Home Editoriali & Approfondimenti Perica, pochi numeri ma molta sostanza

Perica, pochi numeri ma molta sostanza

Perica @Udinese_1896
Perica @Udinese_1896

Il primo gol stagionale segnato contro la Juventus è una bel titolo della brochure di Stipe Perica, attaccante croato dell’Udinese, squadra in difficoltà e al centro di una stagione non troppo felice. L’attaccante ha segnato l’1-0 contro i bianconeri di Torino e la sua prestazione, al di là del 2-6 finale, è stata più che sufficiente contro la formazione campione d’Italia. Perica è un giocatore tanto bravo quanto sfortunato, visto che da quando è in Serie A, ovvero da tre stagioni, si è infortunato ben quattro volte ed essendo indisponibile per un totale di 56 giorni. Una muscolatura robusta quanto fragile, soprattutto per gli arti inferiori, vero neo fisico degli imponenti 192 cm di altezza. Perica è comunque stimato da ogni allenatore avuto e tutti ne hanno sempre parlato un gran bene, anche perchè quando chiamato in causa, il centravanti croato ha risposto presente quando non in forfait, e in totale in Friuli ha segnato 11 gol in 53 partite.

Perica anyways

Il gioiello dell’Udinese è un classe 95′ da parecchio nel giro dell’under 21 croata tuttavia senza mai esordire in Nazionale maggiore. Perica ha iniziato la sua carriera allo Zadar, in Croazia, dove segna otto reti e il Chelsea, dopo averlo acquistato lo manda a farsi le ossa in Olanda, al NAC Breda. Già dal campionato croato Perica era considerato un fenomeno e a sedici anni era già entrato nel giro dell’under 21. Nonostante subisca qualche infortunio di troppo anche in Eredivieise il croato è comunque su molti taccuini e l’Udinese, che si sa essere da sempre ottima affamata di giovani promesse lo porta in Italia con la formula del prestito. Un vero affare per i Pozzo che si accontentano delle prestazioni del giocatore nonostante, come già detto, si sia spesso accomodato in tribuna per indisponibilità. L’Udinese paga 4,5 milioni di euro per riscattarlo dalla società inglese nel 2016, scegliendo di puntare su di lui seppur spesso in difficoltà fisico-atletiche: per il resto Perica si è integrato gradualmente nel calcio italiano e anche nell’ambiente bianconero è subito entrato nelle grazie dei tifosi.

Lento, ma che classe …

Perica è un attaccante centrale ed è nato per fare la punta, ma a dirla tutta in Italia i vari Stramaccioni, Colantuono, Iachini e Delneri si sono divertiti nel spostarlo sulla laterale, dato che il dribbling è non è una qualità sottovalutata nel giovane. Infatti, Perica è molto pericoloso quando punta l’avversario, disponendo di una giocata tanto lenta quanto elegante, che senza troppe cialtronerie funamboliche riesce spesso a lasciare sulle gambe l’avversario bruciandolo sul cambio di passo. Il recente gol alla Juve, andando via a Chiellini, ne è un esempio.

Perica conosce il pallone e sa come accarezzarlo, e anche se non tocca moltissimi palloni, in partita sembra più interessato a giocare il pallone per far salire o girare la squadra. Inoltre il croato è un buon colpitore di testa, dato che la sua potenza fisica e le capacità aeree gli permettono sia di colpire forte il pallone che di vincere il duello fisico con l’avversario. Nella sua lentezza Perica è comunque efficace anche senza incidere sulla partita, con una particolare generosità nell’andare a pressare il palleggio avversario. Ovviamente, il bianconero non è certo il centravanti migliore del campionato, anzi, al di là degli infortuni, il croato è passato dietro nelle gerarchie dell’Udinese e pecca ancora di ingenuità: eppure la grande forza di sacrificarsi e di fare il “lavoro sporco” lo santificano come uno dei migliori giocatori dell’Udinese. Tecnico, utile e potente, un centravanti dai pochi (ma promettenti) numeri e tanta, tantissima sostanza.

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