mercoledì, Dicembre 1, 2021

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Cinque cose da sapere sul Lipsia, la squadra più odiata di Germania

Il sorteggio dei sedicesimi di Europa League ha regalato al Napoli, retrocesso dalla Champions, l’accoppiamento con il Red Bull Lipsia, squadra tedesca molto giovane ma soprattutto molto odiata in Germania per via della sua proprietà. Un impegno sicuramente non facile e da non sottovalutare: il Lipsia l’anno scorso ha chiuso il campionato al secondo posto e anche in questa stagione è la prima squadra dietro al Bayern Monaco, che per l’ennesimo anno di fila si avvia a vincere la Bundesliga. Come il Napoli anche il Lipsia è retrocesso nell’Europa “minore” dopo l’esperienza in Champions League ed è dunque alla ricerca di riscatto anche in competizioni continentali che rappresentano una novità per il club, nato soltanto nel 2009 ma sostenuto da grande forza monetaria e da un progetto basato su calciatori giovani e funzionali. Un club che vale la pena conoscere meglio, tramite qualche curiosa sfaccettatura. Ecco dunque cinque cose da sapere riguardanti il Lipsia, prossimo avversario europeo dei partenopei.

Cinque cose da sapere sul Lipsia

1) Un inno da KO

Attualmente la canzone che accompagna i calciatori sul campo da gioco è l’inno ufficiale del club, RB Leipzig – Du bist mein Verein, plasmato dal cantante Sebastian Krumbiegel e votato tramite sondaggio dai tifosi. Nei primi anni di vita della squadra però non esisteva una canzone di riferimento in tal senso e quindi allo stadio veniva utilizzato un tema musicale piuttosto famoso: parliamo di Going the distance, tratto dalla colonna sonora di Rocky creata dal musicista Bill Conti. Soltanto l’anno scorso il club ha deciso di ovviare a questo problema e le atmosfere pugilistiche sono state quindi accantonate dopo qualche anno di attività.

2) L’ex “italiano”

Tra i calciatori della rosa del Lipsia figura anche un ex Fiorentina. Ci stiamo riferendo al difensore tedesco Marvin Compper, classe 1985, che nella stagione 2013-2014 (ma anche in parte di quella precedente) vestì proprio la maglia del club viola. La Fiorentina lo acquistò per appena 200.000 euro, facendogli firmare un contratto triennale: Compper si era imposto come difensore di grande affidabilità con la maglia dell’Hoffenheim e garantiva anche una discreta predisposizione al sacrificio e alla duttilità, potendo giocare sia come centrale che come terzino, se non addirittura a centrocampo. A Firenze Compper giocò soltanto 26 partite, segnando anche un gol nella gara di Coppa Italia contro il Siena. La Fiorentina così lo rispedì in Germania, proprio al Lipsia, club in cui tutt’ora milita.

3) Il fallimento della seconda squadra

In Italia si fa un gran parlare della squadra riserve o squadra B. Un concetto che in altri Paesi – come Germania e Spagna – e campionati è già ben avviato da decenni. Anche il Lipsia, sin dall’inizio della sua storia, ha provato a intraprendere una strada del genere: il club possedeva infatti una squadra riserve che giocava nella settima serie tedesca e che negli successivi è riuscita a guadagnare anche un paio di promozioni. Purtroppo però nel febbraio di quest’anno il progetto è morto: il Direttore Sportivo Ralf Rangnick annunciò infatti lo scioglimento della squadra riserve per mancanza di ricavi rispetto ai costi e quindi un’enorme difficoltà nella gestione della selezione. Molti di questi calciatori sono finiti a giocare nelle serie minori mentre altri fanno tutt’ora parte della rosa della prima squadra.

4) Doppio ruolo

Abbiamo appena citato Ralf Rangnick, un personaggio che occupa un ruolo molto importante nella storia recente – e complessiva – del Lipsia. Dopo una carriera mediocre come calciatore Rangnick riesce a imporsi come allenatore in giro per la Germania e vince anche qualche trofeo. Nello specifico, una coppa di Lega, una coppa di Germania e una Supercoppa con lo Schalke 04 e una coppa Intertoto con lo Stoccarda. Dopo il suo secondo periodo da allenatore con lo Schalke Rangnick si siede sulla panchina dell’ambizioso Lipsia nella scorsa stagione. Incredibilmente il club si ritrova a lottare per il campionato e chiude il torneo al secondo posto, conquistando una storica qualificazione in Champions League. A sorpresa però Rangnick si dimette e manifesta la volontà di non voler più allenare. Allo stesso tempo, però, decide di rimanere a far parte del progetto: così, attualmente l’ex allenatore dell’Hannover si ritrova ad occupare il ruolo di Direttore Sportivo del club. Una figura d’esperienza che può guidare il progetto nei meandri del calcio tedesco e che rappresenta una scelta di qualità per provare a restare nei piani alti della Bundesliga.

Lipsia
L’esultanza dopo un gol – FOTO: profilo ufficiale Facebook Lipsia

5) Consorzio di calciomercato

Il calciomercato del Lipsia è molto particolare, soprattutto in termini di scelte prese. Questo perché il club si è posto un particolare “limite”: acquistare quasi esclusivamente giocatori provenienti da altre squadre associate a proprietà Red Bull (quindi, ad esempio, Salisburgo o New York). Va detto però che il progetto del Lipsia si basa moltissimo anche sui giovani: la politica del club prevede soltanto l’acquisto di giocatori Under 23, in maniera tale da mantenere sempre giovane la squadra e limitare i costi per il mercato, dando quindi freschezza alle casse societarie. In questo il Lipsia pare trovare un collegamento proprio con il Napoli, in attesa di una doppia sfida che potrebbe essere già determinante per la stagione dei due club.

 

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