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stadio friuli
FONTE: Corriere dello Sport.it

Inaugurata nel 2016 dopo che per mesi è stato un teatro provvisto solo di palco e parterre, la Dacia Arena di Udine è in Italia una delle migliori realizzazioni in ambito di progresso. Uno stadio che non è uno stadio, o meglio ancora, un sistema di esercizi commerciali che si interseca con l’attività calcistica in maniera moderna e europea. Sul modello dei palazzetti da basket americani e i stralodati impianti inglesi la Dacia Arena ha aperto le porte al territorio e ai suoi cittadini: una palestra, un’area bambini, lo store del club, sale meeting e servizi dedicati al relax. Praticamente un centro commerciale insito in un impianto nato e costruito per il calcio. Sponsorizzati dal marchio automobilistico Dacia, l’Udinese ha definitivamente promosso la ristrutturazione del vecchio Stadio Friuli dopo che la proprietà dei Pozzo non era più intenzionata a combattere con i problemi del Friuli. Quindi sono state tolte tutte le barriere, sono stati posti seggiolini colorati e la struttura dei settori ha assunto i contorni degli stadi inglesi, rendendo la Dacia Arena un modello quasi unico in Italia. Dall’esterno, per chi arriva allo stadio, i vari settori sono stati rivestiti da pareti squamate, rimandando molto all’ Allianz Arena di Monaco di Baviera, anch’esso impianto avveniristico e di ineguagliabile modernità. In questo modo la famiglia Pozzo ha reso alle zone friulane un sito d’identificazione calcistica e dato loro l’opportunità di viverci dentro: unire l’utile e la passione, rafforzare il legame con il territorio.

Dacia Arena: una nuova via

Dopo il riuscitissimo esperimento dello Juventus Stadium e il gioiellino della Dacia Arena, l’Italia del pallone ha iniziato a guardare più fittamente al progresso architettonico degli stadi. La costruzione di un nuovo impianto per una società nasce dall’esigenza di rimodernare il proprio dopo che l’insostenibilità della struttura si è fatta troppo estenuante: esempi come il San Paolo di Napoli, il Ferraris di Genova, o il Bentegodi di Verona sono espressioni di una grammatica architettonica troppo ancorata al passato. Ad oggi in Italia i modelli di stadio si chiamano Dacia Arena di Udine, Juventus Stadium di Torino, Stadio Benito Stirpe di Frosinone, Mapei Stadium di Reggio Emilia: esempi dell’avanguardia che avanza trascinando con se complimenti ed elogi, mentre dall’altra parte c’è invidia e rassegnazione. Le solite lagne dei presidenti e delle loro lotte politiche con i Comuni non sono più una scusa credibile per tifosi e stampa, stanchi di affrontare “peripezie” tra seggiolini sporchi, assenza di igiene e visuale impossibili. Certo, non che in Spagna o in Francia la situazione si delle migliori, eppure in Italia i modelli valutabili come esaustivi si contano sulle dita di una mano. Le società si stanno muovendo per la costruzione di nuovi impianti ma spesso sembra più un eco nell’orecchio che un’affermazione volenterosa. Tuttavia è pronosticabile che in circa cinque o sei anni la Serie A disporrà di almeno due-tre strutture nuove e tanti  club come la Roma, le milanesi, il Bologna o la Fiorentina si stanno attrezzando per migliorare o cambiare le proprie case;per citare un caso in medias res, l’Atalanta ha scelto di rimanere all’Atleti Azzurri d’Italia ma da due stagioni sta ristrutturando i vari settori dello stadio al fine di rendere visuali e servizi rispettivamente più ampi e più comodi. Il peso di Italia 90 è architettonicamente un macigno per le infrastrutture sportive d’alto livello e non è sempre un problema di carattere politico. A Cagliari, ad esempio, hanno costruito uno stadio in 120 giorni come soluzione alternative alla ristrutturazione del Sant’Elia: normale che la nuova Sardegna Arena sia un po’ precaria sia nell’aspetto che nell’essenza, eppure l’aver costruito un’impianto in poco più di tre mesi è il vero protagonista delle lodi ai sardi. Dunque la Serie A necessita di nuovi teatri per eguagliare gli standard europei e allo stesso tempo, per rappresentare la qualità calcistica espressa in campo. Per il miglioramento tecnico delle squadre alcuni passi in avanti sono stati fatti, ora si aspetta solo di trovar loro dei migliori palcoscenici.