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Depaoli, Chievo Verona
Fonte: cdn.telenuovo.it

La marcia inarrestabile del Napoli formato trasferta si è interrotta domenica scorsa a Verona davanti a un Chievo confermatosi una volta di più avversario tatticamente preparato e ostico da battere. Lo 0-0 del Bentegodi ha così messo fine alla striscia di 9 successi consecutivi (3 relativi alla stagione scorsa, più 6 ottenuti durante queste prime dodici giornate di campionato) lontano dal San Paolo, contribuendo tuttavia a prolungare a 24 il numero di partite senza sconfitte della squadra di Maurizio Sarri. Visibilmente condizionata dalla stanchezza dovuta alle tante gare ravvicinate dell’ultimo periodo, la capolista è stata costretta al pari dagli uomini di Rolando Maran, reduci per la verità da una serie di prestazioni tutt’altro che esaltanti e non all’altezza della fama che tutti gli avversari gli riconoscono puntualmente. Linee strette, pressing asfissiante, grande densità in mezzo al campo. Così Davide ha limitato Golia, traendo beneficio dall’ottima prestazione di un giovane ventenne di cui sentiremo parlare ancora a lungo, quel Fabio Depaoli schierato per la prima volta in stagione dal primo minuto, capace di farsi trovare pronto e assolvere a tutti i compiti tattici richiesti prima di lasciare il campo esausto ma certamente felice per l’ottima prestazione.

Fabio Depaoli e le Giovani Marmotte del Chievo di Maran

Lo scorso 25 ottobre, in occasione della gara interna con il Milan, l’età media della formazione iniziale del Chievo Verona era di 32,4 anni, una delle più alte degli ultimi anni nella storia del club del presidente Campedelli. Del resto, con 28,2 anni, la rosa dei clivensi è quella con la media più alta dell’intera serie A, conseguenza diretta di una scelta ben precisa: affidarsi all’esperienza per mantenere la categoria, cercando pian piano di inserire qualche giovane di prospettiva proveniente dal prolifico settore giovanile, in grado di esprimere tutto il suo potenziale e vincere il campionato Primavera nella stagione 2013/2014. A questo punto la domanda sorge spontanea: cosa ci fa Depaoli in un gruppo così? In realtà, al fianco del classe ’97 nativo di Riva del Garda, crescono e si mettono in mostra altri prospetti interessanti, come il belga Samuel Bastien, Mattia Bani e Gianluca Gaudino, senza dimenticare Filippo Costa (in forza alla Spal ma di proprietà del Chievo). La particolarità del caso riguardante Depaoli consiste nello scoprire che, a differenza di molti suoi coetanei, non ha avuto bisogno di farsi le ossa in prestito, ma ha completato il percorso che l’ha portato al grande calcio riuscendo a ritagliarsi uno spazio importante senza bisogno di passare dall’ingresso secondario. Già lo scorso anno infatti, aggregato stabilmente alla prima squadra, aveva assaggiato la massima serie, facendo il suo esordio assoluto nel match contro l’Empoli e disputando da titolare le ultime 5 partite stagionali, favorito anche dal fatto che i gialloblù avessero conquistato la matematica salvezza con largo anticipo.

Tra serie A e Under 21, Depaoli pronto per la stagione della svolta

Centrocampista di buona tecnica, ottima fisicità e grande corsa, Depaoli può disimpegnarsi anche da terzino destro, ruolo dove sembrava Maran volesse impostarlo durante il ritiro estivo. L’arrivo di un giocatore duttile e affidabile come Tomovic, l’ha riportato a centrocampo, mezzala destra nel 4-3-1-2 marchio di fabbrica del tecnico trentino. Per contrastare il Napoli e far fronte ai 10 gol subiti in tre partite da Verona, Milan e Sampdoria, Maran ha infoltito la mediana, rinunciando a un attaccante di ruolo. Un 4-3-2-1 tendente al 4-5-1 soprattutto in fase di non possesso che non ha lasciato spazio al gioco palla a terra degli azzurri, come confermato dai numeri del match (con il Chievo che ha toccato il 70% di possesso palla nella propria metà campo). Con l’avanzamento di Castro sulla linea di Birsa, è toccato a Depaoli agire da interno di metà campo, ruolo cardine all’interno dei meccanismi di Maran, chiamato a portare i pressing sui terzini avversari senza farsi sfilare alle spalle l’avversario di riferimento in mediana (Hamsik, nel caso specifico). Probabilmente ingabbiato in un canovaccio tattico che poco si addice alla voglia di calcio di un ventenne alle prime armi, Depaoli non è riuscito a mostrare a pieno il suo repertorio fatto di tecnica e giocate di qualità, le stesse che potrà sprigionare con l’Under 21 di Gigi Di Biagio. Per la terza volta infatti, il ct l’ha inserito nell’elenco dei convocati per l’amichevole del prossimo 14 novembre con la Russia, schierandolo terzino basso nel test di preparazione disputato contro il Pescara di Zdenek Zeman. Duttile e in grado di adattarsi in più posizioni, ricorda un po’ Stefano Sturaro, rispetto al quale possiede meno grinta ma certamente più capacità di partecipare alla fase di impostazione. L’impressione è che questa possa essere la stagione della svolta per Depaoli, tra le Giovani Marmotte della squadra più anziana della serie A.

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