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Koulibaly Napoli
Koulibaly, foto fonte: Official SSC Napoli Twitter account

Kalidou Koulibaly è l’uomo in più del Napoli di Sarri. Sempre in campo per novanta minuti nelle prime sette uscite stagionali in Serie A: il centrale azzurro è il giocatore, insieme a Pepe Reina, più utilizzato dal tecnico del Napoli. Ai microfoni de “Il Messaggero” il difensore senegalese ha spiegato le tappe del suo percorso sotto l’ombra del Vesuvio partendo dal suo arrivo con Rafa Benitez: “Venivo dal Belgio, mi sono calato nel calcio italiano ed ho scoperto che era completamente diverso. Benitez mi ha aiutato e alla fine non è andata malissimo. Certo, è stata dura, ma faceva parte di un percorso naturale”. Ma la vera rivoluzione c’è stata sotto la guida tecnica dell’ex tecnico dell’Empoli: “Sarri mi ha riscoperto, mi ha dato fiducia, è davvero geniale. Vede cose che altri non vedono. Ti fa capire quanto nel calcio nulla può e deve essere imprevedibile: è uno studioso. Qualsiasi domanda tu gli faccia, lui ha sempre una risposta. Ed è sempre giusta: ti aiuta a pensare come squadra e non come singolo. Quando è arrivato mi ha detto: ‘se fai come ti dico, diventerai un giocatore importante’. E io ci sto provando, ma so che posso ancora migliorare. Con Sarri il calcio è matematica, insomma”. Nelle prossime tre gare il Napoli affronterà in rapida successione Roma, Manchester City in Champions League ed Inter: un trittico di partite utili a conoscere ancora meglio il vero valore della squadra azzurra. Infine, lo stesso centrale senegalese ha concluso in vista del big-match contro i giallorossi: “La Roma è una grande squadra, non sarà una partita facile. Non sarà una sfida tre me e Dzeko. Se non siamo squadra rischiamo di perdere, al contrario verrà più facile vincere. Io posso anche fermare Dzeko, poi fa gol un altro ed è finita. Scudetto? Ci crediamo, mi hanno raccontato cosa vuol dire vincere a Napoli, ma ora voglio viverlo. Non so se siamo i più forti, ma io mi diverto tanto a giocare in questo Napoli. L’esperienza migliore sotto questo aspetto. Adesso, però, non ci dobbiamo pensare. Conta battere la Roma adesso”. La consacrazione definitiva passa da queste sfide.