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Salah
Salah portato in trionfo - FOTO: Twitter

Dopo ben 28 anni dall’ultima volta, l’Egitto tornerà a giocare un Mondiale. La vittoria di ieri contro il Congo per 2-1 ha regalato alla squadra africana la quarta vittoria su 5 gare nel suo girone di qualificazione, un dato che si dirama a sua volta in due conseguenze: prima piazza in graduatoria e certezza della partecipazione al Mondiale di Russia 2018. Un risultato estremamente esaltante arrivato anche e soprattutto grazie alle prodezze di Mohamed Salah, giocatore ormai completamente maturato dopo gli anni a Roma e che in questa stagione sta dimostrando di poter diventare ciò che avrebbe dovuto essere già da tempo: un autentico top player, non solo per il calcio africano.

Da Salah a…Trezeguet: il miracolo dell’Egitto

Salah, capocannoniere del girone con 5 reti, ieri ha letteralmente salvato la squadra con una doppietta. Decisivo soprattutto il rigore al 95′, che ha consentito ai suoi di staccare il pass per la Russia. Non fatichiamo a credere come l’egiziano sia diventato il calciatore preferito di Hector Cuper, tecnico da sempre etichettato – anche a suon di risultati – come un eterno secondo e che ora si sta prendendo una piccola rivincita, dimostrando di poter allenare ancora a discreti livelli. C’è da ammettere, comunque, che l’Egitto non è soltanto rappresentato dall’attuale giocatore del Liverpool. La squadra sembra anzi molto solida: miglior attacco del suo girone con 7 reti (di cui appunto 5 messe a segno dal fuoriclasse africano) ma anche la seconda miglior difesa, con soli 3 gol subiti. Una solidità che passa anche dalle prestazioni di molti altri membri della Nazionale: dal portiere El Hadary al centrocampista dell’Arsenal Elneny, senza dimenticare Hegazy, vera e propria meteora alla Fiorentina ma punto fermo della difesa dell’Egitto. C’è spazio anche per un curioso caso di omonimia: quello di Trezeguet, che però non è un bomber franco-argentino di nome David ma un centrocampista del Kasimpasa, squadra che milita nel campionato turco, con un passato anche nell’Anderlecht e una discreta predisposizione al gol. Ma quante possibilità ci sono che l’Egitto possa dire la sua al Mondiale? Sicuramente la squadra africana può partire al massimo come outsider, anche se con una mina vagante come Salah tutto può essere possibile. Intanto, dopo tanti anni dall’ultima volta, la terra dei faraoni tornerà a respirare un’esperienza di spicco come quella della Coppa del Mondo. E Salah magari troverà la sua definitiva consacrazione proprio in terra di Russia.