Quando il numero 17 non porta sfortuna

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La giornata di venerdì 17 è ovviamente molto temuta, soprattutto dagli scaramantici che vedono in questo particolare numero un nemico assolutamente devastante da combattere quantomeno per 24 ore. C’è chi approccia a modo suo la superstizione e anche nel mondo del calcio spesso i calciatori – così come i dirigenti o i presidenti – si rendono protagonisti di riti assolutamente singolari o di scelte molto discutibili in nome, per l’appunto, della scaramanzia. Bisogna però anche affermare come alcuni esponenti del pallone siano rimasti sempre assolutamente immuni a questo tipo di dinamiche e abbiano anzi utilizzato molto spesso il numero 17 trasformandolo paradossalmente in un portafortuna che ha caratterizzato la maggior parte della carriera. Perché, evidentemente, il 17 non porta poi così tanta sfortuna. Almeno nell’universo calcistico.

Tutti i calciatori che hanno fatto fortuna con il numero 17

Proprio in Italia, Paese cardine della scaramanzia, si è potuta ammirare spesso un’inversione di tendenza per quanto concerne i calciatori coinvolti nel campionato. Il primo che viene in mente risponde al nome di Marek Hamsik: il capitano del Napoli da quando veste la maglia azzurra ha sempre indossato il numero 17, così come d’altronde fa anche in Nazionale, in barba alle scaramanzie di una città che nonostante la propensione anti-jella l’ha elevato a suo leader ormai da anni. I maligni potrebbero affermare che lo stesso numero 17 possa essere la causa del non aver ancora vinto il campionato ma crediamo onestamente che ad Hamsik questa coincidenza interessi poco. Un altro calciatore che sta facendo benissimo con la 17 è Ciro Immobile: da due anni il numero gli sta portando solo fortune con la maglia della Lazio e quest’anno l’attaccante sta lottando addirittura per la Scarpa D’Oro. Incredibilmente, il numero che invece sembra non portare fortuna a Immobile è l’11: con la Nazionale la cocente figuraccia nel playoff potrebbe anche spingerlo ad optare per una soluzione simile a quella utilizzata nel club di appartenenza. Persino un altro calciatore che attualmente milita in Italia è legato in qualche maniera alla maglia con il contestato numero: Nani, che con la Lazio ha pensato bene di generare grande ilarità scegliendo il numero 7, con la casacca del Manchester United ha spesso indossato la maglia col 17 alle spalle. E sempre parlando di calciatori che hanno militato in Italia pare impossibile non citare uno dei più grandi attaccanti nella storia della Juventus: David Trezeguet ha terrorizzato le difese avversarie con il numero 17 per intere stagioni, portando fortuna a sé stesso e al suo club.

Menzioni speciali

Tanti altri calciatori però hanno vestito questa maglia con magari minore continuità ma con ottimi risultati. Potremmo pensare, ad esempio, a Tomas Ujfalusi con l’Atletico Madrid, Maxi Rodriguez con il Liverpool, Pedro nel Barcellona, Mariga nella stagione del Triplete all’Inter o Palombo della Sampdoria. Per un certo periodo di tempo persino Cristiano Ronaldo – che del suo numero ufficiale ha fatto un totem di guadagni e marketing – ha vestito la maglia numero 17: nel periodo in cui in Nazionale Figo era ancora convocato (e la maglia numero 7 di conseguenza occupata) al connazionale toccò scegliere altro. Per completezza d’informazione va però sottolineato come, con quello stesso numero di maglia, Ronaldo perse in effetti un Europeo casalingo contro la Grecia nel 2004. Infine, a invertire la tendenza potrebbe pensarci sorprendentemente un altro ex “italiano” come Pierre-Emerick Aubameyang: il calciatore del Gabon è stato infatti recentemente sospeso dal Borussia Dortmund, si dice per i continui ritardi agli allenamenti. Mentre il giocatore si dimostra incredulo il club ha però già preso provvedimenti. E, da tratto distintivo delle sue gioie, il numero 17 per Aubameyang rischia di diventare un vero e proprio incubo a occhi aperti. Perché essere ottimisti va bene ma, in fondo, un pizzico di scaramanzia non ha mai fatto male a nessuno. Soprattutto di venerdì 17!