lunedì, Novembre 29, 2021

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Cosa ci ha detto Juve-Barça sul momento dei bianconeri

Juventus-Barcellona si è conclusa a reti inviolate, deludendo le aspettative soprattutto del pubblico super partes che avrebbe voluto vedere una partita spettacolare e ricca di colpi di scena. Questo però non significa che non ci abbia comunque dato indicazioni interessanti sul presente bianconero, il futuro prossimo e lontano. In un calcio moderno sempre in evoluzione e con esigenze diverse, dove tutti devono essere in grado di eseguire più compiti (e magari più ruoli), Allegri ha adattato la sua Juve al nuovo Barcellona di Valverde, schierato in campo con un 4-3-1-2, con Paulinho trequartista atipico capace di andare a ritagliarsi la sua posizione in base ai movimenti dei compagni. Il centrocampo blaugrana si è posizionato quindi con una sorta di rombo, soprattutto in fase difensiva, non troppo lontano dallo schema adottato dalla Sampdoria di Giampaolo che domenica ha fatto collassare lo spazio tra le linee di difesa e centrocampo bianconere. Il tecnico juventino ha quindi dovuto pensare a un antidoto a questa trappola tattica, che però potrebbe rivelarsi una soluzione importante per il futuro di questa stagione. In che modo?

La Juventus di Allegri col nuovo modulo

Domenica abbiamo raccontato della difficoltà della linea di centrocampo bianconera a 2 con Khedira e Pjanic nel contenere i movimenti sulla trequarti di Ramirez quando un uomo si alzava a giocare sulla trequarti per associarsi con lui e creare spazi (specialmente Torreira), con la profondità occupata dai due attaccanti, che impegnavano i centrali di difesa.

Gol Torreira
Ramirez ha appena scaricato la palla su Torreira dopo aver trascinato in marcatura Khedira. Pjanic segue tardi il movimento dell’uruguaiano e può solo guardarlo tirare. Era lui a doverne marcare l’inserimento.

Pjanic accompagna spesso l’azione offensiva bianconera, procurando buchi evidenti nelle transizioni difensive quando deve recuperare posizione e marcatura, specialmente se è lui a sbagliare il passaggio o il lancio. Con una situazione tattica simile, Allegri ha quindi pensato di schierare ieri un centrale di difesa in più, in modo che uno (marcatamente Barzagli) potesse uscire per anticipare gli uomini fra le linee anche a palla scoperta. La linea di centrocampo è quindi diventata a 4 e CuadradoAlex Sandro, che giocavano da esterni, sono diventati gli uomini deputati a dare man forte in attacco a turno, alzandosi sulla propria fascia quando la Juve condensava il possesso da una parte per lanciare sul lato debole. Se entrambi hanno mostrato qualche lacuna difensiva, essendo spesso costretti a coprire grandi spazi, la linea a 3 dietro è comunque riuscita, nel suo equilibrio, a tappare gli eventuali buchi, aiutata da un centrocampo meno spregiudicato del solito. Alla fase offensiva pensavano soprattutto i due trequartisti, Dybala e Douglas Costa, schierati a ridosso dei mezzi spazi, a supporto dell’unica punta Higuain. La soluzione ha rivelato una Juventus più equilibrata, senza togliere troppa qualità alla manovra offensiva.

Il momento psicologico

Al di fuori del contesto tattico, segnata nell’orgoglio dalla sconfitta subita nel week-end, la Juve è apparsa più prudente e in cerca di certezze difensive. Anche nelle giocate individuali la squadra è stata meno spavalda e coraggiosa del solito, con il solo Dybala (e un po’ anche Douglas, in crescita) a caricarsi sulle spalle gli oneri di uno spunto che potesse svoltare la partita. Insomma, la sconfitta, unita a una partita così difficile e importante immediatamente successiva, può aver aiutato a togliere un eccesso di sicurezza che lo stesso Chiellini nelle interviste post partita di domenica ha sottolineato essere nocivo per una squadra che ha sempre costruito le sue fortune degli ultimi anni sì nella consapevolezza dei propri mezzi, ma anche nell’umiltà. Nella giornata che arriva questo fine settimana, la partita casalinga col Crotone può essere l’ideale per rimettersi in piedi con decisione.

Nuove soluzioni, nuove certezze

L’aver provato un nuovo modulo efficace non significa che la Juventus d’ora in poi lo userà sistematicamente, ma la solidità tattica garantita da questo schieramento in 3-4-2-1 può essere una soluzione a cui aggrapparsi per non perdere il bandolo della matassa in partite complesse come quella contro la Sampdoria in campionato, o ancor di più il Barcellona in Champions. Questo tentativo per altro non esclude a priori Mario Mandzukic, che, ormai abituato a svolgere più compiti, può giocare mobile al fianco di Higuain con Dybala dietro a far da trequartista, anche a seconda della squadra affrontata. In un momento che poteva portare in un attimo a sbandamenti e mancanza di fiducia, Allegri ha saputo subito aggiustare il tiro, dimostrando alla squadra che è possibile mantenere una certa solidità anche contro una delle migliori squadre d’Europa senza perdere pericolosità davanti. Una nuova soluzione per interpretare partite diverse, da poter cambiare anche a partita in corso per sorprendere gli avversari, magari con l’inserimento di un ulteriore trequartista al posto di un difensore. Sarà interessante vedere come i bianconeri decideranno di servirsene.

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