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Sinisa Mihajlovic, Napoli-Torino - Fonte: Twitter Torino
Sinisa Mihajlovic, Napoli-Torino - Fonte: Twitter Torino

Una squadra costruita per andare in Europa che si trova al dodicesimo posto, con due sconfitte consecutive sul groppone e una vittoria che manca da tre turni. Sembra un film horror ma è la stagione del Torino fino ad ora, con Sinisa Mihajlovic che sembra aver perso totalmente dalle mani una squadra che partiva con grandissime ambizioni e che invece sta faticando tremendamente per i più disparati motivi. Un concorso di colpa quello che sta privando il Toro di buoni risultati, soprattutto un momento che deve far riflettere sia sul reale valore della compagine che del suo allenatore.

Mihajlovic e il Torino affondano: quali sono i problemi?

Dopo il mercato estivo di quest’anno si è spesso parlato con ambizione del “Torino più forte degli ultimi decenni”, sponsorizzando la squadra verso alte vette. La realtà dei fatti sta però dando un’altra impressione, ovvero che alcuni calciatori presi siano ormai diventati figurine. Sirigu non è certamente il portiere decisivo che era al Palermo o al PSG, mentre calciatori come Niang e Rincon non hanno mai convinto del tutto nonostante venissero da esperienze in grandi squadre come Milan e Juventus. Andrebbe quindi forse ridimensionata la campagna acquisti – che comunque sulla carta sarebbe stato impossibile definire negativa – da parte di Cairo e Petrachi. C’è anche da dire, però, che il Torino è sembrato peccare soprattutto nella sostituzione dei partenti: Zappacosta e Benassi non sono stati adeguatamente rimpiazzati, pur rappresentando a conti fatti due pedine fondamentali per lo scacchiere granata. Ansaldi e il già citato Rincon sono due buoni giocatori ma non sembrano effettivamente all’altezza dei loro predecessori, almeno fino a questo momento. Un altro grande problema sembra essere quello dell’assenza del Gallo Belotti: l’attaccante della Nazionale non aveva iniziato in maniera esplosiva come l’anno scorso ma ora che manca la manovra offensiva del Torino sembra veramente poca cosa. Sadiq non ha né il fisico né la personalità per sostituirlo, soprattutto non compie gli stessi movimenti a livello di fisicità e protezione della palla che invece l’ex punta del Palermo è molto abile a manifestare. I numeri rendono maggiormente chiaro il tutto: senza Belotti il Torino ha segnato solo due gol (di cui uno su calcio piazzato), peraltro contro una squadra di bassa classifica come il Crotone. Il sentore c’era già ma sembra ormai evidente come il Torino possa essere considerato un club Belotti-dipendente, che perde moltissimo senza il suo giocatore cardine.

Un uomo allo sbando

Al di là delle polemiche mediatiche recenti e passate che attanagliano la sua figura, Sinisa Mihajlovic sembra essere completamente allo sbando ed è uno dei principali responsabili del tracollo del Torino. In tutta la sua carriera Mihajlovic ha raggiunto più o meno sempre gli stessi risultati di metà classifica. Il problema è che un conto è raggiungerli con Catania e Bologna, tutt’altro farlo con Milan, Fiorentina e Torino, squadre con obiettivi diametralmente opposti. Il serbo sembra non essere mai riuscito a migliorare sul serio come tecnico, palesando sempre gli stessi limiti – soprattutto per quanto concerne la fase difensiva – e lasciandosi spesso andare a polemiche davvero nocive per lui e per l’ambiente che lo circonda. Cairo nutre nei suoi confronti una fiducia incondizionata che però potrebbe iniziare a scricchiolare in futuro di fronte a risultati ancor più negativi. Nel post gara di ieri, dopo la sconfitta molto pesante contro la Fiorentina, Mihajlovic ha affermato che da questo momento in poi si azzererà tutto e non ci sarà democrazia nel rapporto tra lui e i calciatori. Un messaggio forte a cui però dovranno seguire i fatti, come d’altronde sperano tutti i tifosi del Torino ormai delusi dopo la partenza a rilento in una stagione che doveva lanciare il club verso traguardi importanti.