mercoledì, Gennaio 19, 2022

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Domenico Tedesco e la Bundesliga

A giugno Domenico Tedesco è diventato il nuovo allenatore dello Schalke 04, un incarico prestigioso affidato a una figura in rampa di lancio ma di cui in estate nessuno conosceva il curriculum. Adesso la sua biografia è cosa nota: i natali calabresi, la trafila in B, e oggi la panchina dello Schalke a soli trentuno anni. La squadra di Gelsenkirchen è al momento quarta in classifica e i risultati, almeno in base a quanto dichiarato a inizio campionato, stanno soddisfacendo le attese. Tedesco ha impostato la sua squadra su un definitivo 3-5-2 molto “italiano”, e per ora la scelta strategica sembra quella finale per tutto il campionato. La squadra gira bene e l’italo-tedesco sta valorizzando diversi elementi:Leon Goretzka è sicuramente il pezzo più pregiato del club, visto che da alcune settimane i media tedeschi non fanno altro che elogiare le prestazioni del centrocampista teutonico. L’idea di calcio da subito preventivata da Tedesco è diligenza, perseveranza e umiltà, fondamenti filosofici interessanti e pregevoli, che attualmente, in base a quello che “canta” la classifica, danno ragione all’allenatore di Rossano Calabro.

Tedesco, niente male !

Lo Schalke 04 quest’anno è senza competizioni europee dopo che nella scorsa stagione, bollata come fallimentare, il club è arrivato decimo e nel percorso in Europa League si è fermato ai quarti di finale. Alla futuristica Veltis Arena sono arrivati Bentaleb dal Tottenham, Konoplyanka dal Siviglia, Ocizpa dall’Eintracht Francoforte e Pablo Insua dal Deportivo La Coruna: un mercato sotto traccia e pieno di scommesse, confidando comunque sul buon livello tecnico dei pochi volti noti scelti dalla dirigenza del club. Con Tedesco in panchina la squadra ha collezionato uno score importante, che dopo alcune difficoltà iniziali ha trovato un cammino sommariamente equilibrato, con importanti risultati come le vittorie a Brema o quella casalinga con il Lipsia e scivoloni un po’ troppo pesanti quale il casalingo contro il Bayern di Ancelotti. Le statistiche parlano di una squadra cinica e con una sua compattezza, anche se in certi casi si notano alcune problematiche lacune difensive. L’equilibrio si capisce anche dal rapporto gol fatti/subiti, ovvero tredici reti realizzate e solo dieci incassate. Il miglior marcatore è l’attaccante austriaco Guido Burgstaller, a quota quattro gol.

 

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