SHARE
Spalletti
Luciano Spalletti in conferenza prima di Napoli-Inter. Foto da: inter.it

Si preannuncia il tutto esaurito domani a San Siro per la partita Inter-Torino: il pubblico si sta dimostrando sempre più caloroso e vicino nei confronti del nuovo corso spallettiano dell’Inter. L’allenatore toscano ha analizzato l’avversario di domani con le sue insidie in conferenza stampa:”Ci sono. Le reazioni alle fughe, penso a Belotti che va prevenuto, perché quando ti accorgi che scappa, non lo prendi più. Bisogna stare addosso al blocco squadra. Poi ci sono Iago Falque e Liajic. Ci vuole sveltezza di reazione e lettura. Il Torino è una squadra fisica e forte, ha ritrovato i suoi titolari, il suo entusiasmo. Tute insidie in più. Noi siamo la squadra che vuole restare in alto, la posizione scomoda di essere vestiti di questi colori ti impone di cercare di vincere fino al 98′”. Su Mihajlovic: “E’ quello che era da calciatore, ha la faccia tosta di chi ci sa fare, com’era in campo e che qui conoscono bene. E’ stato in squadre importanti, un po’ di carattere è la cosa che ci accomuna, grande professionalità e personalità. E’ uno che conosce tutta la storia del calcio, essendone protagonista da una vita, in campo e in panchina”. Spalletti si sente pronto a reggere l’onere dell’alta posizione in classifica: “E’ meglio andare cauti. Però questa è una squadra che ha personalità, ci sono gare in cui abbiamo fatto quello che si doveva, a livello di gioco e individuale. Anche quando siamo stati in difficoltà si è reagito da squadra, come dobbiamo fare domani contro il Torino di Sinisa, perché quando giochi contro il Torino, il carattere del suo allenatore, si ha la sensazione di giocare contro i muscoli della storia, ti vengono addosso forte. E bisogna essere pronti, prontissimi”. Sui pro e i contro dell’entusiasmo dell’ambiente: “A noi fa piacere sentirli tutti lì vicino, ci fa comodo averli dalla nostra parte a spingere con noi. Un’altra dimostrazione di fiducia, e noi dobbiamo trarre i vantaggi che ne derivano. Gli anelli di San Siro come fedi a dichiarare un patto da’more fra i tifosi e la squadra. E’ bellissimo sentire questo affetto, questo sentimento”. Sul mercato di gennaio: “Vi ringrazio delle mille attenzioni, ma qui stiamo bene così. Mi accostano a Mourinho, ma è una cosa che non sta né in cielo né in terra, lui ha vinto cose inimmaginabili, lui ha fato una scultura splendida, noi abbiamo preso il martellino e lo scalpellino. L’Inter del Triplete assomiglia a questa solo per i 73mila special-tifosi. Poi vedremo. E’ una società che lavora in maniera perfetta, era quello che sognavo venendo qui. Sono stato fortunato a venire qui. Gente come Gagliardini, Borja, Vecino, Miranda che è un leader, basta vederlo ogni giorno, non gli serve nemmeno parlare, è il suo essere naturale, grandi qualità professionali e umane. Poi c’è un salvadanaio all’ingresso della Pinetina, a fine stagione si rompe e vediamo quel che c’è dentro”. Champions League o qualcosa in più ?: “No, non si può dire. Siamo sempre lì, a pensare alle prime quattro posizioni, ancora non ci siamo per dire di più. Le insidie sono tante e alte, le postazioni sono quattro, e sono poche per le qualità di tante squadre della nostra serie A”.

SHARE