domenica, Gennaio 23, 2022

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Champions deja-vu: il Siviglia rimonta il Liverpool, da 0-3 a 3-3

La prima tornata di questa giornata di Champions League è terminata. Il Napoli ha fatto il suo dovere, disintegrando lo Shaktar con un perentorio 3-0, e può sperare ancora nella qualificazione (deve vincere, con lo Shaktar perdente col City) mentre sugli altri campi accadevano cose più o meno scontate. Per esempio, il Tottenham ha già vinto il proprio girone – c’era da aspettarselo ormai, ma non a settembre, quando il Real Madrid sembrava partire più avanti nelle gerarchie del gruppo H -, così come il Manchester City, che ha fatto 5 su 5 vincendo 1-0 sul Feyenoord con gol di Sterling. Una sorpresa ormai consolidata è invece il trionfo nel gruppo G del Besiktas, già matematicamente primo, su cui ci eravamo già soffermati qualche settimana fa. La notizia di giornata arriva però dalla Spagna: il Siviglia rimonta nel secondo tempo 3 gol al Liverpool e rimanda la festa qualificazione degli inglesi, oltre che il primo posto matematico, che si giocherà tutto nell’ultima giornata. Da 0-3 a 3-3, il Liverpool in campo: deja-vu? Un analisi dei disastri difensivi che hanno portato a questo risultato.

Siviglia-Liverpool 3-3: difese lacunose = spettacolo

Da listino, oggi chiunque avrebbe scommesso su questa partita come la più imprevedibile della serata (forse qualche fiches sarebbe andata anche su Borussia-Tottenham, ma tanto basta) e le aspettative non sono state deluse. Com’era prevedibile, il Siviglia ha impostato la partita gestendo il pallone, con il Liverpool più reattivo in attesa di ripartire (al 90′ il dato sul possesso diceva 65% a 35%). Non c’è neanche stato il tempo di capirlo però: al minuto 2′, su schema da calcio d’angolo passa il Liverpool. Wijnaldum fa la torre in area e Firmino sbuca tutto solo sul secondo palo senza essere seguito per l’1-0. Sul piazzato la difesa degli spagnoli è schierata a uomo, così i Reds si posizionano in modo da lasciare spazio tra le marcature e la porta:

Calcio d'angolo Siviglia-Liverpool
Wijnaldum è l’uomo che stacca (molto bene) sul primo palo, ma gli uomini del Siviglia sono troppo concentrati sugli uomini per pensare a dove sta andando il pallone. E Firmino si infila alle spalle di tutti.

I padroni di casa avrebbero anche l’occasione per pareggiare almeno due volte, di cui una clamorosa con Nolito:

Nella circostanza, da rivedere l’uscita sconsiderata di Lovren a palla scoperta senza nemmeno controllare la posizione di Joe Gomez, che sta recuperando sulla fascia: un video da nascondere in tutte le scuole calcio. Errare è umano, ma perseverare è diabolico, perciò passi pure l’errore sul primo gol da parte della difesa del Siviglia, ma concedere il bis diventa inammissibile: il secondo gol è praticamente identico, ma questa volta è Firmino a fare la torre e Sadio Mane a venire fuori dal terreno sul secondo palo per insaccare di testa. Il Siviglia crea, Klopp distrugge a suon di schemi e ripartenze. Proprio in contropiede arriva il terzo gol, sempre siglato da Firmino, ma con un gesto di tracotanza che sarà punito: a mezzo metro dalla porta completamente vuota la rete è delle più semplici, così il brasiliano decide di suggellarla con un no-look che sa di sbeffeggiamento nei confronti dell’avversario, sotto 3-0 al 30′. Appunto: forse è ancora troppo presto.

Terminato il festival degli errori difensivi del Siviglia, nel secondo tempo il Liverpool dà il suo contributo allo spettacolo, come per altro aveva già fatto nel primo tempo, pur senza subire gol. Si comincia al 51′, con un calcio piazzato dalla destra per il Siviglia. I Reds, a differenza degli avversari di serata, marcano a zona, ma gli esiti sono comunque disastrosi: sul cross teso di Banega, Ben Yedder anticipa tutti partendo da dietro ed eseguendo un classico taglio dal centro area verso il primo palo. Movimento è colpo di testa sul secondo palo sono da applausi, ma tutti gli uomini di Klopp sono immobili e in particolare Alberto Moreno, che sarebbe a presidio di quel pallone corto e invece non si accorge dell’avversario che arriva alle sue spalle. Passano 9 minuti e il terzino spagnolo ne combina un’altra: Coutinho mette giu un pallone scomodo che si era impennato e scarica dietro sul compagno. Moreno inspiegabilmente, pur avendo spazio per gestire il pallone o spazzarlo in tranquillità, decide di girarsi, quasi come se volesse andare a tirare verso la propria porta, con un movimento da punta vera. A quel punto Ben Yedder, che invece è davvero un attaccante, gli soffia il pallone arrivando da dietro, viene steso e trasforma il rigore.

Il meritato pareggio arriva allo scadere, nell’ultima occasione disponibile, con un calcio d’angolo da mischia in area. La difesa del Liverpool è sempre schierata a zona, ma tutti vanno verso il pallone e si dimenticano di Guido Pizzarro, che indisturbato può addirittura stoppare il pallone in mezzo all’area e calciare. Belli i 3-3, per carità: una valanga di emozioni. Ma questa volta è meglio coprirsi gli occhi sulle prestazioni difensive, individuali e collettive. Il Liverpool subisce una rimonta simile, ma solo nel punteggio e non certo per importanza e clamore (oltre che spettacolo offerto) a quella inflitta al Milan 12 anni fa in finale a Istanbul. La vetta della classifica rimane ancora tutta da giocare all’ultima giornata: è il karma che ha voluto punire il no-look strafottente di Firmino?

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