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Russia 2018, claendario qualificazioni Mondiali
Russia 2018, claendario qualificazioni Mondiali

Dopo aver analizzato gli esclusi illustri dei prossimi Mondiali di Russia 2018, passiamo a chi, sorprendendo o confermandosi, in Russia ci andrà. Chi da comparsa, e chi invece da outsider. Ecco la nostra lista dei talenti da tenere d’occhio e che potrebbero essere le possibili rivelazioni del torneo in programma dal 14 giugno 2018 al 15 luglio 2018.

Le possibili rivelazioni di Russia 2018

Aron Gunnarson

Un nome che solo qualche mese fa difficilmente ci saremmo sognati di scrivere, almeno nell’elenco dei protagonisti del prossimo Mondiale. Aron Gunnarson sarà noto ai più per essere stato l’uomo che nell’ultimo europeo guidava la propiziatoria danza del Geyser Sound prima di ogni partita dell’Islanda. Col tempo è diventato il capitano capace di trascinare i suoi ai quarti di finale, risultato incredibile per gli Strákarnir okkar (in lingua locale ‘i nostri ragazzi’). Sempre lui, rigorosamente con la fascia al braccio, ha condotto i suoi ad un traguardo per certi versi ancora più storico: portare un paese dalla popolazione inferiore ai 340000 abitanti alla fase finale di un Mondiale. Non sono da dimenticare neanche i vari Sigurdsson e Bjarnason, giocatori tecnicamente ed esteticamente più apprezzabili del centrocampista del Cardiff City. Ma il simbolo dell’Islanda, non solo calcistica, ormai è lui. Ed è il primo a contare i giorni che mancano al prossimo giugno.

Gabriel Torres

Ci spostiamo Oltreoceano per raccontare di un’altra favola, forse ancora più sorprendente. Abbiamo già parlato della disfatta degli USA, suicidatasi nell’ultimo match di qualificazione. Per una nazione che piange, ce n’è un’altra che sorride. Si tratta di Panama, stato con poco più di 78000 abitanti. Qui la giornata dell’11 ottobre è stata proclamata festa nazionale per ricordare l’impresa della squadra di calcio del Paese, capace per la prima volta nella sua storia di qualificarsi alla fase finale di un Mondiale. Un nome va celebrato. Gabriel Torres ha realizzato la doppietta decisiva nell’ultimo match di qualificazione contro il Costa Rica. Il secondo, a meno di 3 minuti dal termine, ha fatto esplodere dalla gioia uno stato da sempre amante dal calcio ma che il mondo del pallone ha snobbato. Nel 2018 gli uomini di Hernan Dario Gomez Jaramillo avranno la propria rivincita.

Riccardo Gareca

Un allenatore come uomo simbolo di una nazionale e come possibile sorpresa del prossimo Mondiale? Sì e con una serie di buone ragioni. Testardo nell’imporre la propria ideologia di gioco che ha fatto le fortune di diverse squadre in patria (una su tutte il Velez), diviso tra testa e cuore negli ultimi atti, quando Los Incas avrebbero potuto strappare la qualificazione alla sua Argentina. Alla fine Albiceleste qualificata e Perù al Repechaje (poi vinto) contro la Nuova Zelanda, un nuovo capitolo della storia di questo paese. Era da Spagna 1982 che il Perù non si qualificava ad un Mondiale. Merito dei vari Guerrero, miglior goleador della storia della nazionale peruviana, di Ramos e Farfan, autori delle due reti che hanno dato il via alle prenotazioni in Russia. Ma come sappiamo bene di questi tempi in Italia, i meriti (e le colpe) di una squadra sono da attribuire all’allenatore. E nel caso del Perù tutti devono inchinarsi al generale Gareca.

Mohammed Al-Sahlawi

Sappiamo che molti di voi faranno fatica perfino a pronunciare questo nome, eppure il profilo del nativo di Al Hofuf merita attenzione. Autore di 16 gol nei 15 match di qualificazione disputati, Al-Sahlawi ha trascinato l’Arabia Saudita al Mondiale, che non accadeva dal 2006, dove l’avventura dei sauditi si spense al primo turno. Ora la nazionale guidata da Bauza (subentrato all’uscente Van Marwijk pochi mesi fa) andrà in Russia con l’obiettivo quantomeno di eguagliare il miglior risultato della propria storia ad una fase finale di un Mondiale (l’uscita dagli ottavi di finale ai mondiali di USA ’94). Da seguire anche Mehdi Taremi, autore di 7 gol e 4 assist che hanno consentito all’Iran di strappare il pass per Russia 2018. Una menzione speciale la merita la nazionale siriana, che, messa in ginocchio dalle atroci guerre che hanno devastato il proprio territorio, uscita a testa altissima dallo spareggio contro l’Australia, dopo aver sostenuto un entusiasmante girone di qualificazione.

Khalid Boutaib

Difficile trovare una vera e propria sorpresa nella sezione africana. Qui le grandi del continente hanno svolto il proprio compito in maniera egregia strappando, chi con anticipo, chi con colpevole ritardo, il pass per la Russia. Abbiamo scelto Boutaib, uomo simbolo del Marocco, unica squadra veramente capace di ribaltare il pronostico. Nel girone C, quello più equilibrato, i Leoni dell’Atlante hanno affrontato la favorita Costa d’Avorio e il Gabon di Aubameyang, con il Mali scheggia impazzita del gruppo. Gli uomini di Hervè Renard sono stati freddi e lucidi nei momenti decisivi. Uno su tutti la sfida contro il Gabon, dove Boutaib è salito in cattedra sbloccando e dominando con una tripletta che ha permesso ai suoi di vincere e mettere la freccia in classifica sulla Costa d’Avorio. Degne di elogi anche i cammini del Burkina Faso e della Repubblica Democratica del Congo capaci di far sognare i rispettivi paesi e che confermano come il movimento calcistico in Africa sia più vivo che mai.

Ogni Mondiale si sa, porta con sé delle sorprese. Giocatori che impressionano, illudono o convincono, mettendosi in mostra sulla vetrina più importante del panorama calcistico. Non vogliamo dimenticare Milinkovic Savic, finalmente convocato nella sua Serbia ed ora desideroso di conquistare il mondo dopo aver incantato la Serie A. Poi c’è la Polonia di Lewandovski, straripante in Europa, in attesa di conoscere il proprio reale valore a livello mondiale. C’è una Colombia desiderosa di svestire i panni dell’eterna promessa per indossare quelli da outsider di lusso. E ancora la Nigeria ed il Senegal, porta-bandiere della partecipazione africana in Russia. Infine abiamo proprio la Russia, oggetto misterioso di questa competizione. Già qualificata, come norma per il Paese che ospita la manifestazione, la squadra allenata da Cercesov deve migliorare uno score tutt’altro che emozionante nelle competizioni internazionali. E si sa, in questi casi l’aria di casa può fare miracoli…

di FEDERICO RANA

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Classe '85. Fondatore e direttore editoriale di MaiDireCalcio (ora Contrataque), istintivo sognatore napoletano. Ho scritto per PianetaNapoli.it, ora sono redattore per NapoliCalcioLive.com, web content per jobyourlife.com e pagellista per calciomercato.it. Laurea in Economia, giornalista pubblicista, baggista e folle appassionato del Crystal Palace. Twitter @claudioc7 Facebook facebook.com/ChandlerBing85