sabato, Gennaio 22, 2022

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Cosa facevano gli allenatori delle big dieci anni fa

La carriera di un allenatore è sempre un vero saliscendi: un giorno da leone, altri cento da pecora, magari anche qualcuno da orsacchiotto. D’altronde nel mondo del pallone chi più di un tecnico dipende dai risultati e dalla percezione che egli stesso riesce a dare a tifosi, media e società. In un campionato – pieno zeppo di calciatori stranieri – dove si parla comunque italiano (Diego Lopez e Mihajlovic sono gli unici tecnici di nazionalità diversa) molti allenatori nascondono storie incredibili e una gavetta molto dispendiosa. Partendo da questo presupposto, abbiamo deciso di dare uno sguardo al passato per vedere, esattamente 10 anni fa (quindi nel 2007), cosa stessero facendo gli allenatori delle prime cinque squadre che attualmente dominano la Serie A.

Cosa facevano 10 anni fa gli allenatori delle prime cinque squadre della Serie A

Maurizio Sarri

Iniziamo con il tecnico attualmente primo in classifica. La storia di Sarri è arcinota ma 10 anni fa l’allenatore del Napoli aveva già lasciato il suo lavoro in banca per dedicarsi esclusivamente al calcio. In particolare bisogna riconoscere l’anno 2007 come molto ricco, impegnato ma anche travagliato per il Sarri allenatore. In primis, da sottolineare è l’esperienza all’Arezzo, di cui avevamo già parlato qualche mese fa: Sarri viene ingaggiato a fine ottobre dopo l’esonero di Antonio Conte, altro tecnico che poi avrebbe fatto molta strada. Seppur con una rosa di tutto rispetto – composta da calciatori come Floro Flores, Croce, Ranocchia e Volpato – Sarri in campionato si ritrovò con un ruolino di marcia pessimo e fu esonerato alla ventottesima giornata con la squadra all’ultimo posto in classifica. In Coppa Italia invece Sarri cominciò a dare sprazzi di bel gioco e idee sopraffine: arrivò fino ai quarti di finale, peraltro eliminando una squadra di Serie A come il Livorno, dovendo però arrendersi al troppo superiore Milan di Carlo Ancelotti. Ad ogni modo, l’Arezzo retrocesse in Lega Pro al termine della stagione. Il 2007 di Sarri proseguì con risultati davvero poco positivi: fu ingaggiato dall’Avellino ma dopo una sola partita ufficiale – la sconfitta in Coppa Italia contro l’Ascoli – decise di andarsene perché, a suo modo di vedere, la società non aveva mostrato ordine e programmazione a lungo termine. Qualche mese dopo fu chiamato ad allenare il Verona, che in quell’anno militava in Lega Pro. Anche in questo caso le cose andarono male: Sarri fu nuovamente esonerato dopo 6 partite, condite da un solo punto e 5 sconfitte di fila.

Massimiliano Allegri

Categorie simili ma risultati ampiamente diversi per Allegri, attuale allenatore della Juventus. Il tecnico toscano, dopo una fugace esperienza al Lecco abbandonata per divergenze immediate con la società, si legò per una stagione al Sassuolo. Con i neroverdi Allegri mise in atto un vero e proprio miracolo, facendo guadagnare al club la prima promozione in Serie B tramite la vittoria del campionato di C1. L’ex calciatore di Livorno, Napoli e Pescara si affidò soprattutto alla verve dei vari Erpen, Selva, Magnanelli e Masucci, entrando di diritto nella storia del Sassuolo. Allegri venne visto come un predestinato, tanto è vero che l’annata successiva lo vide protagonista per la prima volta in Serie A come tecnico del Cagliari. Il resto, come si suol dire, è storia.

Luciano Spalletti

Tra i tecnici di questa lista Spalletti è sicuramente quello con più esperienza alle spalle. Non è un caso, infatti, che il tecnico dell’Inter nel 2007 fosse già in grado di allenare in Serie A, peraltro ad alti livelli. Spalletti era nel mezzo della sua prima esperienza come tecnico della Roma e il 2007 fu per lui un anno molto soddisfacente: nella parte di annata confinante con il 2006 Spalletti vinse la Coppa Italia, perdendo invece la Supercoppa Italiana. Qualche mese dopo, invece, entro nella stagione che gli consentì di portare a termine il double tentato nella precedente, con seconda vittoria della Coppa Italia e affermazione anche in Supercoppa. Già lodato per il suo gioco bello e vincente oltre che per le sue doti di uomo spogliatoio, Spalletti viveva un momento d’oro essendo considerato uno tra i più bravi tecnici italiani esistenti, se non il migliore. I trofei conquistati in quell’anno non fecero altro che confermare la sua bravura, permettendogli di battagliare con l’Inter quasi imbattibile di quel periodo nonostante una rosa inferiore e mezzi economici limitati. A dispetto di tutto, però, Spalletti ancora oggi insegue l’obiettivo Scudetto, solo sfiorato in quell’anno magico.

Simone Inzaghi
Simone Inzaghi in conferenza – FOTO: SS Lazio

Simone Inzaghi

Qui arriva la prima singolarità, perché Simone Inzaghi era l’unico degli allenatori presi in considerazione a giocare ancora nel 2007. Un anno che però non fu tra i più fortunati per lui, soprattutto per via del fatto che si concluse senza gol: sia con la maglia della Lazio che con quella dell’Atalanta, infatti, il fratello di Pippo non riuscì a mettere in rete nemmeno un pallone nonostante una media presenze di tutto rispetto. Inzaghi si avviava verso il tramonto della sua avventura da calciatore, che difatti sarebbe arrivato tre anni più tardi dopo un altro ritorno alla Lazio e tanta, tantissima panchina. Proprio nel 2010 Inzaghi avrebbe poi cominciato ad allenare, partendo dagli Allievi Regionali del club biancoceleste.

Eusebio Di Francesco

Il caso più curioso è però quello che riguarda Eusebio Di Francesco, allenatore giovane e capace della Roma. L’ex giocatore di Roma e Piacenza si era ritirato già nel 2005 ma avrebbe iniziato ad allenare soltanto 3 anni dopo. Nel mezzo, Di Francesco visse una breve (e purtroppo – o fortunatamente – per lui infruttuosa) carriera da dirigente. In particolare, nell’anno su cui abbiamo puntato la lente di ingrandimento, Di Francesco fu ingaggiato dalla Val di Sangro addirittura come direttore sportivo. La sua avventura durò però pochi mesi poiché in seguito all’esonero del tecnico della squadra anch’egli decise di fare un passo indietro, dando le dimissioni. La sua carriera da dirigente proseguì ancora qualche mese, per poi venire accantonata in virtù delle sue avventura come guida tecnica.

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