martedì, Dicembre 7, 2021

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3 chiavi tattiche di Napoli-Juventus

Fino alla scorsa stagione, ogni volta che Napoli e Juventus si sono affrontate ci siamo chiesti se la squadra di Sarri avesse colmato il gap coi bianconeri. Quest’anno, invece, l’inizio di stagione fulminante degli azzurri (38 punti in 14 partite) e il livello di gioco raggiunto hanno fatto in modo che questa distanza nell’immaginario comune si appianasse del tutto, al punto che anche Allegri, forse volendo scaricare un po’ di pressioni sull’avversario ma non senza grande rispetto per quest’ultimo, ha dichiarato alla stregua di molti che il Napoli è la squadra da battere nella Serie A 2017/18. Com’è ovvio, nessuno si sente di eliminare la Juventus dalla lotta scudetto, e coloro che evidenziano in questa squadra problemi difensivi maggiori rispetto alle passate stagioni forse dimenticano che lo scorso anno, dopo lo stesso numero di giornate, la Juventus aveva 33 punti: uno in meno dei 34 attuali. Per quanto gli allenatori tentino di renderla meno grande di quanto già sia – sempre Allegri, per esempio, ha detto che la Juventus gioca con due risultati su 3, come se i bianconeri potessero accontentarsi di non vedere il Napoli scappare a +7 – mai come oggi questa partita può dirci molto su queste due squadre; non tanto sulle ambizioni, che per entrambe ad oggi risultano quasi scontate, quanto piuttosto sul livello di maturità e di costruzione tattica raggiunto a questo punto dell’anno. Quali saranno, allora, i dettagli che possono fare la differenza? Analizziamo le possibili chiavi tattiche del match.

3 chiavi tattiche di Napoli-Juventus

1) La Juve col 3-4-2-1

Quando gli vengono rivolte domande sui moduli o sulla posizione di un determinato giocatore, Allegri parla spesso di “mentalità” come unico fattore importante ed effettivamente nei suoi anni alla Juventus ha dimostrato di poter cambiare schieramento tattico in funzione dei momenti, degli uomini e dell’avversario senza che la squadra perdesse la sua supremazia in campo. Oggi l’allenatore bianconero è chiamato a una sfida molto grande: Mandzukic non sarà del match, avendo accusato un fastidio al polpaccio sinistro che lo ha tenuto fuori persino dai convocati; Higuain è reduce da un intervento alla mano e Allegri non vorrebbe rischiarlo se non fosse al 100%. Se l’argentino dovesse essere del match, la Juventus proporrà lo schieramento ammirato nelle ultime uscite: un 3-4-2-1 con Dybala e Douglas Costa dietro al Pipita. Come tutti, anche questo presenta i suoi vantaggi e svantaggi. La difesa a 3 consente di difendere più naturalmente i mezzi spazi, dove possono inserirsi sia Insigne e Callejon, sia le mezzali di turno (probabilmente Hamsik e Allan questa sera) quando gli esterni si allargano o si abbassano molto per ricevere palla (come fa spesso Insigne). All’Olimpico, la Lazio contro il Napoli conduceva per 1-0 nel primo tempo difendendo a 3, poi gli infortuni contemporanei di Bastos e De Vrji hanno costretto Inzaghi a passare a una linea a 4, in cui soprattutto Basta ha fatto moltissima fatica a capirci qualcosa: nel secondo tempo il Napoli ha segnato 4 gol. Ciò non significa che i Partenopei abbiano vinto solo per quel motivo, ma difendere a 4 contro il Napoli richiede che i terzini non facciano la benché minima sbavatura.

Gol Callejon Lazio-Napoli
Callejon stringe addirittura fino al centro per garantire il triangolo e una seconda linea di passaggio. Hamsik riceve nella posizione migliore, Basta è in ritardo perché frenato dall’ampiezza di Ghoulam. A quel punto lo slovacco può decidere senza pressioni cosa fare e serve Callejon per l’1-2.

Uno svantaggio della difesa a 3 con quello schieramento potrebbe diventare la fragilità dei due uomini a centrocampo, che dipenderà molto anche dallo status morale di Miralem Pjanic, ultimamente apparso in ritardo di condizione e poco attento sugli inserimenti alle sue spalle.

Gol Torreira
Ramirez ha appena scaricato la palla su Torreira dopo aver trascinato in marcatura Khedira. Pjanic arriva quando ormai i giochi sono fatti e il 2-0 già scritto. Era lui a dover marcare l’inserimento del regista blucerchiato.

Anche per questo motivo Allegri schiererà molto probabilmente De Sciglio e Asamoah da esterni, meno offensivi dei Cuadrado e Alex Sandro visti col Barça, per tenerli più ancorati alla linea e con la possibilità di stringere quando il Napoli crea densità con i giocatori in costruzione in mezzo al campo. D’altra parte difendere su Hysaj a destra e Maggio a sinistra non è come dover arginare Ghoulam e lo stesso terzino albanese nella sua posizione naturale.

Se Higuain invece non dovesse farcela, è probabile che Allegri schieri Dybala centravanti, in una posizione molto simile a quella di Mertens, per favorire i tagli dei due esterni e venire spesso fuori dall’area a costruire la conclusione. Si tratta di una soluzione finora mai esplorata, per questo è veramente difficile prevederne gli esiti e sarebbe molto interessante poterla vedere in atto.

2) (In)seguire Insigne

Nonostante si parli molto dei compiti ultradefiniti dei giocatori di Sarri, e nell’immaginario comune Insigne abbia dei movimenti e delle possibilità ben delineate, è in realtà molto difficile prevederne gli spostamenti e il comportamento durante una partita, dal momento che la sua posizione può variare molto a seconda del contesto di gioco e dei triangoli che devono essere creati in mezzo al campo per portare avanti palla e contemporaneamente generare spazi da attaccare.

Lazio-Napoli
Classico taglio di Callejon, ma questa volta sul primo palo.

Sempre contro la Lazio, ma nel primo tempo, Basta ha cercato spesso di seguire a uomo Insigne, senza grandi risultati. Nell’immagine lo si può vedere a sinistra molto confuso  sull’uomo da tenere, con Ghoulam praticamente in posizione di trequartista. Insigne si abbassa moltissimo e seguirlo comporterebbe uno scompenso enorme nella linea difensiva: smarcato, può servire il taglio del compagno che sugli sviluppi colpirà il palo. Da quando poi Ghoulam si è infortunato, Insigne è stato caricato di ulteriori responsabilità creative. Non tanto per il fatto di dover “inventare” qualcosa di più, ma proprio nel significato letterale di “creare”: spazi e linee di passaggio, in primo luogo. Senza le capacità tecniche e di inserimento del terzino algerino, Hysaj sta lentamente crescendo nel ruolo, ma con compiti meno articolati e senza troppe responsabilità offensive. Se quello che farà può risultare anche molto prevedibile, assolutamente imprevedibile è diventata la posizione di Insigne, che non deve più preoccuparsi troppo di liberare il terzino, ma solo di essere a sua volta sganciato dalle marcature. De Sciglio e Benatia (sempre che la Juventus si presenti con la difesa a 3) dovranno aver bene in mente cosa fare quando Insigne si abbassa molto, se aspettarlo o seguirlo. Che poi quando è troppo tardi bisogna inseguirlo.

3) Dybala e Douglas Costa

Uno dei cambiamenti tattici più interessanti del nuovo modulo bianconero è la posizione di Dybala e Douglas Costa. Con il 4-2-3-1 Dybala si muoveva a suo piacimento nei mezzi spazi alla ricerca dei corridoi giusti, mentre gli altri trequartisti garantivano ampiezza e tagli. Con lo schieramento a due trequartisti Allegri può contare su due giocatori imprevedibili che occupano i mezzi spazi (e quindi il doppio dei problemi per gli avversari) con uno dei due terzini a turno a garantire l’ampiezza della linea offensiva, senza che diventi un vincolo. La ricerca costante dell’ampiezza per gli uno contro uno di Cuadrado o lo sfruttamento della fisicità di Mandzukic poteva portare la Juve alla lunga ad essere largamente prevedibile per i suoi avversari. In questo modo, con scivolamenti adeguati dei due esterni bassi, decidere chi marcare tra Dybala e Douglas Costa diventa un vero e proprio rebus per i difensori avversari, che schierati a 4 devono necessariamente compiere delle scelte e trovarsi magari con Higuain alle loro spalle. Koulibaly e Albiol difenderanno molto alti, quasi schiacciati sui centrocampisti se possibile, per togliere respiro ai trequartisti bianconeri, Jorginho non dovrà cadere nella tentazione di avanzare troppo (ma questo è difficile che avvenga), solo togliendo spazi e linee di passaggio è possibile arginare l’argentino e il brasiliano, altrimenti devastanti.

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