martedì, Gennaio 25, 2022

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Soffrire per imparare: la Salernitana di Bollini non perde mai

All’incirca un anno fa, colmi di aspettative, ci chiedevamo se Alberto Bollini potesse essere il tecnico giusto per riportare in alto la Salernitana e restituire entusiasmo all’Arechi. Oggi, con qualche risposta in più, possiamo almeno dire di essere sulla buona strada. La Salernitana ha chiuso senza patemi lo scorso campionato di Serie B, al decimo posto con 54 punti, 33 dei quali conquistati con in panchina lo stesso Bollini, subentrato a Sannino dalla 17/a giornata. Quest’anno, in una serie cadetta quanto mai incerta e cortissima (6 punti tra il primo e il quindicesimo posto), la squadra campana sembra avere le prerogative per dimostrare di non essere un fuoco di paglia e nell’incostanza generale sta trovando una sua continuità da record: 9 risultati utili consecutivi, con annessa vittoria contro l’Empoli ieri pomeriggio, senza dubbio una delle squadre più ambiziose del campionato cadetto e con il diktat del ritorno immediato in Serie A. Aveva iniziato in punta di piedi la Salernitana, con 4 punti in 5 partite e tanti pareggi in avvio di stagione; la prima vittoria è arrivata solo alla sesta giornata. Ora sembra aver cominciato una risalita importante, è presto per parlare di obiettivi, ma se c’è un gruppetto di testa che si consoliderà nelle prossime giornate, si può puntare qualcosa sulla presenza in questo dei granata.

La via crucis salernitana

Per vincere, la Salernitana deve sempre passare dalla sofferenza, come se meritasse tanto di più l’obiettivo che si è prefissata nella misura in cui ha patito le pene dell’inferno per ottenerlo. I granata non vincono mai “comodamente”, ma sono difficilissimi da battere. Da inizio campionato hanno perso una sola volta (solo il Palermo può vantare un record del genere), contro il Carpi per 1-0, per il resto 4 vittorie e 7 pareggi. È come se le difficoltà che affronta la squadra di Bollini durante una partita fossero sempre pedagogiche, improntate all’apprendimento di una lezione, mathos dia pathos, direbbe Eschilo, conoscenza attraverso la sofferenza. Ieri, per esempio, all’Arechi di Salerno arrivava l’Empoli capolista, la squadra che aveva vinto più volte da inizio stagione (6) e quella che ha segnato più reti (24 con il gol di Pasqual di ieri) e che può vantare in squadra il capocannoniere del campionato, Ciccio Caputo (già a quota 10). Di contro la Salernitana non ha un grande bomber a trascinarla, ma soffre e cresce come gruppo. Il giocatore che ha segnato di più è il sorprendente Sprocati, attaccante esterno a quota 5, che è del ’93 e fino ad ora non ha avuto una carriera fulminante, né tantomeno brillante. Anche lui, come la sua squadra, è dovuto passare attraverso insidie e difficoltà, ha cambiato tante maglie e segnato poco, pochissimo. Poi a gennaio è passato dalla Pro Vercelli (con cui ha segnato 4 gol in due anni) ai granata, in 14 presenze nella seconda metà della passata stagione è andato a segno solo 2 volte e quest’anno ha cominciato a crescere in maniera esponenziale. Gioca a sostegno della punta ex Alessandria Riccardo Bocalon, 4 gol, che ieri ha segnato una doppietta sporca, in parte brutta (il primo gol arriva su una mischia gestita malissimo dall’Empoli) ma quanto mai decisiva.

La Salernitana va sotto nel punteggio, subisce il possesso e i 10 tiri dei toscani (almeno in un’occasione Radunovic si deve superare), poi in 3 minuti la ribalta e soffre per altri 60. Contro Novara e Avellino sono arrivate due vittorie esterne per 2-3, punteggio che già di per sé non nasconde le difficoltà nel centrare il risultato, e in particolare con la seconda è stata da brividi la rimonta che dal 2-0 dell’Avellino ha portato al ribaltone finale con il gol di Minala, l’ex primavera della Lazio che in molti ricorderanno per i dubbi sulla sua reale età, al 96′. E poi, come si diceva, ben 7 pareggi, quasi tutti in rimonta, anche contro il Pescara Minala ha segnato il 2-2 al 91′, contro il Parma Vitale ha pareggiato su rigore al 81′, contro la Ternana è finita 3-3 sempre con un rigore di Vitale, al 78′. Sabato a Salerno arriva il Bari, appaiato in classifica a 19 punti, se il risultato è incerto, potete star certi però che si vedranno i padroni dell’Arechi sputare il sangue in campo. Così possiamo tornare al quesito che ci siamo posti in apertura: non abbiamo ancora abbastanza elementi per capire se davvero la Salernitana manterrà un posto fra le big del campionato; di certo, però, è tornato l’entusiasmo fra gli spalti.

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