domenica, Novembre 28, 2021

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Un “ringhio” per il Milan: come giocheranno i rossoneri con Gattuso?

Il giorno tanto atteso dalla stragrande maggioranza dei tifosi rossoneri è arrivato: alle ore 11:00 del 27 novembre 2017 la società ha ufficialmente esonerato Vincenzo Montella.
L’ennesimo pareggio casalingo contro il Torino, per di più a reti inviolate – il Milan non segna in casa dal 20 settembre, 5° giornata, 2-0 con la Spal, con entrambi i gol siglati su calcio di rigore – è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Dunque, fuori Montella, la scelta è ricaduta su Gattuso, promosso dalla Primavera con la quale stava ottenendo buoni risultati, terzo in classifica a 3 punti dalla vetta. La decisione della società, dettata più dalla mancanza di vere alternative che da altri fattori, è quantomeno discutibile: riepiloghiamo in breve la carriera in panchina del campione del mondo, tralasciando la simpatica parentesi da allenatore-giocatore del Sion in Svizzera.

Gennaro Gattuso, la carriera in pillole

Esonero alla 6° giornata con il Palermo in serie B (conosciamo tutti la poca pazienza del patron Zamparini, ma è anche vero che il subentrante Iachini vincerà il campionato con 14 punti di scarto sulla seconda). Dimissioni consegnate alla 7° giornata alla guida dell’Ofi Creta, poi ritirate su pressione dei tifosi, poi nuovamente consegnate qualche giornata più avanti. Finalmente una parentesi positiva con il Pisa in Lega Pro, con il quale ottiene un’importante promozione in serie B, salvo dimettersi ad inizio del successivo campionato complice l’instabilità societaria; anche stavolta però ci ripensa e torna ad allenare i Toscani, dove vanifica tutto ciò che di buono era stato fatto retrocedendo nuovamente in Lega Pro e dimettendosi dopo l’ultima di campionato, appena in tempo per evitare un esonero quasi certo. Ultima, l’esperienza sopracitata con il Milan Primavera, più per riconoscenza della società di vecchi meriti calcistici che per meriti di allenatore.
Nonostante premesse poco confortanti, i vertici Rossoneri hanno comunque deciso che per risollevare le sorti di una squadra da 200 e passa milioni di euro in evidente crisi, la figura giusta è proprio quella di Gattuso. Innegabilmente, Ringhio può portare alla causa tanta grinta e tenacia, proprio come faceva in mezzo al
campo: poca tecnica ma tanta, tanta cattiveria. Il problema di questo Milan però è la confusione generale, la mancanza evidente di un’idea tattica, che Gattuso, almeno stando alla sua carriera fin qui, non sembra avere l’esperienza, se non le capacità, di
ribaltare, come per altro da lui stesso implicitamente ammesso:

“…A dirla tutta, non è che ‘sta mania dei
moduli mi faccia impazzire. Anche perché, leoni di marmo a parte, in campo ci si muove continuamente. A
fare la differenza è la mentalità.”

Discorso anche apprezzabile e per certi versi condivisibile, ma difficilmente applicabile all’attuale situazione rossonera.

Come giocherà il nuovo Milan?

Dall’inizio della sua carriera da allenatore Gattuso afferma che: “il 4-2-3-1 è il modulo migliore per coprire il campo”. Così aveva iniziato al Palermo, proseguendo al Pisa, dopo vari esperimenti, con il 4-3-3 un po’ meno offensivo e portato avanti anche in questa stagione con il Milan Primavera. Posto che difficilmente il Milan giocherà con un trequartista, proprio perché non ne esiste uno puro in rosa – potrebbe farlo Calhanoglu, ma il turco visto fin qui non merita una maglia da titolare- ecco che il 4-3-3 dovrebbe essere la scelta più naturale. Anche Montella era partito con quest’idea, per poi spostarsi verso uno sfortunato 3-5-2 che avrebbe dovuto favorire le qualità di Bonucci.​ Questo modulo porterebbe maggiore solidità difensiva, ma il vero vantaggio sarebbe quello di far risaltare le qualità di esterno offensivo puro di Suso, l’unico campione che possiede il Milan in rosa. Per come intende il calcio Gattuso, ovvero sia grinta e corsa, probabilmente Borini troverà spazio, e vista la sua duttilità tattica potrebbe addirittura fare l’esterno sinistro alto con Bonaventura schierato da mezzala sinistra (considerazioni sempre al netto della bocciatura di Calhanoglu, chissà che Gattuso lo recuperi).

Le scelte da fare riguarderebbero solo gli uomini: chi al fianco di Bonucci al centro della difesa tra Zapata (fin qui il migliore dei tre), Musacchio (pagato 20 mln) e Romagnoli (unico giovane)? Chi in cabina di regia tra il fino-a-ieri tanto criticato Montolivo e il fino-ad-oggi tanto criticato Biglia? E davanti ci sarà spazio per uno solo dei tre bomber (eufemismo ironico, 5 gol in 3 in 14 giornate di Serie A). Insomma, per Gattuso si prospetta un esame di grandissima difficoltà, con la pazienza dei tifosi rossoneri
che è già una bomba pronta ad esplodere e la società in primis che sembra in confusione. Auguriamo tutto il meglio a Ringhio, con la consapevolezza che come sempre lui darà l’anima per la causa e con la speranza che riesca ad infondere questo suo carattere anche agli spaesati giocatori del Milan.

Di Jacopo Bellantonio

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