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Spesse volte è fin troppo facile paragonare le storie sul calcio a quelle amorose, poiché entrambe presentano evidenti simbologie riguardo la vita di tutti i giorni e i rapporti personali. Quando un calciatore lascia sul campo il suo sudore e il suo impegno in realtà mette in circolo soprattutto un’emozione, un’invidiabile pezzo di sé di cui tutti vorremmo beneficiare. Soprattutto quando il calciatore in questione fa della grinta e della forza di volontà il suo credo, questa sensazione risulta preponderante nell’animo di ogni tifoso. German Denis ha sempre posseduto queste caratteristiche, pur essendo – al tempo stesso – un attaccante dotato di un grandioso fiuto del gol: inevitabile, dunque, che uno come lui possa essere accettato (ma soprattutto venerato) ovunque. Il suo destino ha abbracciato l’Italia per molto tempo e ora, dopo un piccolo periodo di “pausa”, El Tanque è pronto a tornare nel Paese che lo ha reso grande: la Serie B e la Cremonese hanno bisogno dei sui colpi e l’argentino, ancora una volta, darà tutto per farsi trovare pronto. Perché è sempre stata questa la strada per entrare nel cuore delle persone, senza uscirne mai.

Il ritorno di Denis in Italia: la storia di un Tanque mai inceppato

La carriera di Denis inizia ben 20 anni fa, nel 1997: in Argentina si fa notare per le sue qualità fisiche e per alcuni gol molto belli da rapace d’area. Denis è il tipico attaccante che fa della forza il suo più grande vanto, pagando ovviamente qualcosa in termini di velocità ma risultando sempre un pericolo per i difensori avversari. Nel suo percorso, però, vogliamo concentrarci esclusivamente sulle tappe italiane. Quelle che davvero hanno segnato la sua carriera, in positivo e in negativo.

Cesena

Erroneamente molti credono che la carriera italiana di Denis sia iniziata al Napoli. Invece El Tanque aveva già assaggiato il Tricolore nel gennaio del 2002: dopo molti gol nella Seconda Divisione albiceleste con la maglia del Los Andes Denis viene sedotto dal Cesena, club che in quel periodo militava nel campionato di Serie C1. Pur iniziando a mostrare tutte le doti presenti nel suo repertorio il giovane attaccante risulta ancora acerbo per approcciare un calcio italiano molto tattico ed estremamente fisico, soprattutto nelle categorie minori. Nonostante ciò in una stagione e mezza riesca a mettere a segno 3 reti in 29 presenze totali in campionato. Il club romagnolo dimostra però non di credere molto nel ragazzo, che viene dato in prestito la stagione successiva alla Arsenal de Sarandì: la squadra argentina lo riscatterà dopo una bel campionato di Clausura e i destini di Denis e dell’Italia si allontaneranno per qualche anno.

Napoli

Calciomercato estivo del 2008: il Napoli, dopo una buona stagione di ritorno in Serie A con tanto di qualificazione all’Intertoto, vuole confermarsi su buoni livelli ma cerca una punta che dia garanzie in termini di gol e di impegno da alternare a Zalayeta. Il DG Pierpaolo Marino pesca una carta in Argentina: si parla di un bomber che con la maglia dell’Independiente aveva siglato svariati gol, vincendo anche il titolo di capocannoniere nel torneo Apertura. Quell’attaccante è proprio German Denis, maturato rispetto ai tempi di Cesena e ora apparentemente pronto per un’altra sfida italiana. Il Napoli lo acquista per 8 milioni di euro e lo blinda con un contratto di 5 anni. Alla fine Denis resterà in azzurro solo due stagioni, con qualche alto e molti bassi: i tifosi ricordano di lui soprattutto la tripletta alla Reggina, il gol allo scadere che completò la clamorosa rimonta nei secondi finali contro il Milan di Leonardo, la prima convocazione in Nazionale e l’impegno massimo profuso in tutte le gare approcciate da titolare o subentrato. Il Denis di Napoli aveva però ancora degli evidenti difetti di gestione personale: in primis, rimaneva spesso avulso dalla manovra azzurra a causa del suo “isolarsi” e giocare solo contro la difesa avversaria. Paradossalmente però il problema principale del Tanque era proprio quello del gol: molto spesso Denis incorreva in errori davvero pacchiani sotto porta e nel corso della sua avventura partenopea è stato sovente oggetto di disperazione da parte del tifo azzurro proprio per questo motivo. Alla fine le reti con la maglia del Napoli saranno 15 ma, col senno di poi, per il valore dell’attaccante in questione sarebbero potute essere molte di più.

Udinese

La tappa friulana è più che altro di transizione per il giocatore argentino, che arriva dal Napoli in comproprietà. Mai come in questo caso potremmo definire la stagione e mezza vissuta da Denis all’Udinese in bianco e nero. Nel primo anno il ragazzo gioca molto, segnando anche 5 gol totali in 27 presenze. Nella seconda parte dell’esperienza invece trova solo una presenza contro l’Arsenal nei preliminari Champions League ma viene poi accantonato totalmente nel corso della stagione, senza mai figurare in campo in Serie A. L’Udinese decide quindi di cederlo al club che, a conti fatti, sarà determinante per la carriera di Denis.

Atalanta

Il club bergamasco fu la manna dal cielo del Denis calciatore. Ancora una volta l’artefice del trasferimento fu Pierpaolo Marino, passato anch’egli all’Atalanta e fortemente voglioso di riabbracciare il suo pupillo. In una squadra di medio-bassa classifica, senza particolari obiettivi da raggiungere se non quello della salvezza, Denis riuscì a trovare l’ambiente giusto per la maturità calcistica, elevando il suo gioco al massimo possibile e valorizzando tutte le sue qualità migliori, come ad esempio il gioco aereo e l’opportunismo. L’esperienza bergamasca di Denis – durata ben 5 stagioni – è costellata dall’abbattimento di vari record di squadra da parte dell’argentino. Tuttora, infatti, Denis è il primo e unico giocatore dell’Atalanta ad aver siglato una tripletta a San Siro in campionato (in Inter-Atalanta 3-4) nonché il primo marcatore straniero in assoluto nella storia del club, quarto in classifica generale dopo Doni, Cominelli e Bassetto. Denis segnerà con l’Atalanta 56 gol in 158, il suo bottino migliore da calciatore professionista. A 35 anni decide che è il momento di cambiare aria, di tornare in patria per chiudere lì la carriera. Ma la vita, in ogni sua sfaccettatura, continua sempre a riservare sorpresa.

Cremonese

Così, dopo un lungo corteggiamento durato un’estate intera, la Cremonese pare aver convinto Denis al ritorno in Italia dopo il grave infortunio che terrà Mokulu fuori dai campi per molti mesi. L’operazione che avrebbe dovuto portare il ragazzo in Serie B sarebbe stata portata a termine probabilmente nel mercato di riparazione ma il club ha chiesto un favore all’argentino, che dovrà comunque recuperare condizione e affiatamento prima di mettersi al lavoro. Stiamo dunque per assistere alla quinta vita italiana di un calciatore che forse in carriera ha raccolto meno di quanto seminato ma che è stato in grado di farsi apprezzare ovunque abbia giocato. El Tanque continua ad avanzare e non c’è modo di fermarlo: prepariamoci, dunque, a vederlo dominare di nuovo.