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Kakà
Ricardo Kakà con la maglia rossonera. Foto da: gazzetta.it

Il Milan è in piena crisi di risultati sul campo. Dopo la sconfitta nel derby contro l’Inter per 3-2 tutti i milanisti stanno passando una settimana di inferno tra sfottò, una situazione di classifica preoccupante e più dubbi che certezze per il futuro. A distogliere tutti da questi pensieri ci ha pensato una clamorosa notizia lanciata dal Brasile dopo il ritiro annunciato da un grande ex campione rossonero: Ricardo Kakà. Secondo quanto riportato dai media brasiliani, l’ex giocatore dell’Orlando City al termine della sua avventura con la squadra americana, si sarebbe proposto al Milan per giocare altri 6 mesi e tornare a indossare la maglia rossonera, prima di appendere gli scarpini al chiodo definitivamente e dedicarsi ad un ruolo dirigenziale nella società. Se questa voce fosse confermata, per Kakà si prospetterebbe un clamoroso ritorno al Milan per la terza volta nella sua carriera, dopo aver giocato dal 2003 al 2009 e nella stagione 2013-2014. La notizia ha scaldato subito gli animi dei tifosi più romantici e malinconici, i quali vorrebbero rivedere a San Siro l’ex Pallone d’Oro. Se per molti il suo ritorno avrebbe soprattutto una valenza affettiva ed emotiva, per altri il discorso è forse strettamente più tecnico e l’ennesimo “cavallo di ritorno” non convince, come non convinse Shevchenko nella stagione 2008-2009. Ma perché il ritorno di Kakà sarebbe più dannoso che positivo per il Milan? Anzitutto c’è da tenere in considerazione la carta d’identità del brasiliano. Kakà a 35 anni, ha già formalmente annunciato il ritiro e ha dichiarato di soffrire anche fisicamente certi ritmi di gioco, che invece sosteneva molto bene quando era più giovane. In secondo luogo, il livello della Serie A è molto più alto dal punto di vista tecnico rispetto alla lega americana e Kakà potrebbe risentire non poco di questa differenza, anche dal punto di vista mediatico. C’è anche un discorso legato al suo posizionarsi in campo: Kakà è ricordato da tutti per le sue accelerazioni fulminanti e la tecnica sopraffina da trequartista puro. Nel Milan di Montella è difficile ipotizzare quanto spazio potrebbe ritagliarsi, anche perché schierare Kakà significherebbe dover rinunciare a uno tra Suso e soprattutto Calhanoglu, arrivato a Milano questa estate come trequartista e quindi in possibile competizione con il brasiliano. Più che un ritorno dettato dalla necessità tecnica, sarebbe una questione emotiva e in parte anche di marketing (il nome di Kakà è riconosciuto a livello planetario). Insomma ci sarebbero più contro che pro e i tifosi, già irritati per la situazione delicata del Milan, vedrebbero riaffiorare certi fantasmi legati a onerosi ritorni di giocatori che, seppur bandiere, hanno già lasciato da tempo Milanello come succedeva con l’ormai archiviata gestione societaria.