sabato, Gennaio 22, 2022

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Spalletti fa la storia, tra titolarissimi e record

Forse nemmeno i più ottimisti tra i tifosi dell’Inter avrebbero potuto pensare a una partenza simile per la squadra nerazzurra in questo campionato. La compagine meneghina è seconda in classifica senza aver mai perso una gara e sta sbaragliando anche la concorrenza più agguerrita per un posto in zona Champions League. Solo il tempo dirà se l’Inter potrà davvero competere per lo Scudetto o meno ma per adesso Luciano Spalletti sta facendo un vero e proprio miracolo, peraltro con grande parte della rosa che l’anno scorso aveva ottenuto risultati tutt’altro che incoraggianti. Ieri la gara vinta contro il Verona ha regalato un record incredibile, dando però anche lo spunto per scoprire uno dei segreti del tecnico toscano.

Un’Inter storica anche grazie alle scelte di Spalletti

Come detto, la vittoria del Bentegodi ha dato uno slancio enorme all’Inter sotto forma di record: nemmeno nella stagione del Triplete, infatti, i nerazzurri erano riusciti a collezionare così tanti punti dopo 11 giornate da quando per la vittoria se ne assegnano 3. Oltre al dato statistico più importante c’è però da analizzare un aspetto che non sembra così secondario come si potrebbe pensare. Spalletti infatti per 5 volte in campionato si è affidato sempre alla stessa formazione, dopo anni di tecnici che ad ogni partita cambiavano schieramento senza riuscire a dare una vera identità alla formazione titolare. Anche ieri a Verona Spalletti ha schierato Handanovic in porta, con D’Ambrosio e Nagatomo sulle fasce e Srkiniar e Miranda centrali di difesa. A centrocampo Gagliardini e Vecino si sono occupati della copertura, mentre Candreva, Borja Valero e Perisic hanno dato sostegno a Icardi. Un vecchio proverbio sportivo afferma che “squadra che vince non si cambia” e Spalletti deve averlo preso alla lettera, almeno in questo inizio di stagione, dato che proprio l’Inter è la squadra che ha schierato più spesso gli stessi 11 titolari in Serie A.
D’altra parte, queste scelte del tecnico potrebbero – almeno razionalmente – trasformarsi in un boomerang per il futuro. L’Inter, pur avendo già dimostrato di essere una squadra forte, non sembra però avere ricambi all’altezza per tutti i ruoli (Eder e Karamoh sono buoni giocatori ma certamente non all’altezza di Icardi, lo stesso dicasi per Padelli in porta e per Ranocchia in difesa) e la mancanza di una rosa lunga potrebbe creare problemi a lungo termine rispetto ad altre compagini. Il mercato di gennaio sarà fondamentale dunque per l’Inter e per Spalletti, che vogliono continuare a sognare ma con solide fondamenta alle spalle.

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