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Kondogbia
L'esultanza di Kondogbia - FOTO: Valencia CF

Ieri in Spagna la Liga ha regalato agli appassionati di calcio un match che potrebbe fare da spot per la spettacolarità di questo meraviglioso sport: Real Betis-Valencia è infatti terminata 3-6, con continui capovolgimenti di fronte, tantissimi gol e uno show godibilissimo per tutti. Gli occhi attenti dei tifosi italiani avranno però di certo potuto ammirare la bontà delle prestazioni di due ex calciatori del campionato di Serie A. Le situazioni personali di Zaza e Kondogbia rappresentavano incognite diverse ma restavano, per l’appunto, incognite pesanti e difficili da modificare. Il nuovo progetto dei Taronges, però, sta esaltando le caratteristiche di due giocatori che sembravano persi nei meandri più oscuri del loro talento e che ora, invece, potrebbero farsi rimpiangere persino dai loro più acuti detrattori.

Zaza e Kondogbia dominanti: la Serie A deve rimpiangerli?

Arrivato in Spagna soltanto nel mercato invernale della scorsa stagione, in questo campionato l’ex attaccante della Juventus sta finalmente abbracciando un riscatto che ormai attende dagli Europei e dal famoso rigore sbagliato contro la Germania. Dopo la segnatura di ieri Zaza è a quota 7 gol, secondo in classifica marcatori alla pari di Bakambu del Villarreal e davanti a gente come Ronaldo o Griezmann. Per intenderci, soltanto Messi può guardarlo dall’alto a livello realizzativo in uno scorcio di stagione che evidenziato tutte le qualità migliori dell’italiano: grinta, qualità balistiche, senso della posizione e del gol nell’area avversaria. Tutto questo per adesso non è servito a rientrare nel giro di una martoriata Nazionale ma è possibile che ciò possa accadere presto, se lo standard delle prestazioni resterà così elevato. Anche Kondogbia ieri è andato in gol ma, soprattutto, ha garantito una prestazione a tratti sublime. Non è una bugia ammettere che il francese sembra star tornando quello che aveva stupito il mondo con la maglia del Monaco, specialmente perché pare finalmente giocare in una posizione che riesce a valorizzarne l’estro creativo ma anche distruttivo per quanto concerne le azioni avversarie. Due “scarti” della Serie A alla riscossa in una squadra che dopo tante stagioni anonime vuole tornare alla ribalta e che attualmente è persino seconda in Liga, cosa che non avveniva da 3 anni. Una domanda sorge dunque spontanea: il nostro campionato potrebbe aver giudicato troppo presto questi due calciatori? Zaza e Kondogbia avevano effettivamente bisogno di più tempo per esprimersi o in Italia rischiavano di diventare irrecuperabili? Probabilmente gli approcci alle due situazioni possono e devono essere diversi.

Questione di feeling

Zaza
Zaza esulta con Kondogbia e i compagni – FOTO: Valencia CF

Per quanto concerne Zaza, il ragazzo aveva già mostrato grandi cose con la maglia del Sassuolo e ancor prima con l’Ascoli in Serie B. I limiti però erano sempre gli stessi: troppa foga agonistica in certi frangenti e una palese discontinuità che ne inibiva i mezzi tecnici, con il secondo problema che sembra obiettivamente in via di risoluzione. Alla Juventus sarà sempre ricordato per il gol Scudetto contro il Napoli ma forse l’errore di Zaza è stato proprio quello di andare a giocare troppo presto nel club Campione d’Italia in carica: probabilmente un’altra stagione al Sassuolo gli avrebbe consentito di maturare di più e rendersi maggiormente credibile agli occhi dei tifosi bianconeri, che sempre malvolentieri lo hanno visto come un’alternativa credibile agli attaccanti titolari. Ancora peggio è andata a Kondogbia nell’Inter, ma forse per il motivo diametralmente opposto: pagato a peso d’oro, il francese doveva dare garanzie sin da subito ma raramente, data l’inesperienza nel nostro campionato, avrebbe potuto. E infatti i suoi due campionati con l’Inter sono stati davvero difficili e a tratti disastrosi, anche e soprattutto però a causa dei diversi cambi di guida tecnica e quindi di moduli e tipologie di gioco. Sicuramente anche l’eccessivo tatticismo del nostro campionato non gli ha fatto bene: in Spagna, dove gli spazi sono più ampi e il pressing meno asfissiante, il francese ha molto più tempo per gestire la palla e pensare a dove mandarla. La risposta alla domanda, quindi, deve tenere conto degli alibi che i due comunque posseggono: probabilmente non è giusto rimpiangerli ma è anche sbagliato non farlo. Zaza farebbe una figura da sogno in squadra di medio-alta classifica del nostro campionato, così come anche Kondogbia potrebbe riscattarsi in un contesto meno pesante. Se l’Italia potrà tornare ad ammirarli solo il Destino potrà deciderlo, intanto la Liga e la Spagna si godono l’esplosione di due talenti così diversi ma uniti da un Fato quasi beffardo, che ha dovuto portarli via dallo Stivale per dar loro la possibilità di emergere davvero.