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derby Roma Lazio intervista doppia

Il derby di Roma non è mai una partita come le altre. E ora che profuma di alta classifica assume significati ancora maggiori. Sabato non ci sarà in palio soltanto il primato cittadino, ma un qualcosa di più importante: chi vince infatti può mandare un messaggio forte al campionato. Ed è per questo che sia la Roma che la Lazio proveranno a fare di tutto per aggiudicarsi l’intera posta in palio. Dall’alta classifica al primo senza Totti: sono davvero tanti i temi e gli spunti che offre questo derby. Entrambe le squadre sono partite benissimo e, non va dimenticato, hanno persino una partita in meno. Ma anche l’assenza di quello che per due decenni è stato il simbolo della squadra giallorossa non può lasciare indifferenti.

DERBY ROMA-LAZIO, INTERVISTA DOPPIA

Per analizzare meglio l’avvicinamento a questa stracittadina, abbiamo interpellato due giornalisti di differente fede calcistica, protagonisti di un’intervista doppia: per la Roma Dario Fratoni, direttore editoriale di ‘RadioGoal24’, e per la Lazio Mirko Borghesi de “Lalaziosiamonoi” e speaker di ‘Radio Incontro Olympia”.

Sarà una sfida di alta classifica. Ti aspettavi che questo derby contasse già così tanto?

Dario Fratoni: “La Lazio mi ha sorpreso molto. Inzaghi si sta confermando e lo sta facendo benissimo. Ho ancora qualche dubbio per quel che riguarda la profondità della rosa e non credo che i biancocelesti potranno puntare al campionato. Sarà un derby molto interessante, anche perché anche Di Francesco ha sorpreso un po’ tutti. I romanisti partono sempre con grande entusiasmo, ma quest’anno non è successo e la stagione sta andando bene. La squadra è forte e completa in ogni reparto e il tecnico sembra aver toccato le giuste corde nei calciatori, cosa che a Spalletti, l’anno scorso, non era riuscita. Sarà un derby interessante e sono felice che ci sarà tanta gente allo stadio”.

Mirko Borghesi: “Per quelli che erano i presupposti, la Roma è probabilmente in un posizione leggermente inferiore, mentre la Lazio in quella che, in fin dei conti, ci si aspettava. Insomma, ci si aspettava le romane nelle posizioni di vertice, ma probabilmente non così in alto e così vicine”.

Questa stracittadina arriva dopo la pausa Nazionali, che ha causato alcune polemiche, vedi il caso Kolarov-Milinkovic. Qualcuno potrebbe essere svantaggiato?

Dario Fratoni: “Nainggolan è un calciatore fondamentale per la Roma, ma i giallorossi hanno anche Pellegrini, che sta sorprendendo. Va ricordato che ci sarà anche la sfida con l’Atletico Madrid e la speranza e che il belga possa recuperare. La pausa comporterà una partita con dei rischi non altissimi. Molti giocatori di entrambe le squadre sono stati utilizzati. Kolarov è tornato, mentre Milinkovic ha giocato entrambe le partite, ma va detto che quest’ultimo era alla prima convocazione, mentre il primo ormai si conosce. Anche Immobile ha giocato tantissimo. Ma, essendo una partita sentita, penso che la stanchezza peserà poco. Sarà fondamentale l’attenzione mentale, perché, se è vero che tutte e due le squadre vorranno vincere, la paura di perdere sarà veramente tanta”.

Mirko Borghesi: “Il caso Kolarov-Milinkovic fa un po’ strano, ma è anche vero che c’è una differenza di età. Milinkovic è un ventunenne e, nonostante l’aver giocato dall’altra parte del mondo e il fuso orario, ha le potenzialità per non risentirne. Credo non sia il caso di fare troppo polemica, anche perché ha acquisito la certezza di poter far parte di questa Nazionale e poter strappare una convocazione per il Mondiale. Può avere nuovo entusiasmo da questa esperienza”.

Sarà anche Di Francesco contro Simone Inzaghi. Quanto si vede la mano dei due tecnici nelle loro squadre?

Dario Fratoni: “Tantissimo. Quella di Inzaghi al 100%. È arrivato l’anno scorso a sorpresa, perché era destinato alla Salernitana. Si pensava a qualche anno di transizione, anche perché è arrivato in un momento difficile, ma si è dimostrato uno dei migliori tecnici in circolazione. Ha ridato linfa ad alcuni giocatori, come Luis Alberto, che sta facendo cose pazzesche. Ma anche Di Francesco mi sta sorprendendo. Aveva l’esperienza del Sassuolo, ma rispetto alla Roma c’è un abisso. Sono veramente due tecnici bravi e che avranno una grande carriera”.

Mirko Borghesi: “La mano si vede e tanto. La Roma ha trovato un tecnico che inizialmente era stato criticato, ma che ha capito come si lavora a Roma. Di Francesco è uno che fa poco spettacolo mediatico e pensa più al campo. Gli va data fiducia nel tempo, perché nella piazza romana si tende a bruciare tutti e subito. Ha snaturato un po’ il suo gioco, visto che era definito il nuovo Zeman. Ha capito l’importanza della fase difensiva per far bene in campionato. Inzaghi è stato bravo e ha fatto un lavoro incredibile. Il suo merito maggiore è stato quello di rivitalizzare giocatori che non erano sotto la lente di ingrandimento, come Luis Alberto. È riuscito con il supporto della società, con la politica del non spendere tantissimo, puntando su giovani con però qualche intelligente innesto di esperienza, a costruire una squadra che ha un senso”.

Quali mosse potrebbero adottare i due allenatori per provare a vincere questo derby?

Dario Fratoni: “La Roma deve puntare sulla personalità. I giallorossi hanno giocatori di carisma ed esperienza internazionale. Pensiamo a Moreno, che è il quarto centrale nelle gerarchie di Di Francesco, ma è il capitano del Messico. Ma non dimentichiamoci anche l’atteggiamento difensivo, che sarà fondamentale. Prevedo un  partita con pochi gol e questo perché una sconfitta potrebbe complicare e non poco le cose. Non sarebbe facile ripartire”.

Mirko Borghesi: “Visto il gioco della Lazio, i biancocelesti devono esser bravi a restare corti e a puntare sulle ripartenze veloci, sfruttando gli spazi e la capacità di Luis Alberto di verticalizzare e leggere i movimenti di Immobile. Giocare un po’ all’italiana può essere una mossa intelligente, lasciando il pallino alla Roma, che, non avendo un vero e proprio play, potrebbe andare in difficoltà nel far girare palla contro una squadra chiusa”.

Cosa o chi temi più della squadra avversaria?

Dario Fratoni: “Della Lazio temo l’atteggiamento. Inzaghi è riuscito a creare una squadra. Immobile è in grandi condizioni, ma alla fine è il gioco corale che paga. L’anno scorso, nonostante ci fosse il più esperto Spalletti, l’allenatore biancoceleste è riuscito a dare alla squadra quella cattiveria in più. È proprio questo che temo, perché la Lazio ha dimostrato di non aver paura di nessuno e l’abbiamo visto con il Napoli e la Juventus”.

Mirko Borghesi: “Visti i derby precedenti, Dzeko ha dimostrato di essere un attaccante importante. Il bosniaco anche l’anno scorso fu bravo a scappare a De Vrij in alcune occasioni, sbagliando qualche gol. Per il resto i soliti noti, come Nainggolan, anche se non sarà al top. Occhio a Perotti, bravo a inserire tra le linee”.

Chi potrebbe essere l’uomo derby?

Dario Fratoni: “Mi piace l’idea Pellegrini. Dovrà proseguire questa dinastia romana di Totti, De Rossi e Florenzi. Il mio è più che altro un augurio, vista l’assenza di Nainggolan”.

Mirko Borghesi: “Immobile avrà un cliente difficile come Manolas. Nei derby dell’anno scorso è stato ispirato da giocatori di movimento, come Anderson, Keita e Milinkovic.  Sabato di questi ci sarà solo Milinkovic in campo. Per lo stato di forma e per quello che ha fatto con la Nazionale spagnola, Luis Alberto si candida, assieme al serbo, al ruolo di uomo derby. Ma punterei anche su Lucas Leiva, che sarà alla sua prima stracittadina. A lui sarà affidato l’equilibrio e potrà davvero risultare fondamentale, soprattutto nei contrasti e nel recuperare palloni”.

Sarà il primo derby senza Francesco Totti in campo…

Dario Fratoni “Spiegare cos’è Francesco Totti per chi non vive questa città non è semplice. Di Francesco e la squadra stanno lavorando bene per non farlo rimpiangere. Sabato un pensiero andrà anche a lui, che sarà in tribuna per il suo primo derby da dirigente. Vedremo anche come riuscirà a gestirlo”.

Mirko Borghesi: “Viene a mancare l’avversario mediatico. Ha vinto tanti derby, ma è anche quello che ne ha persi di più. Viene a mancare quel clamore mediatico, che il laziale non penso rimpiangerà. L’ultima grande stracittadina di Totti è stata quella della doppietta. Per il resto, nelle ultime stagioni, ha ricoperto più che altro il ruolo di sparring partner. È stato un uomo immagine e mancherà qualcosa a livello iconico. Ma i romani in campo ormai sono pochissimi da ambo le parti. È il segnale di un calcio che cambia, dove le bandiere non ci sono più”.