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Anthony Martial - Fonte: Twitter @AnthonyMartial

Il Tottenham orfano di Harry Kane (fuori per un risentimento muscolare non grave) se la gioca cercando di togliere i punti di riferimento alla difesa dei Reds, con Alli ed Eriksen a supporto dell’unica punta Son nel 3-4-2-1. Il Manchester risponde con un modulo quasi speculare, con Mkhitaryan dietro Lukaku e Rashford. Nonostante la somiglianza degli schieramenti in campo, le prerogative di Mourinho e Pochettino sono molto differenti: il primo cerca una continua profondità con la mezza punta molto mobile per tutto il campo che cerca spazi liberi per ricevere, il secondo chiede ai suoi una manovra più ragionata. Il risultato è che le squadre si tolgono respiro a vicenda a centrocampo e la partita rimane molto bloccata, anche quando temporaneamente l’una prende il controllo sull’altra. Diventa quasi logico che, con le squadre che si annullano a vicenda in tal modo, la partita si sblocchi su uno dei meccanismi più banali del calcio: rilancio di De Gea, Lukaku viene incontro a vincere un duello aereo e fa la sponda in profondità per Martial, che sfila tra gli imperfetti difensori del Tottenham e mette dentro un pallone sporco, ma davvero preziosissimo.

Manchester United

OK: La staffetta Rashford – Martial. E in generale l’utilizzo che Mourinho fa della mezza punta: in una partita così complicata da sbloccare, il giovane inglese è per tutto il primo tempo visibilmente l’uomo che può fare la differenza. Non occupa una vera posizione, cerca spazi liberi nei corridoi di mezzo e tra le linee per ricevere palla e rifinire per Lukaku in profondità. È un lavoro certamente dispendioso, per questo serve che qualcuno gli dia il cambio. Martial è il perfetto alter ego, tecnicamente anche più forte, e fa benissimo il medesimo lavoro: svaria da una fascia all’altra, salta l’uomo, crossa, taglia in profondità. Un rebus non risolto dai 3 di difesa del Tottenham, che si fanno sorprendere sulla spezzata di Lukaku all’81’, con Martial che sbuca da sotto le foglie e sguscia tra due uomini per arrivare al tiro. Pragmatismo.

KO: Lingard. Ci mancherebbe, Mkhitaryan ha il compito di tenere a bada l’asse centrale Dier-Winks per ammazzare il possesso del Tottenham sul nascere e fatica tanto per questo obiettivo; di tanto in tanto riesce anche a rendersi pericoloso e a creare qualcosa per i suoi: ha bisogno di essere sostituito. Nello stesso lavoro, però, Lingard non convince. Non ha la stessa intelligenza del compagno e non riesce a garantire lo stesso peso difensivo e offensivo. Spreca un’occasione che poteva essere gestita molto meglio per chiudere la partita.

Tottenham

OK: Llorente. Quando entra forse Pochettino si pente di non averlo scelto dall’inizio. Non che faccia granché, sia chiaro, ma col suo ingresso diventa palese che il Tottenham avesse bisogno di un riferimento di quella stazza per creare spazi, fare sponda e togliere uomini in marcatura ai trequartisti. Ha mezz’ora per fare tanto lavoro sporco, e lo fa. Certo, non è Harry Kane, uomo da 13 gol in 12 presenze.

KO: La trequarti Alli-Eriksen + Son prima punta. Il coreano dovrebbe togliere i punti di riferimento ai Reds con movimenti a fisarmonica: venire prima a costruire la manovra sulla trequarti per disunire e rompere la linea di difesa avversaria e poi attaccare la profondità creata o aspettare che lo faccia qualcun altro. Invece s’incaglia nella gabbia di Mourinho e finisce per fare il lavoro che sarebbe di Kane, ma male. I due sulla trequarti, poi, oggi non sono in giornata, o comunque sono ben disinnescati. Non trovano mai spazio per fare male e, nell’unica occasione in cui trovano un pertugio, dimostrano quanto peso abbia la loro intesa nel sistema di Pochettino. Alli taglia e non trova la porta di un soffio su imbeccata col contagiri del danese. Peccato, ma serve creare di più.

Il tabellino

Manchester United-Tottenham 1-0

Manchester (3-4-1-2): De Gea; Bailly, Smalling, Jones; Valencia, Herrera, Matic, Young (90’+3 Darmian); Mkhitaryan (65′ Lingard); Lukaku, Rashford (70′ Martial). All.: Mourinho.

Tottenham (3-4-2-1): Lloris; Alderweireld, Dier, Vertonghen; Aurier, Sissoko (62′ Dembélé), Winks, Davies; Eriksen, Alli; H. Son (62′ Llorente). All.: Pochettino.

Marcatori: 81′ Martial (M).

Note: Ammonito Valencia (M).