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Duvan Zapata Sampdoria
Fonte: twitter @sampdoria

Il derby della lanterna è teso e non potrebbe essere altrimenti, il Genoa gioca con l’acqua alla gola della zona retrocessione, mentre i blucerchiati cercano una riconferma in zona europea che significherebbe proporsi realmente nei piani alti della classifica. Il primo tempo è forse più tecnico del secondo, nel quale invece emergono le paure, le tensioni e la partita diventa più fisica. Tanto teso, il match, da essere sbloccato da uno schema: sulla scia di quanto proposto lo scorso week-end dallo United di Mourinho, uno Zapata dominante viene incontro al pallone da rimessa dal fondo di Viviano, spizza e mette Ramirez davanti a Perin, che resistendo a una carica riesce a insaccare. Lo stesso aveva fatto sabato scorso Martial su suggerimento di Lukaku: schema ben riuscito. Nel secondo tempo la partita diventa più brutta ed è ancora la fisicità di Zapata a mettere i suoi in condizioni di segnare: Quagliarella deve solo appoggiare. La Samp è da record: tre vittore consecutive nel derby, non accadeva dal 1953. Giampaolo fa un piccolo pezzo di storia.

Genoa-Sampdoria 0-2: cosa è andato bene, cosa no

Genoa

OK = La tranquillità di Miguel Veloso. Il portoghese è quello che sembra gestire meglio l’opprimente tensione della partita. Ordinatissimo, è il faro del centrocampo e tiene in piedi tutto il gioco rossoblù fino al 90′. Se il Genoa può rimanere a lungo in partita, è anche merito suo. Costringe Viviano a mettere il mantello su un mancino potentissimo nei minuti finali, fatto scoccare dal suo piede, per altro, in condizioni precarie. Non si emoziona: glaciale.

KO = Il nervosismo generale. I cartellini gialli sono praticamente tutti regalati, Taarabt spedisce un pallone innocuo a gioco fermo in tribuna, Izzo fa un fallo cattivo nel primo tempo e si ripete su Quagliarella nel secondo. L’arbitro non vede e gli va bene.

KO = Zukanovic. Ciccare un pallone così semplice al limite dell’area è praticamente un suicidio. Tanto è vero che Zapata si inserisce puntualmente e serve Quagliarella solissimo in area. Ma a quel punto la colpa è già tutta del bosniaco.

Sampdoria

OK = Duvan Zapata. Assolutamente dominante, fisicamente e non solo. Sono le sue caratteristiche tecniche a mettere la Samp due volte in condizione di segnare. I compagni devono soltanto farsi trovare nel posto giusto al momento giusto, ma il più è già stato fatto sempre dal colombiano. Preciso il colpo di testa nello spazio a servire Ramirez nel primo gol. Lungimirante quando crede nell’errore di Zukanovic, tiene botta e serve Quagliarella solo in area nell’occasione del secondo. Non arriva lui stesso al gol, ed è un peccato, ma – tanto per far capire il suo peso in questa vittoria – sul profilo twitter ufficiale della Samp è la sua foto a essere postata trionfalmente per festeggiare il gol. Proprio come se lo avesse fatto lui.

OK = La consapevolezza collettiva di meritare quella posizione di classifica. Alla 12esima giornata la Samp è già squadra matura: sa di avere le capacità tecniche e di squadra per stare in alto e ora legittima questa superiorità con grandi prestazioni e organizzazione maniacale. Gran parte del merito è di Mister Giampaolo, che sblocca il derby con uno schema preparato praticamente a Bogliasco. 3 vittorie consecutive nel derby come non accadeva da 64 anni, qualche cosa vorrà pur dire.

Genoa-Sampdoria 0-2, il tabellino

Genoa (3-4-2-1): Perin; Izzo, Rossettini, Zukanovic; Rosi (54′ Lazovic) (86′ Pellegri), Omeonga, Veloso, Laxalt; Taarabt, Rigoni (67′ Pandev); Lapadula. All.: Juric.

Sampdoria (4-3-1-2): Viviano; Bereszynski, Silvestre, Ferrari, Strinic; Linetty, Torreira, Praet (77′ Alvarez); Ramirez (60′ Barreto); Zapata (87′ Caprari), Quagliarella. All.: Giampaolo.

Marcatori: 24′ Ramirez, 84′ Quagliarella (S).

Note: Ammoniti Bereszynski, Ferrari (S); Lapadula, Taarabt, Veloso, Rossettini (G).

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