SHARE
Benitez
Benitez in conferenza - FOTO: Newcastle United

Il ciclo della vita è composto molto spesso da fasi di grandissima elevazione personale e professionale ma anche da momenti davvero difficili, nei quali le ambizioni e i sogni devono fare sovente i conti con una realtà fin troppo dura e faticosa da accettare. Ormai da qualche anno Rafa Benitez sta certamente vivendo questa seconda tipologia di ciclo esistenziale: per intere stagioni, quasi tutto quello che ha toccato è diventato oro. Sono arrivati trofei, grandi prestazioni, vittorie importanti e incarichi entusiasmanti. il periodo da Re Mida dello spagnolo sembra però essersi esaurito da tempo e il suo Newcastle, neopromosso quest’anno dopo una stagione di Purgatorio in Championship, appare una creatura non proprio a immagine e somiglianza del Benitez che anni fa si proponeva come maestro di tattica e tecnico tra i più vincenti e preparati del globo. Troppo lontano per puntare all’Europa ma abbastanza vicino alla zona retrocessione: la stagione del Newcastle sembra già essere arrivata a un bivio, così come la carriera da allenatore di Benitez.

I problemi di Benitez e del suo Newcastle

Ormai seduto da quasi tre anni sulla panchina del club, Benitez ha prima “traghettato” il Newcastle ormai disastrato in Championship per poi fargli dominare il campionato della seconda serie inglese. Il nuovo approdo in Premier League doveva rappresentare una nuova vita per entrambe le parti: in cerca di riscatto dopo anni bui e tante critiche, la squadra e l’allenatore puntavano a un campionato quantomeno da salvezza tranquilla con vista Europa League. Per adesso la realtà dei fatti è ampiamente diversa, perché il Newcastle dopo 13 giornate ha messo insieme solo 14 punti e si trova al tredicesimo posto della classifica. L’Europa League sembra già un miraggio, perché il Liverpool – quinto in graduatoria – è già a quota 23 ma anche Arsenal e Burnley sono a 22. D’altro canto si fa pericolosamente reale la possibilità di retrocede: il West Ham, terz’ultimo in classifica, possiede infatti uno svantaggio di soli 4 punti rispetto ai bianconeri. La sconfitta casalinga subita con il Watford sabato – un pesante 0-3 senz’appello – non ha fatto altro che inasprire i toni e rendere ancora più complicata la situazione della squadra che, in questo momento, vive una problematica fase di stallo tra l’apparente tranquillità e il pericolo imminente. I numeri sono tutt’altro che appartenenti alla carriera di Benitez: il Newcastle ha segnato soltanto 11 gol in questo campionato e ha il quarto peggior attacco della Premier League. Una media bassissima per un allenatore che ha fatto sempre del gioco offensivo il suo mantra e che, ad esempio, con il il Napoli ha superato anche quota 100 gol siglati in tutte le competizioni. La crisi, che ormai dura da 4 partite, presenta statistiche impietose: 4 ko di fila, 3 senza neanche segnare una rete, ma soprattutto sconfitte arrivate quasi tutte (ad esclusione di quella ad Old Trafford) contro compagini assolutamente alla portata se non – almeno sulla carta – inferiori al Newcastle. Da valore aggiunto a personaggio potenzialmente problematico: Benitez sta completando la sua trasformazione e purtroppo i numeri lo condannano pesantemente.

C’è un tempo per tutti

I primi cenni di una fase calante della carriera di Benitez si erano già notati nella seconda e ultima stagione partenopea, nella quale l’allenatore ha fallito tutti gli obiettivi più importanti della stagione facendo malissimo soprattutto negli scontri diretti decisivi, come contro Dnipro e Lazio. La mini avventura al Real Madrid sembrava inadatta già in partenza e ovviamente ha rappresentato nulla più che una toccata e fuga per un tecnico che ha sempre avuto un’infinita dose di testardaggine nel proporre il suo gioco e il suo modulo, anche a costo di schierare giocatori fuori ruolo e far storcere il naso ai tifosi. Idealista fino al midollo, Benitez proprio non riesce a lasciar andare i suoi principi tattici che però, almeno in questa fase generale del mondo del calcio, si stanno dimostrando sempre più lontani da una concezione realistica e moderna. Da sempre tecnico discusso e mai in grado di mettere d’accordo una grandissima platea, Benitez è stato sostenuto fino a qualche anno fa dai risultati, che arrivavano comunque come una sentenza: a Napoli 2 trofei in 2 anni, all’Inter 2 in pochi mesi, persino nella mezza stagione al Chelsea è arrivato il trionfo in Europa League. Dall’ultimo trofeo – Supercoppa Italiana contro il Napoli – sono passati però 3 anni e, in questo momento, Benitez possiede la peggior percentuale di vittorie da allenatore dal 2001 ad oggi: un misero 51,95% che ne attesta – qualora ce ne fosse ancora bisogno – il pauroso calo. C’è un tempo per tutti e forse Rafa Benitez dovrebbe comprendere come il suo stia arrivando, sportivamente parlando, a una scadenza. Da deus ex machina a punto debole: lo spagnolo potrebbe non avere la fiducia necessaria per risollevare il Newcastle e la sua strada calcistica potrebbe prendere direzioni sempre meno nobili. Il viale del tramonto è vicino: Benitez forse potrebbe rendersene conto, perché a volte mollare la presa è la scelta più dignitosa da mettere in atto.

SHARE