Home Italia Inter, 3 titolarissimi fuori col Chievo: le possibili trappole

Inter, 3 titolarissimi fuori col Chievo: le possibili trappole

Joao Mario e Brozovic, Inter
Marcelo Brozovic e Joao Mario in allenamento (Fonte @Inter)

L’Inter di Luciano Spalletti ha sorpreso tutti con un inizio di campionato fulminante, ora si sta riconfermando nei piani alti della classifica e con 36 punti insegue il Napoli primo con 38, tenendo dietro di sé i colossi degli ultimi anni Juve e Roma. L’allenatore nerazzurro, dopo pochi esperimenti, ha trovato la giusta formula con gli interpreti più adeguati per il suo 4-2-3-1. Uno dei vantaggi per l’Inter nella Serie A 2017-18 è infatti la possibilità di dare più continuità ad alcuni “titolarissimi”, non giocando le coppe europee in mezzo alla settimana. Fino ad ora si sono visti pochi cambi di formazione nell’11 di base nerazzurro, se non per quanto riguarda la fascia sinistra, dove hanno giocato Dalbert, Nagatomo e da ultimo Santon. Per la prossima giornata di Serie A, tuttavia, Spalletti dovrà trovare qualche soluzione diversa: Miranda e Gagliardini sono squalificati, perché ammoniti contro il Cagliari e già in diffida (torneranno disponibili per la Juve); Vecino ha accusato un risentimento al bicipite femorale destro che probabilmente lo costringerà al riposo nella prossima giornata (non è grave e anche lui dovrebbe esserci contro i bianconeri). Considerato che Spalletti non ha mai rinunciato a questi giocatori, è lecito domandarsi quali saranno le alternative esplorate, quali i cambiamenti tattici e soprattutto se gli esiti saranno al livello di quanto visto fino ad ora.

Spalletti a caccia di rincalzi (forzati)

Non c’è da cercare troppo nei meandri della panchina nerazzurra: il sostituto designato di Miranda sarà con ogni probabilità Ranocchia, che in questo campionato ha giocato solo 5 minuti contro il Crotone e dovrà cercare di non deludere l’allenatore che lo ha difeso fin dai primi allenamenti estivi di Brunico. Anche a centrocampo le scelte sono quasi forzate: Brozovic giocherà al fianco di Borja Valero nella linea a due di centrocampo e con l’arretramento in mediana dello spagnolo toccherà a Joao Mario sulla trequarti. Il croato ha comunque visto spesso il campo da inizio stagione, considerato da Spalletti come un primo cambio “jolly” per tutti i ruoli del centrocampo e della trequarti a seconda delle esigenze. Anche contro il Cagliari sabato Brozovic è entrato bene e ha subito segnato lo 0-2, portando a 3 il numero di reti segnate in questo campionato. Discorso diverso per il brasiliano, partito avanti nelle gerarchie dell’allenatore di Certaldo e nell’immaginario comune, ma retrocesso a rincalzo d’occasione per gli ultimi scampoli di partita dopo prestazioni poco convincenti nel ruolo di trequartista. Pur apparendo sempre tecnicamente puntuale, Joao Mario non riesce a comportarsi da raccordo tra i reparti come finora ha fatto meravigliosamente Borja: o si schiaccia troppo a centrocampo senza accompagnare l’azione, o rimane troppo avanzato senza coprire adeguatamente nelle transizioni negative.

Le insidie clivensi

Ospitare il Chievo non è mai impresa semplice. I gialloblù sono tra le squadre più organizzate e insidiose di Serie A, con meccanismi consolidati da sfruttare anche in trasferte difficili come quella di Milano. Con Ranocchia inserito “a freddo” come compagno di Skriniar, un’attenzione particolare dovrà andare all’abilità aerea di Roberto Inglese, anche sui calci piazzati.

L’indolenza nel pressing di Joao Mario in pressing, invece, potrebbe infastidire l’Inter nelle rapide transizioni offensive del rombo di centrocampo clivense (meno rapide con l’infortunio di Castro, tuttavia). In aggiunta, quando gioca da trequartista, il brasiliano perde molti più palloni: lo scorso anno 5.5 a partita in quella posizione; e il Chievo è squadra molto esperta nello sfruttare debolezze di questo genere. Sia Joao Mario, sia Brozovic, poi, sono giocatori un po’ “anarchici” in mezzo al campo e la loro presenza contemporanea potrebbe creare più di qualche scompenso nel centrocampo interista: basterà lo scaltrissimo Borja a metterli in riga e a tappare i loro eventuali buchi? Non c’è dubbio che Spalletti li abbia già istruiti a dovere e che in settimana i tre “nuovi” saranno sufficientemente indottrinati affinché seguano l’inerzia che la squadra si è data da sé in questo campionato. Qualche preoccupazione è lecita, però, e risposte negative potrebbero definitivamente spingere la società nerazzurra a intervenire sul mercato di gennaio in determinate zone del campo per garantire all’allenatore i rincalzi che preferisce e mantenere le aspettative di una prima parte di stagione da lotta per le primissime posizioni.

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