martedì, Dicembre 7, 2021

Latest Posts

Cosa sarebbe successo se Valencia-Barcellona si fosse giocata in Italia

La supersfida di domenica sera in Liga si è conclusa con un pareggio: Valencia-Barcellona ha semplicemente mantenuto il campionato nelle stesse condizioni di prima. Le polemiche però potevano dominare il panorama calcistico spagnolo, perché sullo 0-0 una papera di Neto su tiro di Messi avrebbe potuto cambiare tutto: palla ampiamente in porta ma arbitro e guardalinee non se ne rendono conto e in Spagna, ricordiamolo, non ci sono né Goal Line Technology né VAR. Alla fine Jordi Alba mette le cose a posto con il gol del pari e persino Valverde, il tecnico del Barcellona, cerca di abbassare i toni parlando di cose che succedono e di episodi favorevoli che si equilibrano nel corso del torneo. In generale l’episodio, seppur grave sotto molti aspetti, viene lasciato passare in maniera relativamente tranquilla. Qualcuno sui social nel nostro Paese ha già avanzato dei parallelismi con un famoso Milan-Juventus di qualche anno fa, quello dell’ormai famigerato gol di Muntari per la precisione. Eppure, al di là di un potenziale precedente, immaginate cosa sarebbe potuto accadere se questo Valencia-Barcellona si fosse giocato in un’Italia ancora priva di tecnologia in campo? Tra il serio e il faceto ci piacerebbe poter provare a dare una risposta.

Cosa sarebbe accaduto se Valencia-Barcellona si fosse giocata in Italia?

Come detto, Valencia-Barcellona termina 1-1 e le distanze tra le due squadre restano invariate. Il campionato, però, con il gol convalidato a Messi sarebbe potuto cambiare, con i blaugrana potenzialmente a +6 sugli avversari e con una rosa – almeno sulla carta – più forte e preparata a questo tipo di situazione. Ai microfoni, nel post gara, si presenta subito un Valverde chiaramente imbufalito, come suggerito dallo sguardo corrucciato e dall’atteggiamento del corpo. “Non voglio parlare dell’arbitro, è meglio“, afferma polemicamente ma saggiamente il tecnico. Poi però parte la moviola e Valverde si scatena, definendo la situazione “Uno scandalo senza precedenti” e chiedendo rispetto per il Barcellona da parte della classe arbitrale. Poco dopo arriva Marcelino, visibilmente imbarazzato per il dover commentare l’episodio cardine della partita: il tecnico del Valencia cerca di minimizzare il più possibile sulla questione, parlando invece della gara in termini generali e di come gli arbitri siano essere umani e dunque fallaci per natura. Incalzato però dagli opinionisti della tv di punta, l’allenatore afferma che c’era anche un rigore sull’1-0 per i suoi e che quindi anche la sua squadra aveva subito un torto pesante durante l’incontro, di cui però nessuno parlava. Successivamente vari calciatori si susseguono davanti ai microfoni esibendo svariate espressioni di circostanza che nulla danno e nulla tolgono al contesto del match, mentre in studio viene dato risalto costante all’episodio del gol non dato e alle conseguenze che avrebbe potuto avere sul proseguimento del torneo.

Jordi Alba
Jordi Alba stoppa il pallone che lo porterà al gol in Valencia-Barcellona – FOTO: FC Barcelona

Agenti del caos

Le vere polemiche però si innescano il giorno dopo la partita. I dirigenti del Barcellona convocano una conferenza stampa nella quale polemizzano apertamente con gli arbitri e invocano a gran voce la GLT e il VAR. Il designatore dei fischietti interviene prontamente con una nota, spiegando che gli arbitri sono tutti preparati e in buona fede. Ormai però è troppo tardi: la bomba è già esplosa e sta mietendo i primi feriti gravi. Vengono interpellati nel corso della giornata svariati giornalisti/ex calciatori/presidenti, i quali sostengono che si è assistito all’ennesimo scandalo di un calcio italiano ormai alla deriva, il quale dovrebbe prendere esempio dagli altri campionati per tornare ad alti livelli. In Parlamento un deputato avanza addirittura un’interrogazione parlamentare sulla partita, chiedendo persino la ripetizione della stessa. Sui social, intanto, Matteo Salvini spiega che se ci fossero state leggi severe contro gli extracomunitari Messi e Neto non sarebbero mai arrivati in Italia e quindi la situazione non avrebbe avuto genesi, dando in seguito la colpa al PD. L’argomento è ancora caldissimo nelle trasmissioni tipiche del lunedì sera, nelle quali si pone l’attenzione sul parere di scrittori, soubrette e opinionisti. Giornalisti stranieri presenti nel Paese ormai da anni sentenziano come il calcio italiano sia ormai morto e sepolto mentre negli studi tv si inizia a fare la conta di tutti gli episodi – di questo campionato e di quelli precedenti – in cui la tecnologia avrebbe risolto problemi ed evitato di falsare tutto. Addetti ai lavori juventini si scannano con quelli interisti per via di Calciopoli (che ovviamente viene prontamente citata nel bailamme generale) e della questione passaporti falsi, anch’essa ormai un vero e proprio must. Siamo arrivati a martedì e le polemiche non si spengono: altre parole, altre sentenze, le immagini viste e riviste ovunque, dalle tv più importanti ai canali regionali. Addirittura emergono clamorosi sviluppi di mercato: secondo gli esperti Messi, dopo questo gol annullato, avrebbe iniziato a manifestare i primi sintomi di un mal di pancia calcistico, chiedendo di essere ceduto peraltro proprio al Valencia, individuato come nuovo reggente dei poteri forti del pallone. Il Barcellona, tramite i profili social ufficiali, è ovviamente costretto a smentire questa ipotesi fantasiosa ma la pulce nell’orecchio è stata ormai inserita e ciclicamente la ritroveremo nei mesi successivi. Nel frattempo il campionato prosegue: il Valencia diminuisce il distacco e, all’ultima giornata, le squadre sono a pari punti. Il destino pone dunque due strade: vince il Barcellona e l’Italia elogia l’impresa dei blaugrana, capaci di trionfare nonostante gli arbitraggi contrari e pronti per instaurare una legacy. Vince il Valencia e si scatena il finimondo: piovono accuse di campionato falsato, altre interrogazioni parlamentari, il Presidente del Barcellona chiede la ripetizione della gara (molti tifosi hanno già provveduto a firmare una petizione atta al rigiocare il campionato intero!) e spunta un dossier segreto – che in seguito si rivelerà falso – dal quale si evince come Iniesta avesse chiuso l’arbitro negli spogliatoi durante l’intervallo, mentre Suarez lo addentava per minacciarlo. L’episodio viene poi citato per i successivi 10.000 anni al primo errore di un arbitro in una partita di campionato fino a quando, finalmente, non arriva la tecnologia in campo a ridurre le polemiche (o ad alimentarne altre). Perché, in fondo, il calcio è solo un gioco per noi italiani. Vero?

Latest Posts

Don't Miss