SHARE
cyril thereau
FONTE: Goal.com

L’estate della Fiorentina è stata un vortice di andirivieni che ha caoticamente scombussolato l’organico attuale. Corvino ha atteso parecchio prima di portare in Toscana calciatori affermati e giovani promesse, lasciandosi per i giorni finali profili meno interessanti e occasioni dell’ultimo minuto. Di fatto il 31 agosto si è conclusa la trattativa tra Fiorentina e Udinese per Cyril Thereau, che dalla Dacia Arena passa al Franchi per 1,5 milioni di euro. A trentaquattro anni l’attaccante francese si è ritrovato, inaspettatamente, in una piazza dalle ambizioni ben più alte di quelle che la tranquillità di Udine gli aveva prospettato per tre stagioni. Corvino ha voluto portare a Firenze una figura di profonda conoscenza del campionato che allo stesso tempo fungesse da “usato sicuro”, visto che l’ex Chievo Verona in Serie A ha all’attivo 241 presenze e 68 gol. Con la ristrutturazione dell’intero organico voluta dalla rivoluzione post Sousa, a Firenze sono arrivati in attacco i giovani Gil Dias e Giovanni Simeone, rispettivamente un classe 96′ e un classe 95′, che per quanto in rampa di lancio secondo il ds avrebbero avuto comunque bisogno di una figura che li accompagnasse nella crescita; anche Pioli, per necessità del suo 4-2-3-1, ha preteso che ci fosse una figura più poligenetica a sua disposizione, e il profilo di Thereau, 34 anni e più di 60 gol in A, andava benissimo. Ad oggi il francese è il secondo miglior marcatore della Fiorentina con quattro gol in dieci presenze, e soprattutto, il suo rendimento assume il doppio dell’importanza se viene considerata la sua nuova posizione in campo: non più punta centrale o seconda punta bensì trequartista.

Thereau va alla grande

In questi casi il motto carta canta aiuta sempre: Cyril Thereau ha giocato più della metà dei match dei Viola ma il minutaggio, per quanto importante, non disegna comunque nel suo curriculum una continuità assoluta, vuoi per infortunio o per il complicato sostenimento dei 90 minuti che un giocatore di 34 anni può giustificatamente avere. Usato prevalentemente come ala ma soprattutto trequartista, il francese è passato da fare coppia con Zapata a Udine a supportare, scendendo fino a centrocampo, i movimenti dell’unica punta centrale Simeone, che sta usufruendo con una crescita graduale del lavoro dell’ex Udinese. Con Thereau in campo la Fiorentina ha ottenuto 20 punti, la conseguenza di sei vittorie e due pareggi, mentre in sua assenza (5 partite) sono arrivate solo sconfitte e la miseria di soli cinque gol segnati. E’ evidente che l’apporto del francese alla causa di Pioli sia assolutamente fondamentale tanto in termini di manovra che di quantità, e i numeri (10 presenze, 4 gol, 4 assist) lo confermano limpidamente.

Thereau non si aspettava di arrivare a Firenze per fare il trequartista, visto che nella sua carriera italiana ha sempre agito come attaccante o esterno, eppure, Pioli gli ha disegnato questo ruolo tanto innovativo quanto funzionale che da una parte aiuta la squadra ad ambientarsi meglio in campo, dall’altra, sta rinnovando la carriera del francese quando sembrava arrivata a un punto definitivo di calo fisico-tecnico. Invece Thereau ha stupito tutti diventando uno dei lampioni principali del gioco della Fiorentina, e poter contare sull’esperienza di un navigato centravanti della Serie A è una garanzia tecnica che con sincerità al Franchi non si aspettavano di trovare.

Thereau a tutto campo

La nuova vita tattica di Thereau si incastra sul terreno di gioco dietro Simeone e davanti a Veretout e Badej, nel tipico ruolo di trequartista che Pioli anno scorso aveva affidato nell’Inter a Joao Mario nella seconda parte di stagione. Adesso il numero 77 della Fiorentina, al di là del buon numero di gol, funge da collante tra i movimenti in profondità di Simeone e l’impostazione medio-bassa dei centrocampisti o i difensori viola, che in ogni caso non rinunciano alla verticalizzazione con il lancio lungo. Un altro lavoro topico dell’ex Udinese è proprio la sponda o il prolungamento definitivo del lancio per i compagni in avanti, e non è un caso che per prendere possesso di una certa zona offensiva i centrocampisti e gli esterni facciano affidamento su di lui: il francese ha all’attivo 49 duelli aerei vinti e 12 passaggi chiave, nel primo caso sette volte in più di quelli vinti a Udine nella scorsa stagione. Fruire di Thereau come figura chiave in mezzo al campo vuol dire fargli fare un lavoro che spesso non coincide con la sue qualità, ma inaspettatamente e c’è da dire, da buon lavoratore, l’attaccante ha trovato in questa nuova dimensione da trequartista una nuova giovinezza che forse lo allontana dalla porta – non è mai stato in ogni caso un bomber di razza – ma gli fa giocare più palloni di quanti non ne avesse fatto prima. Certo Thereau ha il fisico per fare quello che gli chiede Pioli, ovvero prolungare il gioco verso le punte o gli esterni, ma sono la coordinazione e la scelta del tempo sempre ottimale ad averlo reso il vero artefice delle azioni della Fiorentina.

L’inserimento di Thereau, seguendo il portatore di palla, ha portato successivamente al gol della Fiorentina

 

Chiamarlo talismano sarebbe quasi improprio visto chele sue prestazioni sono empiricamente supportate da numeri e statisiche, eppure Thereau è effettivamente un monolite di positività per l’economia dell’attacco della Fiorentina, che senza il francese avrebbe otto gol in meno in stagione. Peraltro Thereau, parlando di bomber francesi, è distante soli tre gol dalle realizzazioni totali di Platini in Italia, secondo solo a Trezeguet, inarrivabile a quota 165 con la maglia della Juventus. Il giocatore di fatto si sta conquistando un posto nel cuore dei tifosi viola a suon di gol e assist, oltre ad un record personale che da modesto giocatore arrivato in Italia dallo Charleroi nel 2008 profuma di “pezzo di storia”: dati alla mano, il numero 77 con le dovute proporzioni si è dimostrato ben più grande di quello che il panorama del mainstream non abbia detto.