Le tre mosse che Sarri avrebbe potuto compiere per cambiare Napoli-Fiorentina

Le tre mosse che Sarri avrebbe potuto compiere per cambiare Napoli-Fiorentina

Ancora una volta il Napoli ha dimostrato di soffrire una certa allergia quando si ritrova a dover giocare una partita con la posta in palio alta, per non dire determinante. Il pareggio casalingo a reti bianche contro la Fiorentina rappresenta l’ennesimo passo indietro di un dicembre nero per gli azzurri: tra campionato e Champions League nessuna vittoria, un pari e due sconfitte. Maurizio Sarri continua a spronare i suoi – manifestando a volte anche un certo nervosismo – ma sembra evidente come, in questo momento, il Napoli stia vivendo un periodo di grande affanno sia dal punto di vista mentale che fisico. In particolare, lo stesso Sarri è parso non molto lucido in alcune scelte riguardo la gestione della rosa e delle partite. Proprio in base a questa valutazione, rianalizzando Napoli-Fiorentina abbiamo pensato a tre strategie che l’allenatore toscano avrebbe potuto apportare per evitare la mancata vittoria contro la squadra di Pioli, accantonando solo per qualche minuto dal discorso gli evidenti meriti della Fiorentina.

Napoli-Fiorentina in tre mosse “mancate” da Sarri

1) Ounas e Rog dall’inizio

Probabilmente tocchiamo un tasto dolente per molti tifosi che, soprattutto in una condizione di parziale emergenza come quella attuale, avrebbero voluto vedere i due giovani in campo dal primo minuto. Allan e Zielinski non si sono comportati male (anzi, il polacco in particolare ha creato due delle palle gol più chiare della partita) ma con l’ex Bordeaux e il croato dall’inizio la storia poteva essere diversa. L’esplosività in dribbling di Ounas – che Sarri reputa ancora acerbo ma che evidentemente possiede qualità notevoli – e la veloce fisicità di Rog avrebbero fatto comodo. Per il franco-algerino ha parlato, in un certo senso, anche il pubblico del San Paolo: il suo ingresso è stato sottolineato da una vera e propria ovazione. Il tifoso del Napoli vuole vederlo più spesso in campo e Sarri dovrà provare a farsene una ragione, anche perché il paragone con lo juventino Douglas Costa fatto nel post-partita è parso veramente di comprensione difficile e persino fuori luogo. Contro un terzino in forma come Laurini il ragazzo avrebbe potuto rappresentare una problematica per la difesa viola, che essendo composta prevalentemente da giocatori alti avrebbe sofferto gli strappi in velocità del talentuoso calciatore. Per quanto riguarda il croato, invece, gli ultimi minuti di partita sono indicativi: Rog – che ha sostituito Allan ma che poteva funzionare anche al posto di uno spento Callejon – è entrato in campo con una voglia pazzesca, andando a correre su qualsiasi avversario e mostrando una foga che si è poi concretizzata nel solito cartellino giallo. Il ragazzo deve lavorare ancora moltissimo sull’irruenza dei suoi interventi ma con la sua freschezza fisica e le galoppate da levriero la difesa avversaria non avrebbe dormito sogni tranquilli per un tempo intero, come invece avvenuto ieri pomeriggio.

Rog
Rog in azione durante Napoli-Fiorentina – FOTO: SSC Napoli

2) Il cambio di modulo

Senza Ghoulam, Insigne e Milik le soluzioni tecnico-tattiche del Napoli sono molto limitate, almeno in teoria. Eppure, ieri Sarri avrebbe potuto comunque intraprendere – quantomeno nell’ultimo quarto d’ora del secondo tempo – la strada del 4-2-3-1. Al tecnico azzurro sarebbe bastato valutare un doppio cambio diverso: Ounas e Rog avrebbero potuto sostituire Allan e Hamsik, mutando la fisionomia della squadra. Jorginho (e poi Diawara) avrebbe giocato in coppia con Zielinski davanti alla difesa, Ounas-Mertens-Rog sarebbe stato il tridente a sostegno della punta Callejon. Lo spagnolo – che qualche volta ha provato a giocare da falso nueve anche con discreti risultati – poteva dare una fisicità maggiore contro centrali robusti quali Pezzella e Astori, consentendo anche a Mertens di esprimersi meglio lontano dalla porta senza essere costretto a giocare di spalle rispetto alla stessa (venendo sistematicamente stoppato-anticipato dai difensori viola). In generale, il 4-2-3-1 avrebbe regalato maggiore densità nella metà campo avversaria e anche qualche piccola soluzione in più per tentare palloni alti. Volendo lo stesso modulo poteva essere attuato con Mertens esterno e Ounas trequartista. Insomma, la possibilità di cambiare schema esisteva e doveva essere considerata, soprattutto in una seconda frazione nella quale il Napoli non aveva niente da difendere.

3) Pescare il jolly dal mazzo

I guai fisici del Napoli testimoniano le apparenti poche soluzioni per Sarri e raccontano di una rosa incerottata e dunque limitata. Tenendo conto del fatto che ormai l’allenatore sembra aver abbandonato ogni speranza di puntare su specifici giocatori (Maksimovic e Giaccherini su tutti), la sua attenzione avrebbe potuto spostarsi – almeno per l’occasione specifica – su un ragazzo a cui regalare una chance per mettersi in luce, sperando in una giocata talentuosa o fortunata. In questo caso il giovane predestinato poteva essere Leandrinho: brasiliano acquistato l’anno scorso per il settore giovanile, aveva palesato subito il suo talento con 6 gol nelle prime 7 partite e un’incredibile propensione all’essere decisivo. Già vincente con le Nazionali carioca giovanili, può giocare sia come ala che come prima punta e possiede un pedigree di certo incoraggiante per avere soltanto 19 anni. Sarri, che di solito ha sempre mostrato di credere nei giovani, aveva la facoltà di cercare una mossa a sorpresa che però non è arrivata. La motivazione resta difficile da cercare: la paura di bruciare il ragazzo con la prima presenza ufficiale? La mancata convinzione della prontezza del brasiliano? O forse un eccessivo (e a tratti incomprensibile) idealismo che si sta manifestando sempre più in queste ultime settimane? La risposta difficilmente potremo scoprirla perché, purtroppo per il Napoli e per i suoi tifosi, la gara contro la Fiorentina fa già parte del passato. E il sorpasso ai danni dell’Inter – una ghiottissima occasione da sfruttare in ogni modo possibile – non è avvenuto. Il campionato è ancora lungo e Sarri lo sa meglio di tutti ma, probabilmente, per l’ex allenatore dell’Empoli il tempo di rischiare non è ancora arrivato. E potrebbe non arrivare mai.