sabato, Gennaio 29, 2022

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Come gioca il Watford di Marco Silva, sorpresa di Premier League

L’anno scorso, come molti sapranno, sulla panchina del Watford era seduto Walter Mazzarri, che a fine stagione aveva raccolto 40 punti tondi, giusti giusti per arrivare subito sopra le tre retrocesse, quartultimo. Va precisato che la quartultima distava dall’ottava soltanto 6 punti, ma tanto basta: il tecnico italiano è stato mandato via a fine stagione con motivazioni vaghe, o quantomeno singolari, come il fatto che i giocatori non riuscissero a capirlo, perché non parlava l’Inglese. I Pozzo decidono quindi di puntare su un emergente interessante: Marco Silva, allenatore portoghese all’Hull City la passata stagione, considerato in patria l’erede di Mourinho. Ora, l’Hull City l’anno scorso è retrocesso, ma Marco Silva è arrivato il 3 Gennaio, dopo la sconfitta per 3-1 contro il West Bromwich e ha fatto 21 punti in 18 giornate, a fronte dei 13 raccolti precedentemente. Quest’anno si sta riconfermando e il suo Watford ha 15 punti, è sesto dietro alle grandi (City, United, Tottenham, Chelsea, Arsenal) e davanti a squadre che sulla griglia di partenza sembravano più attrezzate. Oltretutto è una delle squadre più entusiasmanti di questa Premier: continua a raccogliere punti nei minuti finali di partita e gioca un bel calcio, ma soprattutto molto insidioso. Ha perso solo contro Chelsea e City, ha vinto con l’Arsenal e pareggiato col Liverpool. Quali sono le sue armi?

Lo schieramento tattico del Watford di Marco Silva

Quest’anno il Watford ha giocato principalmente con due moduli: 4-3-3 e 4-2-3-1 (fatta eccezione per l’ultima partita contro il Chelsea, in cui i gialloneri si sono schierati specularmente ai blues, con un 3-4-3). In ognuna delle due soluzioni è fondamentale la posizione di Tom Cleverley, che gioca trequartista centrale o mezz’ala a seconda del modulo utilizzato, anche se la differenza non è così sostanziale, dal momento che anche da centrocampista nel 4-3-3 ha comunque il compito di avanzare sulla trequarti. In quella posizione Marco Silva ha a disposizione anche giocatori più creativi, come Roberto Pereyra, ma trae vantaggio dal fatto di usare un centrocampista che ha lo stesso un buon piede per rifinire l’ultimo passaggio, ma più fisico, in grado di recuperare palloni pericolosi in quella zona di campo e di smistare il gioco con precisione per le ali a seconda di dove si è condensato il gioco: lo stesso utilizzo del trequartista che fa e faceva Luciano Spalletti, per esempio, con Nainggolan alla Roma e Borja Valero all’Inter. Il resto del parco centrocampisti è completato da due box-to-box come Doucoure e Capoue, più l’ottimo rincalzo Chalobah, che ha caratteristiche simili ma ha forse qualcosa di più tecnicamente degli altri due. Il Watford gioca molto, e bene, in ampiezza, con i terzini Holebas e Femenia (ex Real Madrid B e Barça B) che hanno propensioni molto offensive. La salita dei terzini coincide con l’inizio dell’azione, consentendo la creazione di triangoli fra terzino-centrale-centrocampista per risalire il campo ed eludere il pressing, per arrivare il prima possibile agli esterni d’attacco, ai quali i terzini si avvicinano molto prima di scaricare la palla e sovrapporsi. Le ali solitamente sono Carrillo, peruviano in prestito dal Benfica, più utile che letale (in 7 presenze, 0 gol e 0 assist) e il sorprendente Richarlison, brasiliano classe ’97 arrivato quest’estate dal Fluminense per una cifra intorno ai 12 milioni di euro. Ha segnato 3 gol e servito 3 assist, ma la sua centralità e influenza nel gioco è evidente in ogni fase (per esempio, compie 2.9 tackles a partita), oltre che nella evidente propensione creativa quando avanza palla al piede. Davanti gioca Gray oppure Deeney con compiti molto dispendiosi e fisici: recupero di palle alte, sponde, in generale rompere la linea di difesa avversaria per favorire gli inserimenti. Hanno segnato poco, infatti: 1 gol e 1 assist per entrambi. Quando non arriva direttamente alla punta con passaggi in profondità, con Cleverley magari, il Watford cerca spazi offensivi costruendo l’azione sulla trequarti, anche con passaggi orizzontali, cosa che espone la squadra a transizioni offensive pericolosissime quando viene pressata bene. Il Manchester City ha vinto 6-0 pressando in maniera ultraoffensiva, a partire dai terzini e dai centrali gialloneri per bloccare così la fase iniziale di costruzione: il Watford sovraccaricava un lato come al solito, ma poi non riusciva a cambiare lato efficacemente e l’arma finiva immediatamente in mano al City. La squadra di Marco Silva non ha statistiche impressionanti in attacco (15 gol segnati), né in difesa (12 gol subiti), ma gioca a grande intensità fino al 90′ con certezze tattiche già consolidate. Per questo, anche quando le squadre normalmente si disuniscono, il Watford può aggrapparsi alle proprie sicurezze e trovare gol quando le partite sembrano già chiuse. Vedremo se saprà confermarsi sul lungo periodo.

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