mercoledì, Dicembre 1, 2021

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Gilardino e i suoi fratelli: “vecchietti” alla riscossa in Serie B

Per un attaccante possedere il senso del gol e della porta è fondamentale al fine di alimentare una carriera ad alti livelli. Molti centravanti riescono a gestire questa caratteristica solo in alcuni anni di carriera, altri invece se la ritrovano come un dono speciale all’inizio del percorso per poi smarrirla e ritrovarla solo estemporaneamente durante la loro storia calcistica. Ci sono poi, invece, tutti quegli attaccanti che la rete ce l’hanno nel sangue e nel DNA: non conta la categoria, non importa in che squadra stiano giocando. Loro continueranno a segnare, sempre e comunque. Alcuni tra gli esempi più lampanti di queste performance risiedono nel campionato di Serie B, mai come quest’anno ricco di bomber d’esperienza in grado di fare ancora la differenza. Qualcuno, come Gilardino, ha un passato glorioso. Altri hanno caratterizzato il loro percorso con exploit fantastici in mezzo a una buona carriera. Tutti sono accomunati però da una sola necessità: battere i portieri avversari, per arrivare all’agognata felicità sportiva.

Da Gilardino a Calaiò, i “vecchietti” della Serie B che continuano a far gol

Campione del Mondo

Tra i suoi colleghi da citare, Alberto Gilardino è sicuramente quello più famigerato a cui, in maniera anglofona, ci si potrebbe riferire con l’espressione you still got it guardandolo giocare a pallone. Per il calciatore si tratta della prima esperienza in Serie B: il trasferimento allo Spezia ha rappresentato, a suo modo, una scelta dolorosa. Che però adesso sta pagando, dato che il Gila è finalmente riuscito a siglare il suo primo gol con la maglia del club ligure in questo campionato di Serie B. Classe 1982, l’ex attaccante di Parma, Milan, Fiorentina e Nazionale può ovviamente aumentare a dismisura il suo contributo dopo un primo periodo di ambientamento. Gli obiettivi principali restano due: evitare allo Spezia di chiudere il campionato con il peggior attacco del torneo – in questo momento alla pari con il Carpi – e salvare la squadra quanto prima, per poi magari sperare in un possibile assalto alla zona playoff. Un ritorno in Serie A per Gilardino sarebbe quasi miracoloso ma, si sa, a volte i miracoli accadono davvero. E l’attaccante avrebbe così la possibilità di raggiungere quello che è l’unico vero obiettivo rimasto nella sua fulgida carriera: quello dei 200 gol nella massima serie.

Airone

Probabilmente – secondo il parere nostro e di molti altri addetti ai lavori – Andrea Caracciolo avrebbe meritato una carriera anche migliore di quella che si sta avviando al termine adesso. Dall’alto dei suoi 36 anni, Caracciolo è non solo uno tra i più esperti attaccanti della lista ma persino un recordman: l’Airone vanta infatti il titolo di giocatore più prolifico nella storia del Brescia con 172 gol. Inoltre, il calciatore vorrebbe cercare di migliorare l’attuale quarto posto nella classifica tra i bomber con più gol nel campionato cadetto: attualmente lo score presenta 126 reti ma anche quest’anno è destinato a migliorare. La grande caratteristica di Caracciolo in carriera è stata sicuramente la continuità: l’attaccante – esclusa l’esperienza con la Pro Vercelli – ha segnato con ogni maglia indossata. La più importante resta quella del Brescia, vestita complessivamente per 13 stagioni tra Serie A e Serie B, onorata ad ogni prestazione e spesso portata in trionfo dopo gol decisivi. In questo momento Caracciolo è a quota 7 nella classifica cannonieri e curiosamente lui e Gilardino si sfideranno proprio nel prossimo turno di campionato in quello che potrebbe essere definito a tutti gli effetti uno scontro tra titani della cadetteria.

Arciere

Calaiò
Calaiò – FOTO: Twitter

Un altro giocatore che i gol li ha sempre segnati praticamente ovunque non può che essere individuato in Emanuele Calaiò. L’attaccante, che attualmente milita nell’ambizioso Parma tornato in Serie B dopo il fallimento, ha vissuto i suoi momenti migliori con Pescara, Napoli, Siena e Catania ma da sempre è sinonimo di affidabilità e marcature per chiunque abbia avuto l’intelligenza di acquistarlo. Forse anche lui non è mai riuscito a fare quel salto di qualità necessario per ambire a diventare un top player – basti pensare, ad esempio, che anni fa veniva inserito costantemente (e virtualmente) nella rosa dell’Italia tra gli attaccanti della Nazionale a Sudafrica 2014 – ma i 186 gol siglati tra i professionisti non possono che testimoniare un talento che non si può mettere in discussione. Nel Parma il suo ruolo continua ad essere centrale, tanto è vero che con 5 gol e 2 assist il suo apporto al campionato ducale è già considerabile come determinante.

Fantasia al potere

Parlare di Franco Brienza è un po’ come discutere con amici di quella bellissima ragazza che tutti vorrebbero conquistare ma che presenta un’indole timida o solitaria che l’allontana praticamente da qualsiasi altra persona del sesso opposto. La carriera di Brienza poteva essere inarrivabile, epica, stratosferica. Ha finito per essere “soltanto” una buona carriera ma quando parliamo di lui ci riferiamo a uno dei calciatori più talentuosi e con maggiore classe di questo campionato. Ulteriore testimonianza di ciò è stata la splendida punizione con cui il Bari ha battuto il Pescara nell’ultimo turno cadetto: l’ennesima magia di un calciatore che ha fatto vedere cose incredibili ma purtroppo solo a sprazzi. Nel Bari volenteroso e a tratti incompiuto che quest’anno punta più che mai quantomeno ai playoff Brienza vuole lasciare un’impronta decisiva, magari per ritrovare quella Serie A persa ormai da quasi due anni. A 38 anni Brienza è il vecchietto della graduatoria ma corre e segna ancora come un ragazzino. Segno che – nel calcio come nella vita – in alcuni contesti l’età è davvero soltanto un numero. E che anche a quasi 40 anni si può continuare a sognare, se si vuole.

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