mercoledì, Gennaio 19, 2022

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Segna che ti passa

Il Paris Saint Germain è una macchina da guerra. Questo è il responso dell’ultima serata di Champions League, in cui la squadra parigina ha letteralmente demolito l’Anderlecht con un perentorio 5-0, strappando così con due turni d’anticipo il pass per gli ottavi di finale. Un passo in meno verso l’obiettivo principale, quello che sotto la Torre Eiffel è nel mirino da tempo, e che con un Neymar in più rispetto all’anno scorso ora può essere un’ambizione legittima. 18 gol fatti, 0 subiti, 4 vittorie su 4 partite. Bottino pieno frutto della miglior difesa del torneo, e di un attacco da sogno. La manita fatta registrare ieri al Parco dei Principi è la seconda siglata da Cavani e compagni (dopo quella rifilata al Celtic a domicilio), che mai in questa fase a gironi hanno segnato meno di 3 gol. Anche il Bayern, l’avversario sulla carta più difficile da regolare, è stato battuto agilmente con una prova corale di grande livello per intensità, confidenza, e perché no, cinismo. Il record di gol nella fase a gironi, siglato dal Borussia Dortmund solo una stagione fa, è di 21 gol. Ora questo primato sembra essere destinato ad essere riscritto. E noi conosciamo bene i colpevoli.

Il tridente delle meraviglie

Neymar, Cavani, Mbappè. Semplicemente tre dei migliori giocatori sulla piazza nel calcio europeo. Il primo è ormai al vertice del panorama mondiale, accostato da molti ai mostri sacri Messi e CR7, e incoronato già ora come padrone della scena calcistica dell’immediato futuro. L’uruguaiano è tra i primi cinque in Europa nel suo ruolo, quello di punta centrale, e dopo anni in cui ha dovuto fare i conti con figure ingombranti (Ibrahimovic, tanto per fare un nome) in questa stagione sembra a suo agio in un gioco in cui fare gol non è importante, ma sembra essere l’unica cosa che conta. Di Mbappè si parla solamente da gennaio. Il 2017 è stato l’anno in cui l’enfant prodige francese si è guadagnato i riflettori, portando il Monaco in semifinale di Champions e vincendo la Ligue 1 (a scapito proprio del PSG) e riscrivendo ogni possibile primato per un teenager in Champions League. Il golden boy potrebbe essere l’arma in più dell’arsenale già ricchissimo di Emery.

Una difesa da applausi

Non vogliamo sembrare banali. C’è anche da elogiare la retroguardia di una formazione che spesso scende in campo spregiudicata, anche grazie a cambi in corsi o rincalzi di prima mano (a conferma della panchina profonda dei parigini, ieri Pastore, entrando al posto di Rabiot, ha fatto il proprio esordio in questa Champions League). Quindi applausi pure per Areola, presente sul terreno in ogni singolo minuto di questo inizio di stagione, come per Thiago Silva e Marquinhos, colonne portanti di una difesa tra le più solide del vecchio continente. Chapeau al Kurzawa visto ieri, che a dispetto di un primo tempo tutt’altro che entusiasmante, nella ripresa ha siglato una tripletta inaspettata. Menzione speciale anche per Marco Verratti, capace di aprire le marcature nel match di ieri sera, e che ormai è il cervello di una squadra che gioca a memoria.

Numeri da capogiro

Ma in questa squadra i tre lì davanti spesso giocano un altro sport. A dirlo non siamo noi, ma i numeri. Facendo parlare le cifre, possiamo dire che il trio delle meraviglie ha segnato 30 dei 48 gol stagionali messi a segno dal PSG in questa stagione (15 Cavani, 11 Neymar, 4 Mbappè) , vale a dire quasi il 60%. L’ex Monaco per ora si sta rivelando il meno lucido sotto porta, ma bilancia con 5 assist ed un lavoro sulla fascia difficile da apprezzare con le sole statistiche. Se i quindici gol di Cavani non sorprendono, almeno chi dall’Italia non lo avrebbe mai voluto veder partire, particolare riflessione meritano le cifre di Neymar con undici gol ed otto assist per l’asso brasiliano. Tradotto: in ogni partita l’ex blaugrana entra a far parte di almeno una realizzazione dei suoi, o in prima persona o confezionando l’assist vincente. Una leadership che spaventa e colpisce, se si pensa che l’asso dei parigini è approdato al campo di allenamento Camp des Loges appena tre mesi fa.

Problemi in casa PSG

Ma…Già, resta un ‘ma’, di quelli da non prendere sotto gamba perché potrebbe essere l’inizio della fine. In una squadra con tante bocche da fuoco, è facile che si finisca per pestarsi i piedi a vicenda. Il palcoscenico è uno, ed un attore protagonista fatica a dividerlo con qualcuno che, volente o nolente, ne finisce per eclissare la prestazione. Se Mbappè, anche per ragioni anagrafiche (rimane pur sempre un classe ’98), accetta un ruolo da comprimario, forse in attesa della propria ascesa, diverso sembra essere il discorso per le due stelle sudamericane. Cavani e Neymar hanno già dato ‘spettacolo’ contro il Lione, in occasione di un battibecco per chi avrebbe dovuto o meno tirare il rigore (poi sbagliato dall’ex Napoli). Un litigio che ha fatto da scintilla per un incendio mediatico. I tabloid di tutto il mondo si sono scatenate, tra fantomatiche risse negli spogliatoi, richieste di cessioni e presunti ‘incentivi’ da parte del presidente Al Khelaifi per accettare più volentieri la convivenza. Tra tutte queste voci, più o meno veritiere, l’unica che acquista valore è quella di Emery, capace di gestire una situazione di sicuro non facile e di ricompattare uno spogliatoio di cristallo. Una rinascita di squadra all’insegna di gol e bel calcio, che tanto piace ai tifosi.
‘Segna che ti passa’, potremmo dire allora. Chissà per quanto…

 

di Federico Rana

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