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Liverpool-Tottenham - EFL Cup fonte: Liverpool Twitter
Liverpool-Tottenham - EFL Cup fonte: Liverpool Twitter

Due anni e mezzo fa è stata la volta di Suso Fernandez; oggi quella di Luis Alberto. Domani chissà. Via via negi anni alcuni giovani all’apparenza di poco conto stanno lasciando Anfield Road con pochi minuti nelle gambe per accasarsi altrove, ma è proprio lontano da casa che si concretizzano al meglio. Non ci sarebbe nulla di male in tutto ciò, si chiama prestito, eppure a Liverpool questa cosa non l’hanno capita e negli anni i Reds hanno perso fior di talenti: giocatori che oggi per gli attuali club sono sinonimo di plusvalenza mentre per gli inglesi, a quanto pare, solo un armadietto in più nello spogliatoio. Al di là dei già citati Suso e Luis Alberto spulciando nei vecchi organici del Liverpool si trovano nomi interessanti come Iago Aspas, Sebastian Coates, Daniel Pacheco.

FIORI DI SPAGNA

Visti i nomi di cui il Liverpool si è liberato è chiaro come i Reds abbiano un forte nucleo di osservatori in Spagna, non solo in Liga ma anche nelle categoria minori. Quando Suso giunse in Inghilterra a 19 anni era uno sconosciuto centrocampista spagnolo che col tempo divenne un’ala dal prospetto tecnico interessante. In totale sommò 14 presenze nel Merseyside ma nella Kop quasi nessuno al suo addio si ricordò eccezionalmente di lui. Proprio lo spagnolo è forse l’esempio più emblematico di come il Liverpool, nelle varie gestioni, da Rodgers a Klopp, abbia avuto a disposizione diversi elementi di considerevole prospetto ma che contemporaneamente non li ha poi aiutati a emergere. L’occhio di falco degli osservatori inglesi è realmente notevole ma se non viene data profondità al progetto di crescita allora è difficile poi costruire ambizioni credibili in ambito di settore giovanile. Il Liverpool propone durante la stagione tanti giovani, ciò va detto, eppure sono molto pochi quelli che poi vengono confermati negli anni. Luis Alberto della Lazio, oggi uno dei migliori trequartisti del campionato italiano, è transitato nel Liverpool nella stagione 2013-2014 e dopo nove presenze se ne è ripartito con destinazione Malaga: è vero che Klopp, dato il suo credo tattico,  non userebbe un giocatore simile ma il talento dello spagnolo non era da sottovalutare in ogni caso.

OCCASIONI MANCATE

Durante l’estate il Liverpool ha resistito varie volte agli assalti economicamente copiosi del Barcellona per Coutinho, ad oggi il miglior giocatore nella rosa di Klopp e asso della Nazionale brasiliana. Se i Reds avessero tenuto uno dei tanti talenti avuti negli anni magari oggi l’allenatore tedesco avrebbe avuto una soluzione in più qualora l’ex Inter fosse partito. Anche Iago Aspas, esterno mancino del Celta Vigo passato da Anfield, oggi è un talento del calcio spagnolo e nella scorsa stagione ha perfino ricevuto la chiamata delle Furie Rosse, mentre per ora Klopp ha delle difficoltà quando manca un esterno titolare. Insomma, se il Liverpool avesse creduto di più nei suoi giovani magari avrebbe tratto maggiori benefici economici oltre che nuovi sussidi tecnici, che vista l’estenuante lunghezza della stagione di una squadra inglese non avrebbero assolutamente fatto male all’organico. Dura lex sed lex per Klopp, che oggi in rosa anche un grande talento in prospettiva, il centrocampista Marko Grujic, di anni ventuno: per ora il serbo ha collezionato sei presenze, e visto i precedenti dei suoi colleghi sopracitati ha molte più speranze rimanere. Lui lo spera e i tifosi dei Reds pure.