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D'Ambrosio Inter
Fonte: twitter @ddambrosio

Danilo D’Ambrosio è un terzino destro normale. Ha 29 anni, gioca in una grande squadra, l’Inter, da 3 anni. A ogni sessione di calciomercato tifosi e media chiedono ai nerazzurri un acquisto per farlo diventare un’ottima alternativa, invece sistematicamente lui si tiene stretto il suo posto e finisce per fare il titolare tutto l’anno. D’Ambrosio sa fare tutto: crossa bene con il destro e in maniera più che dignitosa col sinistro, sia per colpi di testa che per tap-in di piede; legge le situazioni di gioco e non sbaglia le diagonali; dribbla l’avversario, si sovrappone e quando serve entra dentro il campo. Non bastasse, stacca benissimo sui calci piazzati e trova spesso la via del gol con questa soluzione, un fondamentale che a volte può valere 3 punti pesanti. È una normalità molto preziosa, quella del terzino nerazzurro, che tuttavia rimane un giocatore fortemente sottovalutato per la sua attitudine da scuola calcio. E poi perché non avrà mai i colpi di Marcelo, né di Dani Alves. Quasi mai: vediamo 5 giocate di D’Ambrosio che potrebbero mutare completamente l’immagine che conservate di lui.

D’Ambrosio in allenamento che fa di necessità virtù

Quando non conta, senza la pressione, si sa: siamo tutti mentalmente più liberi. In questo video dall’allenamento dell’Inter gli arriva una palla dalla difesa scomoda, che rotola verso la linea laterale. D’Ambrosio arriva a stento per mantenerla in campo, ma sembra non essersi accorto che alle sue spalle sta arrivando un avversario in marcatura. L’indole più istintiva si manifesta quasi sempre nelle situazioni di maggiore difficoltà e non ci sono tante alternative per mantenere vivo quel possesso: Danilo controlla con la suola mancina e s’inventa un tacco col destro per saltare e mandare fuori giri l’avversario che non può essere soltanto un caso, né un’invenzione fortuita. Quella giocata va pensata in anticipo e va saputa fare. Poi, col vantaggio sul marcatore, può andare in mezzo. Ma non c’è nessuno, e un terzino ordinario non ha bisogno di strafare: è già un successo consolidare quel recupero incredibile.

Cambi di direzione: D’Ambrosio o Kolarov?

Forse Danilo s’immaginava diversamente quello stop a seguire, magari rasoterra, e comunque Berardi, che arriva da dietro, è più veloce di lui. Conscio dei propri limiti, deve inventarsi qualcosa: ecco il cambio di direzione col tacco per entrare dentro il campo. A quel punto legge il taglio di Icardi e dà la palla giusta nel mezzo spazio. Ora immaginate di avere davanti della maglie mute e di poter vedere solo la giocata. Dovendo assegnare i nomi ai giocatori, direste che quello sulla fascia sinistra è D’Ambrosio?

A proposito di palle in profondità nel mezzo spazio

Conduzione palla al centro del campo (si trova lì perché è bravo a seguire la compattezza della squadra) e palla fra i due difensori per mettere in porta Icardi (che poi sbaglia, ma poteva saltare il portiere). Cosa chiedere di più a un terzino, se non un passaggio che non è da terzino?

Dribblomane

Quanti terzini conoscete in grado di saltare 4 uomini dalla trequarti per andare sul fondo a crossare? Fra le altre cose, D’Ambrosio fa anche moltissimi tunnel (fateci caso la prossima volta che guardate una partita dell’Inter), quando ha l’uomo davanti in situazioni statiche per partire sulla fascia o quando è già lanciato in velocità. Qui non ne vediamo, ma fa una cosa che nel suo modo di giocare è molto simile e che potremmo definire “un numero all’antica”: palla da una parte e corpo dall’altra per andare a riprendersela.

Scavino alla Messi

In questo caso la sua invenzione porta al gol dell’Inter: scavino in situazione di densità consfusionaria, per ristabilire l’ordine e mandare il compagno sul fondo. Certo, si nota una certa artificiosità nel gesto tecnico che forse non diventerà mai un movimento naturale ed elegante nella batteria di soluzioni di D’Ambrosio. Perché è un terzino normale: ma siamo così sicuri, poi, di tutta questa ordinarietà?