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Reina Arteta
fonte foto: MARCA

La Masía del Barcellona è oggi riconosciuta un po’ da tutti gli addetti ai lavori per i frutti che ha dato alla squadra catalana sotto forma dei vari Puyol, Xavi, Iniesta, Messi, Piqué etc… Eppure in quella che prima era semplicemente un’installazione rustica nei pressi del Camp Nou e che oggi non fa altro che prendere polvere, erano nate delle amicizie importanti che adesso si ripropongono in uno scontro di Champions League. Mentre un giovanissimo Andrés Iniesta piangeva per la nostalgia di casa, Mikel Arteta e Pepe Reina, di due anni più grandi, cementavano una relazione di stima e confidenza importantissima, nata fin dal letto a castello che dividevano nella residenza. “Pepe era quello che faceva sempre scherzi a tutti, l’unica voce fuori dal coro di alunni quasi perfetti che seguivano a menadito le regole del posto. Aveva sempre una parola dolce per tutti, oltre a essere uno straordinario portiere” rivelò Arteta tempo fa.
I due svilupparono una grande amicizia e un’intesa importante dentro del campo, dove il portiere iniziava l’azione e il centrocampista dettava i tempi. Entrambi registi, uno arretrato l’altro nel vero senso della parola, parlavano la stessa lingua con i piedi, andando al di là delle distanza culturali che potevano intercorrere tra un madrileno figlio di andalusi e un vasco.

Liverpool nel destino

Entrambi classe ‘82, avrebbero lasciato Barcellona in silenzio senza mai più ritornarci se non da avversari. Mentre Pepe, dopo un periodo di prova in blaugrana, preferiva la titolarità al Villarreal, Mikel andava prima al Paris Saint Germain e poi ai Glasgow Rangers. Nell’estate 2005 entrambi si ritrovarono a Liverpool, benché in due rive diverse del fiume Mersey. Per Reina era arrivata la chiamata di Rafa Benitez al Liverpool, Arteta era stato invece convinto da David Moyes a sposare il progetto Toffee. La città dei Beatles era lo scenario perfetto per vari incontri tra due ‘figli’ di Johan Cruyff e della sua Masia, che adesso si rivedranno al San Paolo, non in riva al Mersey ma di fronte al golfo di Napoli, nell’ambito di uno scontro decisivo in ottica Champions soprattutto per gli azzurri.
All’inizio dell’incontro i due si abbracceranno, ma quando Pepe andrà ad occupare la sua porta Mikel si siederà in panchina, per fare da assistente a Pep Guardiola, che ammira profondamente il gioco di Reina e che mentre loro si divertivano nella residenza vinceva la prima Coppa dei Campioni con il Barcellona. Con in panchina un certo Cruyff.