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zapata colombia
FONTE: CalcioNapoli24

Se nella stagione 2014-2015 Higuain si fosse infortunato e Zapata avesse preso il suo posto come titolare in attacco probabilmente oggi Duvan non giocherebbe con la Sampdoria. L’esplosione di un inaspettato vicerè partenopeo come Mertens oggi fa riflettere su quello che sarebbe potuto essere stato l’epilogo dell’attaccante colombiano con la maglia azzurra. Un bomber che al San Paolo ha incontrato notevoli difficoltà non tanto ambientali quanto di visibilità, e solo il passaggio a una dimensione più obiettiva e meglio disposta nei suoi confronti ha permesso al colosso di Cali di ricevere oggi una giusta notorietà. Di fatto, Zapata in questo campionato ha segnato cinque reti in 10 presenze e senza considerare i ben più ampi lavori che svolge per i compagni, il suo rendimento è totalmente al sopra di ogni aspettativa. Un corso calcistico che lo sta promuovendo, a tutti gli effetti, un top player in una dimensione ristretta. Duvan Esteban Zapata Banguero e il gol sono un binomio non troppo elementare ma di certo più saldo di molti altri attaccanti, il cui cartellino, obiettivamente, pesa più della loro reale efficienza. I motivi per cui Zapata può essere considerato un top player e per tanto meriterebbe una maggiore considerazione possono definirsi in tre punti.

Le statistiche

La dialettica statistica che riguarda Zapata necessita di un confronto di livello, dei paragoni che evidenzino i suoi importanti progressi come centravanti. L’attaccante colombiano della Sampdoria ha una media di circa due tiri a partita, e con cinque gol totali la media è di 0,5 reti a partita. Considerando che Icardi ha una media di un tiro in più e un gol in più per partita, Zapata si colloca dietro l’interista con una distanza netta ma non troppo, e se l’argentino è il capocannoniere della Serie A con più del doppio del bottino del colombiano, allora si può dedurre che fra Zapata e Icardi la differenza sta in quel 0,5 reti in più (0,6 per la precisione) del bomber di Buenos Aires. Icardi segna sempre, Zapata, più o meno, una volta sì e una no. Per il resto Zapata è titolare nella sesta squadra della Serie A ed è il giocatore offensivo più rappresentativo dei suoi: oltre alle reti, il colombiano fa più dribbling di Zaza (1,4 contro 0,3) ma meno di Kane (1,7), e più di tutti questi giocatori il blucerchiato subisce falli durante la partita (2,4). Sono medie importanti quelle di Zapata, che senza dubbio sta migliorando i dati del periodo friulano e in più gioca molto più per la squadra, che con una qualità migliore a centrocampo permette al suo centravanti più possente di lavorare al meglio i palloni giocabili. Non a caso, in questo campionato, Zapata ha già fatto 4 quattro assist.

La carriera

Duvan Zapata ha il curriculum da “finto proletariato” del mondo calcistico. Da quando è in Italia ha sempre giocato o in grandi club o in squadre di media fascia e il suo lavoro nei vari casi era ogni volta diverso. A Napoli era una riserva promettente dai pochi gettoni a torneo, a Udine invece era il perno offensivo di una squadra dalle ambizioni non troppo alte.

Infine l’approdo a Genova in una piazza calda i cui obiettivi sono incastrati tra le ultime posizioni disponibili per l’Europa e la fascia più alta della medietas dei club italiani. Per il colombiano può essere l’anno dell’esplosione che a Napoli non ha avuto, la possibilità di farsi eleggere a importante icona della sua squadra e, in ogni modo, sfruttare la positiva stagione blucerchiata per auto-pubblicizzarsi in ottica estera. Non a caso per lui è arrivata quest’anno la seconda chiamata in nazionale, giocando con i Cafeteros l’ultima partita di qualificazione a Russia 2018 e le altre due partite più recenti (Cina e Corea del Sud): in questo trittico di incontri Zapata ha sempre giocato come titolare. Il prezzo del suo cartellino sta aumentando vertiginosamente sia per le prestazioni in campo che per la notorietà del ventiseienne, sempre più internazionale e noto in Patria. In Serie A per lui attualmente i gol sono 34 in cinque stagioni. Le precedenti esperienze latine con Deportivo Cali prima e Estudiantes poi gli hanno permesso di completare quella gavetta continentale che certifica la qualità del prodotto-Zapata, un percorso nei calienti campi sudamericani che ha formato caratterialmente e fisicamente l’attuale attaccante della Sampdoria. Un giocatore noto ma non troppo, che seppur molto ambito e corteggiato rimane comunque fuori dalla canonizzazione: un riconoscimento che meriterebbe magari a fine campionato, quando veramente potrà essere considerato uno dei top player della Serie A.

Utilità

Zapata è un attaccante utile per diversi motivi. È un attaccante molto pregiato sul fronte Fantacalcio ma soprattutto è il classico giocatore che nel calcio moderno servirebbe a ogni club: lo si può mettere a fare il puntero solitario in area di rigore come il centravanti spaziale, può fungere da unico riferimento offensivo o giocare in coppia. Per non parlare poi dell’aspetto fisico, il suo vero punto di forza. Con un peso di 88 kg e un’altezza di 189 cm, il colombiano è uno degli attaccanti fisicamente meglio attrezzati del campionato. Arginare l’avversario con il movimento corporeo o prendere posizione grazie alla propria stazza lo rendono un unicum di efficienza tecnico-fisica in zona offensiva. Da Icardi a Higuain, passando per Simeone, Dzeko e Andrè Silva, di attaccanti fisici la Serie A ne è piena. Zapata tuttavia si è trasformato negli anni in quel concentrato di consapevolezza propria e conoscenza dell’avversario che ora delimita, come certi animali, la sua zona d’azione con il gioco fisico. Difficile se non impossibile spostarlo, il colombiano ha raggiunto un’agilità tale che i goffi movimenti che spesso ne evidenziavano i limiti a Udine si stanno evolvendo in un una nuova rapidità, magari non troppo fluida ma che ne esalta ancora di più le movenze nel breve. Essendo sempre cercato dai suoi compagni, Zapata lotta e combatte con i difensori di turno e non è un caso che volentieri gli arbitri gli puniscano alcuni interventi figli di una stazza fisica superiore all’avversario. Contro le big in questa stagione si è esaltato nel servire i compagni e farsi trovare pronto sia nell’area piccola che negli ultimi quindici metri, e se il buon lavoro del cugino di Cristian Zapata non rende ancora quantitativamente abbastanza per quelle che sono le sue prestazioni, almeno per i compagni è la certezza di un sussidio in zona offensiva.

Parlare di un Hulk dell’area di rigore rende merito alle reali capacità di Zapata, che da sconsiderata risorsa a Castel Volturno si è trasformato in un prezioso talento di medio alto livello.

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