SHARE
Ezio capuano, ex allenatore del modena

I giocatori del Modena sono ufficialmente in sciopero. Ad annunciarlo è l’associazione italiana calciatori (AIC) attraverso un comunicato ufficiale: “l’A.I.C annuncia lo stato di agitazione dei calciatori professionisti tesserati con la società Modena F.C. s.r.l. e indice sin d’ora lo sciopero dei predetti calciatori per i giorni di sabato 21 ottobre e domenica 22 ottobre 2017, auspicando che il club, posto il preavviso di sciopero, adempia al pagamento delle somme dovute per le mensilità di luglio e agosto 2017 e alle sue obbligazioni contrattuali nel termine di venerdì 20 ottobre 2017, in modo così da evitare l’esercizio del diritto di sciopero, che i calciatori sono costretti a preannunciare stante l’assurda situazione che loro malgrado sono costretti a subire”. Il motivo, si può dedurre dal comunicato, è il mancato pagamento degli stipendi dei gialloblù, che hanno deciso di esercitare una soluzione drastica, pienamente nei loro diritti. La decisione arriva oggi, al culmine di un periodo molto complicato per la storia modenese. Lo scorso 6 ottobre l’ex patron del Varese Aldo Taddeo ha rilevato la totalità delle quote del club emiliano da Antonio Caliendo, dopo che l’ex presidente era stato pesantemente contestato (al punto da subire un’irruzione nella sede sociale del club la sera del 3 Ottobre da un gruppo di soggetti armati di spranghe e lacrimogeni) per la mancata cessione del Modena e le ultime annate difficili, con la retrocessione nell’allora Lega Pro del 2016 dopo 15 anni.

Modena: la questione Stadio e le sconfitte a tavolino

Non bastasse la confusione generale, il Modena si è anche visto negare la possibilità di giocare nel proprio stadio casalingo. In agosto infatti il comune ha revocato la concessione d’uso del Braglia, adducendo a motivazione la morosità del club sul pagamento dell’affitto dell’impianto. In mancanza della propria sede storica casalinga, il Modena ha disputato le prime partite interne di quest’anno al Morgagni di Forlì. Tuttavia, allo scadere della deroga, si è trovato addirittura senza stadio. Il risultato e naturale conseguenza è che Modena-Mestre e Modena-Albinoleffe non sono state disputate e concesse agli avversari per 0-3 a tavolino. Nelle ore in cui si sarebbe dovuta giocare la prima di queste due partite (18:30 del primo ottobre) è arrivata anche la plateale protesta dei tifosi, con tanto di bare gialloblù e funerale simulato in processione davanti allo stadio.

protesta tifosi Modena
“Nessun comune, nessuna società/ distruggerà la nostra mentalità” – Fonte: ilrestodelcarlino.it

Ad ogni modo, è notizia dell’altro giorno il tentativo del nuovo presidente Taddeo di recuperare anzitutto la situazione del Braglia: due giorni fa il colloquio in Comune si è concluso con un’apertura da parte delle istituzioni, a patto che si dimostri la volontà di cominciare un progetto serio, pagando anticipatamente tutta l’annualità corrispondente per la fruizione dell’impianto. Il patron si è detto soddisfatto, pur senza essere giunto ad alcun punto. A chi gli ha chiesto se fosse intenzionato a pagare gli stipendi prima della prossima giornata di campionato, ha risposto: “non esiste stadio senza calciatori, vedrete”.

La classifica e il futuro

Anche nelle partite che ha potuto giocare, la squadra di Eziolino Capuano non ha saputo raccogliere punti e la classifica vede dunque i gialloblù ultimi a -1 punto, a seguito della penalizzazione arrivata dalla federazione. La situazione è pronta a implodere, ma non è chiaro in quale senso: ad agosto è stato scongiurato il fallimento con un aumento di capitale che ha consentito l’iscrizione al campionato; se però non dovessero essere sistemati i conti entro la prossima giornata, gli scenari futuribili non sono semplici da prevedere. La squadra potrebbe continuare a perdere partite a tavolino fino all’adempimento dei doveri del presidente, ma in caso di mancata risoluzione (cosa più probabile, visto lo sciopero immediato) non è facile capire quali strade siano percorribili.