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Cesare Prandelli, Ex CT Italia - Fonte Italia Twitter account ufficiale
Cesare Prandelli, Ex CT Italia - Fonte Italia Twitter account ufficiale

La sfida che stasera potrebbe permettere all’Italia di entrare o uscire dai Mondiali sarà quasi certamente decisiva per il futuro di Gianpiero Ventura sulla panchina degli Azzurri. Il destino del C.T. è appeso a un filo dopo la brutta figura in Svezia e soltanto un risultato positivo contro gli scandinavi potrà salvare la sua permanenza come allenatore della Nazionale. Inutile affermare come – in particolare in questi giorni ma più o meno dall’inizio della sua avventura – Ventura sia finito sempre nel mirino di stampa e tifosi: alcuni non lo reputano degno di guidare una Nazionale così prestigiosa, altri puntano il dito sulla mancanza di palmarès (e dunque di esperienza necessaria in termini vincenti) del tecnico. E in effetti, se si guarda alla lista dei trofei conquistati da Ventura come allenatore, la casella è ferma a un desolante zero. C’è però da dire che molti altri tecnici (anche piuttosto famosi) che hanno guidato l’Italia non avevano precedentemente vinto nulla di importante – in massima serie o in Europa – con squadre di club. E alcuni nomi di questa particolare lista potrebbero sorprendere più del previsto.

Ventura, non sei solo: ecco gli altri C.T. dell’Italia senza trofei con club

Enzo Bearzot

Sembra incredibile, ma il C.T. del miracoloso Mondiale spagnolo del 1982 non aveva mai vinto nulla da allenatore prima della Coppa del Mondo. Ritiratosi dai campi di calcio nel 1964, Bearzot aveva prima allenato le Giovanili del Torino per poi avere una brevissima esperienza di una sola stagione col Prato. Dal 1969 al 1975 ha ricoperto il ruolo di Commissario Tecnico per l’Italia Under 23, per poi venir “promosso” in Nazionale maggiore. Le sue imprese con l’Italia sono storiche, almeno quelle del 1982: dopo una fase a gironi superata per il rotto della cuffia, Bearzot andò per la sua strada nonostante le feroci critiche della stampa e la Nazionale finì per battere rispettivamente Argentina, Brasile, Polonia e Germania Ovest appropriandosi del Mondiale in maniera del tutto inaspettata. Bearzot aveva vinto contro tutto e tutti, battendo le squadre migliori della competizione nonostante scelte apparentemente scellerate come l’esclusione del capocannoniere della stagione in Serie A Roberto Pruzzo e la titolarità a prescindere di Paolo Rossi. C’è però da dire che gli anni successivi non furono così ricchi di successi: la Nazionale mancò la qualificazione agli Europei da Campione del Mondo e nel Mondiale successivo non brillò, con Bearzot che si dimise nonostante il suo contratto durasse fino ai Mondiali casalinghi del 1990.

Vittorio Pozzo

Forse stiamo parlando del più grande allenatore che la Nazionale abbia mai avuto. Pozzo con l’Italia ha vinto tutto, tranne l’Europeo e la Coppa Intercontinentale: è stato il primo (e unico) allenatore a vincere due Mondiali di fila e rappresenta indubbiamente un vero e proprio mito quando si parla di Nazionale. Eppure con il suo Torino, club per cui ha giocato e in cui ha svolto il ruolo di direttore tecnico dal 1912 al 1922, non è mai stato in grado di vincere un solo trofeo. Nonostante questo, Pozzo è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi tecnici che il nostro Paese abbia mai visto allenare, dopo aver innovato per anni il mondo del calcio grazie al suo famoso Metodo.

Ferruccio Valcareggi

Persino Ferruccio Valcareggi, ovvero l’unico C.T. della Nazionale ad aver vinto il Campionato d’Europa, non trovò soddisfazione sulle panchine di club. Nelle sue esperienze più importanti, quelle in Serie A con Atalanta, Roma, Fiorentina e Verona, il tecnico non ha mai portato a casa un trofeo. Resterà però nella storia per l’impresa del 1968, con una coppa conquistata in casa (anche in maniera fortunata, dopo il famoso sorteggio con la monetina) e mai più rivista nella bacheca della FIGC negli anni successivi.

Cesare Prandelli

Inserire Prandelli in questa classifica rappresenta potenzialmente un’arma a doppio taglio. Perché l’ex tecnico della Fiorentina ha vinto, e anche tanto, come allenatore. Solo che l’ha fatto esclusivamente nei settori giovanili. In particolare, Prandelli ha trascinato alla vittoria l’Atalanta sia nel campionato Allievi del 1991-1992 che nel campionato Primavera del 1993. Inoltre, sempre con l’Atalanta, Prandelli portò a casa quello che forse è il più prestigioso trofeo giovanile del mondo, quello di Viareggio. Tante le esperienze in Serie A senza vittorie di club, poi quattro anni alla guida dell’Italia con un secondo posto agli Europei del 2012 e una fallimentare eliminazione nella fase a gironi durante il Mondiale brasiliano del 2014.

Azeglio Vicini

Ricordato quasi esclusivamente per il terzo posto al Mondiale casalingo del 1990, Vicini con i club ebbe una carriera da allenatore tutt’altro che esaltante. Prima di allenare le varie Nazionali del Paese guidò il Brescia per una stagione: l’unico risultato – davvero poco invidiabile – che ottenne fu la retrocessione in Serie B. In seguito fu allontanato dopo la mancata qualificazione agli Europei del 1992 ed ebbe altre due esperienze con Cesena e Udinese, entrambe molto brevi e prive di trofei.

Roberto Donadoni

Chiudiamo con un esempio abbastanza recente, quello che riguarda l’attuale tecnico del Bologna. Approdato alla guida della Nazionale dopo le dimissioni di Lippi post Mondiale 2006, l’ex giocatore del Milan fu contestato sin da subito proprio perché – come Ventura – non sembrava potesse essere adatto al contesto vincente della Nazionale. Fino ad allora infatti Donadoni aveva fatto bene solo col Livorno (pur non vincendo nulla), raccogliendo invece esoneri con Lecco e Genoa. Dopo la sconfitta ai rigori contro la Spagna ai quarti di finale di Euro 2008 fu immediatamente allontanato e ancora oggi, nonostante una buona carriera nelle squadre di medio-bassa classifica, non ha ancora vinto alcun trofeo.