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italia-liechtenstein, insigne
Fonte: @stop_and_gol

Volendo riassumere il sentimento generale sulla possibilità che l’Italia non partecipi al Mondiale: Ventura parla di “catastrofe”, Malagò ha utilizzato la parola “tragedia”, Tavecchio si è spinto fino a “apocalisse”; infine Florenzi ha rincarato la dose con un tranquillo “dentro a costo di morire”. Nel romanzo di Stevenson “Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde“, un medico scienziato educato, solidale e di buoni principi morali trova la formula per incanalare i suoi istinti repressi in un alter ego che è tutto il contrario di lui, ma che in realtà è la stessa persona. Anche noi di Contrataque, combattuti tifosi della nazionale italiana, non riusciamo a darci pace: se da un lato vorremmo essere dei buoni sostenitori, supportando a prescindere le scelte del commissario tecnico e spingendo i nostri rappresentanti ai mondiali, l’altra metà della nostra personalità ci porta a lamentarci aspramente di fronte a tutto ciò che sembra non funzionare. In fondo quello del C.T. dell’Italia è il mestiere più criticato, discusso e forse anche invidiato dello stivale. Torna dunque la nostra rubrica “Dr. Jekyll e Mr. Hyde”, più preoccupata che mai per la partita di qualificazione contro la Svezia a San Siro di questa sera.

Dr. Jekyll – Ventura fa bene

Formazione Italia-Svezia
La formazione che dovrebbe scendere in campo questa sera a San Siro

Il modulo

È sostanzialmente un usato sicuro, inutile girarci intorno. La formazione è molto simile a quella schierata da Conte nel 2-0 contro la Spagna a Euro 2016, come già nell’andata di Venerdì, ma con qualche piccolo accorgimento necessario rispetto alla partita persa 1-0 in Svezia: Verratti è squalificato e non potrà esserci, al suo posto dentro Florenzi. Peccato, certo, perché il pescarese è uno dei più grandi talenti di questa generazione italiana, ma inserito da Ventura in un contesto tattico del genere sembrava assolutamente fuori luogo, le sue caratteristiche sprecate. Al posto di De Rossi dentro Jorginho, scelta indicativa forse della volontà di gestire meglio il pallone nei 90 minuti, con due mezzali più propriamente d’inserimento al suo fianco. Il ragionamento di Ventura sembra il più logico: attraversando un precipizio, in un momento in cui sbagliare significherebbe precipitare nel baratro, meglio indossare scarpe comode, che conosciamo meglio, con le quali ci siamo già trovati bene. I meccanismi in fondo sono semplici: con i classici movimenti incontro-in profondità delle due punte in maniera scambievole, i “dai e vai” rapidi degli esterni negli spazi e, appunto, la volontà di attirare il pressing avversario con l’italo-brasiliano in mezzo al campo, per creare grandi spazi alle spalle della linea mediana svedese da attaccare con le mezzali o gli esterni. Ineccepibile.

L’esclusione di Insigne

Piuttosto che farlo giocare nel 4-2-4, o 4-4-2, quasi quasi va meglio così. È ovvio, è scontato, che il modulo calzante per Insigne sia il 4-3-3. E molti dicono che dall’altra parte potrebbe giocare Candreva, o El Shaarawy e che la Nazionale avrebbe molta più credibilità offensiva. Non bisogna tuttavia dare per scontato che Ventura non ci abbia pensato: in questo momento però cercherà di ridurre gli esperimenti al minimo e di portare a casa il risultato. Poi, se dovesse servire, dentro Insigne e chiunque possa cambiarla anche con un altro tipo di schieramento. Sembra più difficile, invece, vedere Insigne dietro a Immobile nel 3-5-1-1, anche se forse potrebbe essere affascinante: per l’intesa che dovrebbe ancora esserci tra i due e per le caratteristiche che nell’immaginario comune sembrano sposarsi a pieno. Il Ct dell’Italia preferisce, però, giocare con due punte fisiche: contro una squadra molto possente come la Svezia (soprattutto in difesa) potrebbe non essere affatto una scelleratezza.

La coppia d’attacco

Con Immobile questa sera dovrebbe giocare Manolo Gabbiadini. No, non ha fatto caterve di gol da inizio campionato col Southampton, ne ha segnati 3 in 11 presenze (di cui una doppietta contro il Newcastle). Ma gli attaccanti non si possono giudicare dai soli gol. Se l’allenatore lo ha scelto, evidentemente ha visto in allenamento che sa sposarsi bene con le caratteristiche di Immobile. E poi parliamo sempre di uno che ha nel suo mancino anche colpi estemporanei per indirizzare una partita:

Mr. Hyde – Ventura non ci capisce più niente

Italia col 4-3-3
Un’Italia con più talento? (Verratti è fuori per squalifica)

Il modulo

Quando non hai da far valere meccanismi consolidati e non puoi provare troppo in allenamento, meglio allora trovare la giusta veste per i giocatori migliori che hai a disposizione. In questo momento è ovvio che il 4-3-3 sia il modulo che risponde a queste esigenze. Collocherebbe il nostro 10, Insigne, nella sua posizione preferita, senza dimenticare che a centrocampo gioca Jorginho, con cui l’intesa è già ben affinata nel club. Non solo: con Parolo, Jorginho e Florenzi in mezzo al campo hai tre giocatori di grande corsa che, anche senza doversi inventare rivoluzioni tattiche, possono consentire il recupero di molti palloni e servire le ali, in un tipo di schieramento che favorisce gli uno contro uno sulle fasce e può garantire pericolosità costante senza doversi continuamente affidare a cross fin troppo forzati e a passaggi taglia-linee dalla difesa per le due punte. A destra oltre a Candreva potrebbe giocare El Shaarawy, del quale andrebbe sfruttato l’ottimo momento di forma. Entrambi giocherebbero nel ruolo che più gli è congeniale. Darmian e Zappacosta sono in grado di fare bene le due fasi anche da terzini. Insomma, non è questo il modulo che più si confà alle caratteristiche degli azzurri?

L’esclusione di Insigne e la coppia d’attacco

Se hai un giocatore che è universalmente riconosciuto come il più talentuoso fra quelli che hai a disposizione, mettilo in campo. Ovunque, anche mezzala, che inventi qualcosa nel nulla cosmico visto in campo venerdì in Svezia. Se proprio dobbiamo giocare con il 3-5-2, perché non schierarlo davanti con Immobile? I due si conoscono bene e possono regalare soddisfazioni, la posizione di Insigne può diventare un rebus irrisolvibile per gli avversari: si può allargare a fare l’esterno d’attacco quando sale Candreva dall’altra parte, può incolonnarsi dietro a Immobile tra le linee di difesa e centrocampo avversarie per ricevere e mandare in profondità il compagno, o anche semplicemente per attirare marcature che liberino le mezzali per gli inserimenti; può infine giocare vicino alla prima punta per scambiare nello stretto con precisione e far valere la sua superiorità tecnica. Schierare due prime punte di ruolo contemporaneamente si è già dimostrato ampiamente fallimentare. In attesa di miracoli.