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Simone Edera, Torino
Fonte: noigranata.com

Congiunzioni astrali, eventi impronosticabili, occasioni propizie da trasformare in opportunità. Simone Edera ha saputo cogliere il momento opportuno, l’istante capace di indirizzare una carriera da predestinato che stentava a decollare ad alti livelli dopo aver abbagliato appassionati e addetti ai lavori a livello giovanile, candidandosi al ruolo di potenziale protagonista nel prossimo futuro del Torino. Nessuno alla vigilia si sarebbe aspettato l’exploit dell’Olimpico ai danni della Lazio, successo che proietta i granata in ottava posizione in classifica dietro Sampdoria e Milan, ma soprattutto di tessere finalmente le lodi di uno degli esterni offensivi più promettenti dell’intero panorama nazionale. Elogiato pubblicamente da Mihajlovic, il tecnico che contro ogni previsione l’ha voluto ai suoi ordini sin dal ritiro estivo di Bormio, adesso il gioiello scuola Toro dovrà mostrare di meritare attenzioni e complimenti dando continuità alla prestazioni e a quell’atteggiamento sempre propositivo che ne ha contraddistinto il percorso in questa prima parte della stagione, la prima in un club della massima serie.

Edera, l’occasione giusta per prendersi il Torino

I problemi fisici di Niang, la punizione inflitta da Mihajlovic nei confronti di Ljajic, l’andamento di una partita indelebilmente segnata dall’episodio dell’espulsione di Immobile che ha costretto la Lazio a giocare tutto il secondo tempo in inferiorità numerica. La cronologia degli eventi che ha portato al primo centro in serie A nella giovane carriera di Edera è degna della miglior sceneggiatura di un film di successo, ma poteva restare tale senza il sigillo apposto dal talento classe ’97. Gettato nella mischia al posto di Iago Falque, suo alter ego nel ruolo di esterno d’attacco fino a questo momento, Edera non si è limitato al semplice compitino ma ha affondato il colpo con classe e intelligenza, infierendo con la necessaria cattiveria agonistica su un avversario ormai alle corde, svuotato di energie fisiche ma tenuto a galla soltanto da un grande orgoglio. Pochi fronzoli, tanta sostanza, elemento necessario per ristabilire la distanze dopo la rete del 1-2 di Luis Alberto in grado di ridare vigore alle speranze della Lazio, tornata a soccombere sul proprio campo a distanza di quasi tre mesi dall’ultima volta (Lazio-Napoli 1-4). “Gli attaccanti dovranno dare qualcosina in più” – aveva detto alla vigilia del match il tecnico serbo – quasi a voler spronare un reparto dal quale sulla carta ci si aspettava un apporto maggiore rispetto a quanto fatto registrare finora. Per ridare maggior equilibrio alla squadra, Mihajlovic era tornato al 4-3-3, rinunciando a un attaccante per infoltire il centrocampo. Così il Torino ha cambiato passo, inanellando una striscia positiva di 5 gare consecutive senza sconfitte, culminata proprio con la vittoria sui biancocelesti; una metamorfosi che ha svelato la vera natura di una squadra che ha ritrovato solidità senza rinunciare mai alle sue proverbiali ripartenze infarcite di tecnica e velocità, in grado di mettere alla corde qualsiasi difesa.

Prove tecniche da fuoriclasse del futuro

Fiore all’occhiello del florido vivaio granata assieme ad altri giovanissimi talenti come Simone Rosso, Vittorio Parigini, Claudio Morra e l’attuale compagno di squadra Antonio Barreca, campione d’Italia Primavera 2015, Edera ha già vissuto parentesi importanti con le maglie di Venezia e Parma, in una stagione che ha successivamente portato alla promozione di entrambe le squadre nel girone B di Lega Pro (attuale serie C). Tanta panchina in Laguna con Filippo Inzaghi, così come in Emilia con D’Aversa, che l’aveva gettato nella mischia seppur per pochi minuti nelle sfide playoff con Lucchese, Pordenone e Alessandria. Spesso decisivo a gara in corso, oltre ad aver svolto tutta la trafila nel settore giovanile del Torino, Edera è da anni protagonista in Nazionale con le rappresentative giovanili. Punto fermo dell’Under 20 guidata da Paolo Vanoli, era salito alla ribalta il 9 novembre scorso dopo la splendida doppietta rifilata ai pari età della Germania, con due prodezze che riassumono alla perfezione tutto quanto il bagaglio tecnico in suo possesso. Sinistro da capogiro, tecnica sopraffina, grande qualità nell’uno contro uno, sfrontatezza giovanile quasi mai fine a se stessa. Tutti motivi utili ad annoverare oggi Edera all’interno di una lista di giocatori dai quali il calcio italiano non potrà prescindere in ottica futura, nel faticoso percorso di ricostruzione del nostro movimento dopo il fallimento della Nazionale maggiore.

 

 

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