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Napoli-Juventus
Higuain e Insigne in azione - FOTO: Twitter

Napoli-Juventus di venerdì sera al San Paolo non ha bisogno di presentazioni: è una gara importantissima, più che sentita da parte di entrambe le tifoserie e rappresenta certamente quanto di meglio possa offrire il calcio italiano degli ultimi anni. Mai come in questa stagione il match può rappresentare una ventata d’aria fresca, in un contesto molto equilibrato che in Serie A non è stato possibile osservare per molto tempo. Entrambe le compagini arrivano alla partita in condizioni differenti, con punti di forza ma anche spettri da scacciare piuttosto celermente per evitare problematiche complicate. Per comprendere meglio il momento delle due squadre abbiamo lasciato la parola a due colleghi “avversari”: Ilaria Mondillo – giornalista di Radio CRC – e Claudio Pellecchia – collaboratore, tra gli altri, di Rivista Undici, Crampi Sportivi e Juventibus – hanno analizzato questa vigilia di Napoli-Juventus provando a tracciare le reali esigenze di Sarri, Allegri e dei calciatori coinvolti nell’approccio alla gara di quella che, al di là della classifica, resta sempre una classica del nostro campionato.

I quattro temi principali di Napoli-Juventus

Innanzitutto: tenendo conto di tutti i profili possibili (con particolare attenzione nei confronti della tematica psico-fisica) come arrivano le squadre a questo importante match?

Mondillo: “Il Napoli psicologicamente arriva a questa gara molto carico. Gli azzurri stanno dimostrando di essere maturati tanto: il Napoli difende bene e attacca altrettanto bene, infatti possiede uno dei migliori attacchi e la miglior difesa del campionato in controtendenza col trend degli anni passati, nei quali la Juventus aveva sempre primeggiato in tal senso. La gara è ovviamente molto sentita dai tifosi: i calciatori lo sanno bene, come testimoniano anche le dichiarazioni rilasciate da Hamsik e Mertens. La squadra si presenta all’appuntamento con più solidità e con la consapevolezza che giocando sa può ottenere risultati importanti. Rispetto al recente passato gioca in maniera più ragionata, non necessariamente col piede sull’acceleratore per 90′. Anche se alcuni calciatori sono parsi stanchi nelle ultime gare sono piuttosto sicura che troveranno energie fisiche e psicologiche per rendere al massimo dinanzi al pubblico del San Paolo. Sarà una gara aperta a qualsiasi risultato, perché il Napoli ora sembra aver preso la strada della Juventus degli anni passati e i bianconeri non hanno solide certezze come nelle scorse stagioni. Sarà uno step importante: vincere potrebbe anche innescare una mini fuga degli azzurri.

Pellecchia: “Parlare di questa stagione della Juventus è molto complicato. Parliamo di una potenza che – secondo me – è due volte superiore alle altre per qualità della rosa, per profondità della stessa ed interpretazione delle singole fase di gioco. Il problema è che fisicamente ci troviamo di fronte a una squadra in difficoltà, molto più degli altri anni. La Juventus è partita sempre lentamente ma nelle ultime uscite sembra esserlo anche di più. Inoltre, mentalmente mi sembra molto meno solida rispetto al passato. Si può fare un discorso di mancanza di solidità difensiva, di fluidità di manovra: tutte cose legittime, che ci sono e si vedono anche a occhio nudo. Però la differenza lampante rispetto al recente passato è sicuramente la testa: una squadra può essere fisicamente al 40 o 50% in questa fase della stagione ma quando hai la testa per gestire le energie difficilmente vai in difficoltà, come la Juventus invece ha fatto quest’anno contro la Sampdoria, la Lazio o lo Sporting Lisbona. La squadra non riusciva a far fronte alle difficoltà che le si paravano davanti: questo è il profilo più preoccupante, perché se una squadra è già scarica adesso è difficile recuperare le redini. Le squadre di Allegri iniziano a carburare a inizio febbraio ma quest’anno potrebbe non bastare iniziare a correre in quel mese: a memoria, non ricordo un campionato nel quale – escluse le prime sei – ci fosse un gruppo di 12-13 squadre contro cui poter fare potenzialmente 80 punti. Non farli potrebbe voler dire pregiudicarsi molto. Credo che ogni squadra in questo campionato abbia 4-5 jolly tra pareggi e sconfitte: la Juventus però se n’è già giocati 3. Il Napoli forse soltanto uno ma contro una squadra come l’Inter che può essere legittimamente considerata una rivale, oltre alla gara contro il Chievo.

Entrambe le squadre hanno a che fare con infortuni abbastanza pesanti. Quale mancanza può essere più determinante tenendo conto esclusivamente della partita secca?

Mondillo: “Sicuramente l’assenza più importante è quella di Ghoulam. L’algerino stava facendo cose egregie riuscendo a proporsi come punto di riferimento nel ruolo non solo in Serie A ma anche in Europa. In alcune gare è stato addirittura fondamentale, come contro la Spal. La catena di sinistra teoricamente è letale per tutti: anche Mario Rui ha dimostrato di essere all’altezza rendendo fluida la manovra. I due calciatori sono però molto diversi. Un’altra certezza è che quando Hysaj gioca su quella stessa fascia si notano alcune difficoltà. Quindi, ricapitolando: l’assenza di Ghoulam è pesantissima così come lo sarebbe quella – per ora eventuale – di Mario Rui. Perché con Hysaj spostato a sinistra il Napoli potrebbe soffrire tanto.

Pellecchia: “Posto che il calciatore ha già assicurato che ci sarà, credo che l’eventuale assenza di Chiellini sarebbe determinante. Al di là del profilo tecnico e del tipo di giocatore di cui parliamo, forse un difensore superato per il calcio moderno, Chiellini è il condottiero dal punto di vista fisico di questa squadra. Con lui in campo la Juventus è molto più solida rispetto a quando non c’è e siccome già quest’anno ci sono più difficoltà se dovesse mancare anche col Napoli sarebbe più che un discreto problema”.

Juventus-Torino
Foto da twitter: @tonyalfano

Quale può essere il giocatore più decisivo della gara?

Mondillo: “Credo che possa essere Lorenzo Insigne. Per ora ha uno score incredibile e ogni volta che scende in campo dà il 100%, anche se fisicamente non è parso ancora al top della forma. Peraltro ogni suo gol o assist è un colpo al cuore per tutti quelli che avrebbero voluto vederlo giocare più spesso in Nazionale, specie nell’ultima partita contro la Svezia. In realtà però spero possa essere Hamsik l’uomo della serata: il gol contro la Juventus avrebbe significati diversi (eventuale vittoria, allungo, primato e record di Maradona raggiunto) e sarebbe un momento fantastico”.

Pellecchia: “Allegri mischia molto le carte, quindi è difficile capire effettivamente chi giocherà dall’inizio. Credo però che, se messo nella condizione di farla, la differenza possa crearla Douglas Costa. Perché è un giocatore che la Juventus non ha mai avuto e azzardo a dire che un calciatore del genere – capace di creare sistematicamente la superiorità numerica – nel campionato italiano non è mai esistito. Però è anche un giocatore che va messo nelle condizioni giuste per fare la differenza: sicuramente per farla contro il Napoli non potrà giocare come contro il Crotone, nella cui metà campo è andato spesso a cercare il pallone per poi girarsi e saltare tutti. Dev’essere messo in condizione di avere spazio per la sua rapidità e di giocare in verticale, anche se la cosa adesso alla Juventus non riesce molto spesso. Qualora tutto questo avvenisse sarà lui a fare la differenza, a meno di un improvviso ritorno di fiamma di Dybala che però ora mi sembra molto in difficoltà sul piano mentale, specie nella ricerca della zona in campo.

Da giorni si parla di questa sfida come di una gara bella, importante ma non ancora decisiva. Può essere davvero così? O forse, nonostante tutto, questa gara è già determinante per il futuro del campionato?

Mondillo: “Beh, due anni fa la Juventus recuperò moltissimi punti dopo una partenza negativa. Sarà una partita che deciderà più che altro il campione d’inverno ma non penso lo Scudetto. Vincere o perdere sarà di certo psicologicamente importante: come spesso si dice, vincere aiuta a vincere mentre perdere darebbe un duro colpo da digerire a una delle due squadre. Napoli-Juventus è senz’altro una gara delicata per tutti, un big match fondamentale. Però, almeno per me, non è decisiva per lo Scudetto: mancano troppe gare”.

Pellecchia: “Ricollegandomi a quello che dicevo prima: fossimo in un campionato ‘normale’, risponderei che nessun torneo si decide a dicembre. Però in un campionato del genere andare a -7 per la Juventus significherebbe non dover sbagliare più nulla, mentre per il Napoli ci sarebbero più bonus nel corso della stagione. Quindi, decisivissima direi di no ma è una gara che può dare un indirizzo preciso da qui alla fine dell’anno”.