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Napoli Hamsik
Hamsik conclude senza successo contro la Juventus - FOTO: SSC Napoli

Il big match della quattordicesima giornata di Serie A potrebbe aver riaperto definitivamente un campionato già equilibrato ma apparentemente indirizzato sui binari partenopei: ancora una volta Gonzalo Higuain ha fatto un dispetto alla sua ex squadra, consentendo alla Juventus di battere il Napoli al San Paolo e avvicinando i bianconeri ai partenopei. Adesso la distanza tra la Vecchia Signora e il Napoli è di solo un punto, con l’Inter che domenica potrebbe scavalcare entrambe e portarsi al primo posto. Premettendo che il percorso del Napoli in Serie A è stato finora quasi impeccabile e che non si può ovviamente fare un processo a una squadra che ha perso la sua prima partita in campionato, sicuramente ieri sera qualcosa non ha funzionato per i partenopei. Oltre agli evidenti meriti di Allegri, che ha messo sotto scacco Sarri a livello tattico, bisogna però osservare come il Napoli abbia pagato situazioni che si stavano trascinando da qualche tempo e che forse hanno radici più anziane rispetto all’insoddisfazione sportiva di ieri sera.

Cosa non ha funzionato nel Napoli ieri sera?

Il capolavoro di Allegri

Sicuramente la sfida tra guide tecniche è stata vinta da Massimiliano Allegri che ha letteralmente imbrigliato la tattica di Maurizio Sarri (e non si tratta neanche della prima volta in cui questo accade). Qualcuno non sarà d’accordo sulla bellezza del gioco della Juventus, che ieri a momenti si è difesa anche con tutti gli effettivi all’interno di 20-25 metri. Allegri però ha avuto ragione, preparando la partita nell’unica maniera in cui poteva essere giocata contro una squadra come il Napoli: difesa e contropiede, possesso palla difensivo quando possibile, verticalizzazioni fulminanti e ripartenze veloci sfruttando la tecnica e la celerità dei suoi interpreti. Di contro, Sarri ancora una volta ha dimostrato di essere forse troppo idealista per quanto concerne il suo modulo: l’allenatore del Napoli non ha fatto nulla per cambiare stile di gioco o schieramento dei calciatori in campo, permettendo letteralmente alla Juventus di ingoiare e assorbire tutte le azioni offensive azzurre senza quasi mai battere ciglio. Dopo 3 stagioni ormai il gioco del Napoli sta diventando prevedibile, soprattutto per allenatori preparati come Allegri ma anche Spalletti. Sarri ieri è stato anche sfortunato per via del doppio cambio forzato – e, più in generale, per gli infortuni che hanno colpito la squadra in ruoli fondamentali – ma ancora una volta sta dimostrando poca gestione della rosa e, a lungo andare, il Napoli potrebbe pagare questa poca rotazione.

Necessità di cambiare

Si parlava, per l’appunto, di un Napoli ormai sempre più leggibile da parte di certi tecnici avversari. La situazione è chiaramente descritta dalle partite non vinte in campionato quest’anno: nei due scontri diretti principali sono arrivati un pari e una sconfitta, con zero gol segnati e uno (decisivo) subito. Entrambe le gare si sono giocate al San Paolo e quindi al ritorno il Napoli giocherà fuori casa: un dato potenzialmente allarmante in vista del futuro, anche se bisognerà capire con quali distanze si arriverà a quegli incontri. Anche con il Chievo – altra squadra abile a chiudersi e ripartire – uno 0-0 in cui gli azzurri avevano creato poco e niente. La grandezza e la bellezza del Napoli non si discutono ma per Sarri forse è arrivato il momento di prendere altre decisioni. Il possesso palla della sua squadra è spesso lento e sterile, i calciatori fanno poco movimento senza palla e quando gli spazi si restringono le verticalizzazioni trovano pochissimi sbocchi. Anche i cross dalle fasce – normalmente una soluzione utilissima – sono letteralmente depotenziati dalla mancanza di una punta di peso reale. Come detto anche prima gli infortuni non hanno aiutato ma Sarri non può pretendere di affrontare una stagione intera mettendo in campo sempre e solo i soliti 14-15 giocatori. Ed è proprio da qui che forse arriviamo al punto più importante dell’analisi.

Napoli-Juventus
Higuain esulta dopo il gol – FOTO: Twitter

Gambe a pezzi

Checché ne dica Sarri la forma fisica del Napoli in questo momento è molto precaria. La squadra è stanca e si vede: trascina la palla con un palleggio leggibile, senza mai riuscire a velocizzare la manovra, a verticalizzare pericolosamente o a dare strappi determinanti con i suoi giocatori in grado di creare la superiorità. Alcuni calciatori sono ormai allo stremo delle forze: il tridente d’attacco arranca tremendamente, in particolare Mertens. Jorginho inizia ad avvertire i primi cenni di stanchezza dopo un ottimo inizio stagionale, Hamsik invece probabilmente non è mai entrato in condizione quest’anno e inizia persino ad essere un peso per il centrocampo della squadra. Con la forza dei nervi e della volontà il Napoli gioca le sue gare fino all’ultimo e spesso, grazie alla sua qualità, le risolve positivamente. Questo però non è sempre possibile, come ha dimostrato il match di ieri contro una squadra forse un po’ meno stanca e certamente più preparata a livello fisico degli azzurri, che danno l’impressione di essere sempre troppo “leggeri” in certi contesti. Nelle prossime settimane il tutto dovrebbe rientrare ma la stanchezza dei giocatori è un’ovvia conseguenza anche delle scelte contestate precedentemente all’ex allenatore dell’Empoli. Per colpa di questi errori il Napoli potrebbe minare un percorso libero da ramificazioni e ingombri: sarà fondamentale porre rimedio subito per non affrontare un’altra stagione cullata solo da sogni ma senza vittorie importanti.