Donnarumma può davvero annullare il contratto con il Milan?

Donnarumma può davvero annullare il contratto con il Milan?

Nonostante la recente vittoria in campionato il Milan non può dormire sogni tranquilli. Oggi è infatti emersa un’altra grana che pareva sopita da mesi: Gigio Donnarumma – quasi certamente consigliato dall’entourage di Mino Raiola – starebbe pensando di far annullare il suo contratto firmato per il rinnovo con il club rossonero. La motivazione sarebbe quella di aver subito presunte violenze psicologiche e morali nel periodo riguardante la firma del nuovo accordo con il Milan. Peraltro, nel giorno dell’ufficialità il manager del calciatore non era presente mentre l’avvocato Rigo – come spiega il Corriere della Sera – abbandonò la stanza per protesta, non presenziando dunque al momento della firma. La notizia getta nuove ombre e polemiche sul rinnovo del portiere campano, che quindi ancora una volta potrebbe finire nell’occhio del ciclone nel giro di pochi mesi. Può essere però fondamentale capire il senso di questa mossa e la reale veridicità del tutto: Donnarumma, insomma, può davvero annullare il suo contratto col Milan?

Donnarumma e il contratto col Milan: si può annullare o no?

Innanzitutto, va certamente analizzata la news in sé: a molti all’inizio è sembrata una palese finzione, date anche le tempistiche e il momento della squadra. “Gigio lo vedo ogni giorno ed è concentrato, gli rode quando non facciamo risultato e non ha manifestato alcun problema”, ha spiegato il tecnico rossonero Gennaro Gattuso in mattinata. In tempi di fake news e voci messe in giro ad hoc era giusto interrogarsi sulla falsità o meno della notizia. Che però sembrerebbe essere vera, non solo per il fatto che sia stata riportata da varie testate giornalistiche più o meno importanti ma soprattutto per via delle dichiarazioni emerse successivamente (tra cui, appunto, quella del tecnico della prima squadra). Torniamo però alla domanda fondamentale: questo contratto può davvero essere messo in discussione? Per adesso le basi affinché questo accada non sono molto solide, a causa di una serie di motivi.

Violenza o non violenza?

La strategia legale di Raiola e del calciatore potrebbe puntare sulla dimostrazione della violenza morale e psicologica: sostanzialmente, servirebbe dimostrare come Donnarumma sia stato letteralmente costretto a firmare il nuovo contratto col Milan. E in questo momento sembra un’impresa davvero ardua. In primis perché pare davvero difficile che Donnarumma abbia firmato un contratto da 6 milioni di ingaggio a stagione, con l’inserimento peraltro di un posto in squadra per il fratello, anch’egli portiere. La stessa violenza in sé sarebbe veramente tutta da ricercare, anche perché citando il codice civile “la violenza deve essere tale da far temere a una persona sensata di esporre sé o i suoi beni a un male notevole ed ingiusto”. E la situazione di Donnarumma sembra ben diversa da quella ipotizzata poc’anzi. Inoltre, a livello giuridico, il contratto sarebbe valido per esecuzione volontaria. Il polverone però è già stato alzato: probabilmente era questo il vero obiettivo.

Donnarumma
Donnarumma dà indicazioni alla difesa – FOTO: Twitter

La strategica regia occulta

Molto probabile dicevamo (se non quasi certo) che dietro questa richiesta ci sia Mino Raiola. Il procuratore del ragazzo, forse anche fiutando il momento negativo del Milan, sta premendo la mano per far sì che il suo assistito cambi casacca. Una mossa decisamente furba, anche perché nel contratto di Donnarumma sarebbe stata oggetto di discussione soprattutto la clausola rescissoria: 70 milioni in caso di raggiungimento di un piazzamento Champions, 40 in caso di mancato approdo nella competizione europea. Una clausola che però il calciatore potrebbe non aver firmato, qualora fosse stata proposta come allegato e non all’interno del contratto stesso. Ad ogni modo, la strategia di Raiola sembra decisamente cristallina e probabilmente il senso di tutto trova due direzioni parallele ma indirizzate verso la stessa strada: mettere pressione al Milan per far andare via il giocatore – a pagamento deprezzato o a parametro zero – e cercare una diversa sistemazione in un top club per il ragazzo (si è ripreso a parlare, ad esempio, di Real Madrid e PSG, due club che avrebbero bisogno come il pane di un top player in porta).

I limiti del Milan

In tutto ciò il Milan come società sembra essere uscito nuovamente sconfitto dal confronto con Raiola. Fassone e Mirabelli hanno probabilmente “regalato” troppo potere all’entourage del calciatore dopo le vicende estive: per molti il portiere sarebbe dovuto finire fuori rosa sino ad accorto trovato, per altri ancora andava ceduto subito per evitare nuovi “ricatti” da parte del procuratore. In questo momento storico, infatti, Il Milan non può fare a meno di Donnarumma ma sicuramente Donnarumma può fare a meno del Milan: nonostante la giovanissima età la carriera del portiere è già lanciata. Dopo il ritiro di Buffon lo aspetta la titolarità della Nazionale e tutti gli occhi dei maggiori club del mondo sono su di lui. La parziale debolezza messa in evidenza dal club potrebbe dunque risultare decisiva per un addio tra le parti. Secondo le prime indiscrezioni il club non vorrebbe privarsi del ragazzo e tenderà ad ignorare le voci destabilizzanti. In realtà, mai come in questo momento il futuro di Donnarumma al Milan appare quantomeno nebuloso, almeno in termini di ragionamenti futuri.