domenica, Dicembre 5, 2021

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B&B per l’Udinese: i friulani alla scoperta di Balic e Barak

Pescare un vecchio album di Figurine Panini e sfogliare le lisce ma pesanti pagine di quelle collezioni è un’operazione di intenso viaggio nel tempo. Neanche troppo indietro, qualche stagione fa, nei quattro fogli destinati all’intera rosa dell’Udinese si sono susseguiti negli anni dei nomi importanti. Inizialmente ci fu Vincenzo Iaquinta, già campione del Mondo nel 2006 e poi sconsolatamente emarginato alla Juventus dopo pochi sussulti. Negli anni, giusto per farla un po’ corta, furono le volte di Christian Zapata, Kwaedo Asamoah, Alexis Sanchez, Luis Muriel, Juan Cuadrado, Gokhan Inler. Certo questi sono soltanto i fondamentali di quell’ipotetico undici che molto nostalgicamente i tifosi dell’Udinese potrebbero assemblare per rievocare i tempi in cui la propria società era una continua fucina di talenti. Onestamente, negli anni questa passione smisurata per la progettazione futura l’Udinese l’ha un po’ accantonata in favore della risoluzione di alcune tematiche interne un po’ drammatiche: otto cambi di guida tecnica in cinque stagioni, la questione stadio, l’addio di Di Natale, tutti problemi che hanno distolto l’attenzione dei Pozzo dalla valorizzazione delle promettenti meteore in rosa. Eppure, con la stagione in corso, il trend sembra essersi finalmente invertito e reazionariamente il club friulano è ritornato a far parlare di sé per le prestazioni di qualcuno di inaspettato.

In attesa di Balic, il fantasma sulla bocca di tutti

Apparentemente innocuo nelle fasi di riscaldamento, Andrija Balic è un giocatore dai tratti quieti e misteriosi, una sorta di fantasma di cui tutti parlano. La riconferma per la stagione corrente se l’è guadagnata lo scorso anno quando a campionato quasi finito, Delneri gli offre la possibilità di giocare: risultato vincente, quattro presenze e un gol. Così si espresse l’allora allenatore dell’Udinese sul croato: Questo ultimo periodo ci ha fatto vedere cosa dovremo fare in futuro e scoperto Balic, che ha qualità importanti. E’ uno di quelli che mi è piaciuto di più. Ha avuto personalità. Una bella scoperta. Diamogli possibilità di crescere ancora”. Poi l’avvento del nuovo campionato e un’estate che porta a Udine altri giocatori e impone diverse gerarchie, così sovversive che il talento di Balic ritorna ad essere un’offuscata figura chiusa nei mega giubbotti da riscaldamento che si esercita tra un tempo e l’altro. Con Oddo in panchina però le cose sono cambiate e, fin da subito, l’ex giocatore di Milan e Bayern Monaco ha dichiarato di voler far crescere il centrocampista croato. Per ora Balic è un oggetto sommariamente sconosciuto ai più, e anche nello specifico, è improprio potersi permettere di conoscere questo giocatore che in Serie A ha all’attivo solo 6 presenze.

Ma Balic ha già dimostrato nel suo esiguo minutaggio notevoli capacità tecniche, e in allenamento chi ne osserva i movimenti ha più volte descritto un giocatore rapido e istintivo, uno con la giocata nel DNA. Classe 97′, Andrija Balic originariamente era stato promesso dall’Hajduk Spalato alla Roma prima che il club di Pozzo subentrasse nella trattativa come miglior offerente, portandoselo a casa per 3,5 milioni di euro. Ispirandosi personalmente a Iniesta, Balic predilige giocare centrale di centrocampo anche se inizialmente in Croazia agiva come mediano; il suo talento recita un copione tutto eleganza e tecnica sopraffina, e se Oddo gli sta concedendo un discreto spazio (prima 90′ contro il Napoli, poi subentrato contro il Benevento) vuol dire che il croato sta riempiendo le caselle mancanti per potersi conquistare un posto da titolare in un Udinese che da tanto aspettava un talento limpido come il suo.

Barak di prepotenza, adesso non è più una sorpresa

Fra i tanti nomi sconosciuti che riempivano in un fitto gomitolo di nomenclature la tabella acquisti dell’Udinese c’era anche quello di Antonin Barak. Uno come tanti, uno di quelli che probabilmente dopo qualche chance sprecata e tante belle parole spese per nulla sarebbe tornato al suo paese d’origine sperando, con un curriculum che parla italiano, di trovare un club importante. E forse Barak un club importante lo troverà ma di quelli che contano per davvero: altro che meteora, oramai Barak è un titolare inamovibile. Prelevato in estate dallo Slavia Praga, nella stagione corrente per il centrocampista della Repubblica Ceca ci sono tre reti e tredici presenze all’attivo, un ruolo da centrocampista centrale guadagnato con il lavoro e l’adattamento precoce a un campionato difficile. Eppure Barak ventitre anni, ha un notevole bagaglio empirico viste le non poche esperienze con la nazionale maggiore ceca, che lo hanno visto raccogliere dal 2016 ad oggi ben dodici convocazioni complessive. Nato come trequartista ma di profonda ispirazione mediana, Barak è molto bravo negli inserimenti e abile nelle letture tattiche di gioco: i gol in Serie A contro Sassuolo, Atalanta e Benevento hanno mostrato a tutti le sue doti tecniche e la sua bravura nel saper farsi trovare al momento giusto.

Sia con Delneri che con Oddo Barak è stato quasi sempre fra i titolari, anche se un po’ prevedibilmente, ad Udine hanno dovuto aspettare la seconda giornata per vederlo allo stadio pratico. Per tanto, il ceco alto 1,90 e con un mancino che prelude violenza è già diventato uno dei nuovi idoli della Dacia Arena, che può contare finalmente su alcune nuove e genuine promesse che forse, un giorno, come i loro predecessori, se ne andranno verso lidi più nobili.

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