravanti puro. E’ un gran giocatore, lo vedo da come si muove, come calcia. Veramente promettente”.