Llorente, nuova vita al Tottenham ?

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Girare tanto e divertirsi poco. Fernando Llorente non potrebbe certo dirsi troppo felice dopo le ultime stagioni rispettivamente a Siviglia e Swansea, e anche se le sue squadre non hanno potuto fare a meno di lui, lo spagnolo ha palesemente affermato di avere dei problemi. Certo non si sta parlando di un giocatore a fine carriera o con sofferenze di natura tecnica, eppure l’ex Juve dall’addio di Conte ha subito una certa involuzione, una perdita nelle capacità di incidere le partite che lo contraddistingueva fin dai tempi del Bilbao, vero nucleo meteoritico della sua carriera. Al Siviglia, dopo l’ultima sconsiderata e involuta stagione juventina, Llorente ha segnato solo sette gol in un’intera stagione, praticamente meno della metà di quelli che aveva segnato la prima stagione a Torino. Al Liberty Stadium di Swansea inveve è andata decisamente meglio fin dal progetto iniziale, con Guidolin in panchina, che lo aveva visto protagonista in positivo in alcune prestazioni dei gallesi: la stagione in Premier non è stata certo una passeggiata ma in totale è arrivato a segnare quindici gol, non pochi per un esordiente. La stagione britannica è stata un bel bottino per il puntero basco, che dopo parecchi mesi di oscurità ha incrociato finalmente la strada con un gruppo e un gioco che poteva esaltare le sue caratteristiche. Lo Swansea ha sofferto non poco nella scorsa stagione ma grazie a Llorente i gallesi hanno concluso la stagione al quindicesimo posto.

Llorente, la meritocrazia del goal

Fernando Llorente si è caricato lo Swansea sulle spalle e l’ha trascinato verso lidi migliori del triste ottobre della gestione Guidolin, e cosi facendo, si è guadagnato il prestigio di giocare con il Tottenham di Pochettino. L’upgrade di club ha riportato lo spagnolo in una realtà più simile a quella jvuentina, dove l’obbiettivo era la parte alta della classifica e c’era la possibilità di disputare la Champions League. In Galles, dove ha funto rigidamente da punta centrale, Llorente ha sfruttato a suo favore il gioco fisico e astuto della Premier, trovando una dimensione capace di esaltare le sue qualità offensive e permettergli una notevole prolificità. Agli Spurs Llorente non è certo arrivato per fare il titolare, ma dopo la pessima esperienza con il vice-Kane Jassen, quest’anno la società londinese ha preferito trovare un secondo attaccante di miglior prestigio. Llorente ora può esaltarsi in una squadra dal tasso tecnico molto elevato e che cerca costantemente un riferimento fisico in attacco, e in pratica, lo spagnolo non è che una controfigura meno tecnica del bomber Harry Kane, titolare inamovibile. A Londra l’ex Siviglia e Swansea può prospettivare una nuova carriera di livello e con la possibilità di ritagliarsi un certo spazio nel club inglese. Al ruolo di punta centrale si affianca anche quello di trequartista, insolitamente schierato nella trasferta del Bernabeu, e quello più elastico di centravanti totale: ovviamente Llorente difficilmente verrà posizionato in una delle ultime due posizioni, ma il fatto di essersi guadagnato la chiamata del Tottenham certifica come l’utilità del   bomber è rimessa in discussione, e anche i suoi mezzi, sempre considerati limitati, possono essere visti sotto una nuova luce.