SHARE
Zaza Valencia - Fonte: Twitter - @valenciacf
Fonte: Twitter - @valenciacf

Prima e seconda distanziate da 4 punti in classifica si scontrano in una partita bellissima al Mestalla. Le gerarchie sono chiare fin da subito: il Barcellona capolista fa la partita, con buone trame e il rombo di centrocampo molto mobile che si sposta e copre a seconda degli umori di Lionel Messi, faro e centro nevralgico creativo dei blaugrana, che a lui si appoggiano con la calma e sicurezza con cui ci si rannicchia nelle coperte d’inverno quando fa molto freddo. Il Valencia è più attendista nel suo perfetto 4-4-2, con linee molto strette e organizzate per togliere respiro a Messi, soprattutto quando si assiocia con Iniesta, anche se spesso riescono a divincolarsi lo stesso.

Valencia-Barcellona 1-1, l’analisi e il tabellino

Valencia

OK= La grande organizzazione difensiva. Gli schemi di Marcelino sono perfettamente interiorizzati e il 4-4-2 interpretato nella migliore delle sue forme. La difesa comincia dal pressing esasperato (ed esasperante) di Simone Zaza sui centrali avversari, libero di scegliere i tempi di anticipo e aggressione mentre Rodrigo Moreno interpreta il ruolo in una chiave più tattica, allargandosi e riaccentrandosi a seconda delle esigenze. Lavoro enorme per gli esterni Guedes e Soler, che riescono a coniugare un’adeguata e attenta copertura a grande pericolosità in transizioni offensive rapide ed efficaci. Parejo e Kondogbia sono dominanti per corsa e fisicità, la linea difensiva si muove come un’organismo unico e i terzini si sovrappongono puntualmente. Il Valencia è bellissimo da guardare anche quando difende.

KO= La papera di Neto. Messi pescato tra le linee al limite dell’area tira senza pretese, centrale e debole: Neto controlla male e si fa scivolare il pallone sotto le gambe, dentro la porta. Un erroraccio da 4 in pagella, se non fosse che il portiere brasiliano prova a salvare il salvabile e tira fuori la palla dalla porta, con l’arbitro che non si accorge che di quanto sia evidente il gol per i blaugrana. In Spagna non c’è (ancora) la goal-line technology ra sì che possiamo apprezzare meglio la tecnologia in campo.

Barcellona

OK= Muoversi in funzione di Messi. Se si osservano con attenzione i giocatori del Barcellona, si apprezza bene l’armonicità dei movimenti di tutti in funzione della posizione di Messi. Ovviamente niente è casuale e ogni situazione è studiata: quando scende a prendere la palla in impostazione, Busquets gli si affianca per scambiare rapidamente; quando domina la trequarti, Paulinho si inserisce e lascia campo al miglior giocatore blaugrana; quando la pulce s’inserisce, Suarez si allarga (più spesso a sinistra). Spettacolari Messi e Iniesta quando si avvicinano e scambiano nelle varie zone della trequarti facendo impazzire i difensori e creando spazi dal nulla. L’assist per il gol di Jordi Alba non stupisce, ma continua a incantare.

KO= L’immaturità di alcuni momenti. Il Barcellona non accetta di accontentarsi di un pareggio, ma in alcune occasioni sarebbe legittimo. Nel finale, quando il pareggio è già acquisito, 1 punto dovrebbe essere ben visto dalla capolista, che mantiene 4 punti di vantaggio sul Valencia. Tuttavia il Barça rischia di prendere il secondo gol perché si sbilancia troppo: da una squadra di quel calibro ci si aspetta una maturità maggiore. Alla fine va bene, ma Zaza potrebbe punire anche all’ultimo secondo: finisce 1-1 e alla fine è giusto così.

Valencia-Barcellona 1-1, il tabellino

Valencia (4-4-2): Neto; Montoya, Gabriel Paulista, Garay (87′ Vezo), Gaya; Soler (89′ Santi Mina), Parejo, Kondogbia, Guedes; Rodrigo (82′ Pereira), Zaza. All.: Marcelino.

Barcellona (4-3-1-2): Ter Stegen; Semedo (80′ Aleix Vidal), Umtiti, Vermaelen, Jordi Alba; Rakitic (68′ Deulofeu), Busquets, Iniesta (73′ Denis Suarez); Paulinho; Suarez, Messi. All.: Valverde.

Marcatori: 60′ Rodrigo Moreno (V); 82′ Jordi Alba (B).

Ammoniti: Moreno, Paulista, Kondogbia (V).