giovedì, Gennaio 27, 2022

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Spagna, è polemica per la nuova maglia. Ma non è la prima volta

Una nuova maglia con delle sfumature repubblicane: è questo ciò che ha scatenato polemiche in Spagna sulla camiseta scelta dalle Furie Rosse per il Mondiale del 2018, che si disputerà in Russia. Il tutto, senza alcun dubbio, può anche esser stato causato e rafforzato dalle recenti polemiche dovute alla referendum sull’indipendenza della Catalogna, ma forse è davvero troppo. E questo anche perché, visto da vicino, quell’effetto violaceo, creato dal mescolarsi tra l’azzurro e il rosso e che, secondo alcuni, fa venire in mente la bandiera della Seconda Repubblica e della Spagna , appare un qualcosa di innocente. Ma, in questo periodo delicato, anche una maglia da calcio può diventare un qualcosa di fortemente ambiguo.

NUOVA MAGLIA CHE FA POLEMICA? NON SI TRATTA DELLA PRIMA VOLTA

Ma non è certo la prima volta che tutto questo accade. È infatti dell’estate appena trascorsa la polemica tra ultras e società per la nuova maglia della Venezia. A non andar giù alla parte più calda del tifo lagunare è stata la decisione di spostare al centro il logo della squadra per far spazio alla patch celebrativa per i 110 anni di storia, che la società festeggerà il prossimo 14 dicembre. Ma i supporters veneziani riconoscono la nascita dell’attuale società nel 1987, ossia in seguito alla fusione con il Mestre: “Le nuove divise stagione 2017-2018 sono semplicemente il frutto di un pessimo lavoro estetico, ma soprattutto morale. La Sud unita e compatta ripudia quel “11 ” e onestamente non comprende cosa ma soprattutto chi rappresenta. Credevamo che l’era Zamparini fosse morta per sempre! Invitiamo la società a modificare la divisa onde evitare di cominciare la stagione col piede sbagliato, ovvero senza il supporto della propria curva, nata (come questa squadra…) nel 1987». Ed è sempre della scorsa estate la polemica sul logo della nuova maglia del Bologna. Un logo bicolore bianco e blu che ha fatto storcere il naso a tantissimi tifosi, scatenatisi sui social network, ma per la società rispetta storia e tradizione. Insomma, anche in questo caso una differenza di vedute e di opinione fin troppo chiara ed evidente.

NUOVA MAGLIA NERA E QUELL’ACCUSA PESANTE

Ma la polemica più clamorosa e incredibile è quella legata alla maglia con cui la Lazio ha disputato l’Europa League nella stagione 2015/2016. Una divisa completamente nera e con un’aquila stilizzata sullo sfondo che, secondo il noto quotidiano francese ‘Le Monde’ richiamerebbe all’epoca fascista. “Si tratta una maglia che farà tornare dalla pensione Paolo Di Canio, giocatore di affermate convinzioni fasciste. Il club laziale ha una cattiva reputazione soprattutto per i suoi sostenitori neofascisti di Curva Nord, che si sono distinti più volte per slogan e cori razzisti”: questo il contenuto dell’articolo. Immediata la risposta della Lazio: “Il nero era l’unico colore che ci avrebbe permesso di impiegare la “maglia bandiera” (quella con l’aquila stilizzata utilizzata negli anni 80 e riproposta a partire dal gennaio 2015)”. Insomma, c’è davvero chi non resiste al vizio di far sempre e comunque polemica, neanche quando si tratta di un innocente maglia da calcio. Quindi la camiseta spagnola filo-repubblicana di certo non si sentirà affatto da sola, ma in piacevole compagnia.

 

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